Studio Tecnico Pignatta Geom. Valerio

Cerca

Vai ai contenuti

Sicurezza

Sezioni

Elaborato tecnico della copertura

L’elaborato tecnico della copertura è un allegato del fascicolo dell’opera previsto dall’art. 91, comma 1, lettera b) del testo unico sulla sicurezza (dlgs 81/2008).

Elaborato tecnico della copertura, cosa prevede la normativa
L’art. 91 stabilisce che durante la progettazione dell’opera e comunque prima della richiesta di presentazione delle offerte, il coordinatore per la progettazione esegue le seguenti operazioni:
1. redige il piano di sicurezza e di coordinamento di cui all’articolo 100, comma 1, i cui contenuti sono dettagliatamente specificati nell’Allegato XV
2. predispone un fascicolo adattato alle caratteristiche dell’opera, i cui contenuti sono definiti all’ALLEGATO XVI, contenente le informazioni utili ai fini della prevenzione e della protezione dai rischi cui sono esposti i lavoratori, tenendo conto delle specifiche norme di buona tecnica e dell’allegato II al documento UE 26 maggio 1993 […]
3. coordina l’applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 90, comma 189.
L’art. 92 prevede che l’elaborato tecnico della copertura sia adeguato dal coordinatore per l’esecuzione dei lavori in relazione all’evoluzione dei lavori ed alle eventuali modifiche intervenute e che questi valuti le proposte delle imprese esecutrici dirette a migliorare la sicurezza in cantiere verifica che le imprese esecutrici adeguino, se necessario, i rispettivi piani operativi di sicurezza.

Elaborato tecnico della copertura, i contenuti
L’elaborato tecnico della copertura contiene le istruzioni per il progetto delle misure di prevenzione e protezione (ganci di sicurezza) da realizzare sulla copertura per consentire nei successivi interventi, impiantistici e di manutenzione, l’accesso in sicurezza in copertura.
L’elaborato deve contenere i seguenti documenti:
- la relazione tecnica illustrativa (con verifiche dei sistemi anticaduta)
- la relazione tecnica di calcolo degli ancoraggi
- le planimetrie della copertura.

Elaborato tecnico della copertura e UNI 11560:2014
La norma UNI 11560:2014 sui sistemi di ancoraggio permanenti in copertura fornisce al progettista le linee guida per la configurazione in copertura dei sistemi di ancoraggio ed il loro utilizzo contro la caduta dall’alto mediante sistemi di arresto caduta.
Le indicazioni contenute nella norma devono essere utilizzate per la redazione dell’elaborato tecnico della copertura (il testo unico sulla sicurezza, infatti, indica le norme tecniche come criteri di riferimento per la progettazione dei luoghi di lavoro).
La UNI 11560:2014 definisce i requisiti prestazionali e geometrici dei sistemi di ancoraggio.
Il rispetto di tali requisiti può essere ottenuto attraverso:
- la verifica della connessione del sistema di ancoraggio alla copertura secondo le norme tecniche
- la valutazione del tirante d’aria disponibile (nei casi in cui si prevede l’utilizzo di sistemi di arresto alla caduta con il sistema di ancoraggio configurato)
- la corretta configurazione del sistema di ancoraggio (puntuale, lineare, combinato).


Esempio di elaborato tecnico della copertura


Relazione tecnica illustrativa
CARATTERISTICHE GENERALI DELL’OPERA
- Tipologia intervento in copertura: Opera edile
- Oggetto: Costruzione di una villetta bifamiliare
- Destinazione attuale dell’immobile: Residenziale
- Redazione dell’elaborato affidato a: Coordinatore della Sicurezza
- Obbligo di nomina del Coordinatore alla Sicurezza in fase di Progettazione/Esecuzione: L’intervento rientra nei casi previsti dall’art.90, c.3 o c.4 del dlgs 81/2008.

DESCRIZIONE DELLA COPERTURA
- Tipologia: Falda
- Struttura: Latero cemento
- Calpestabilità: Totale
- Pendenza della copertura: Inclinata (15%<P<50%)
- Area di intervento: Totale
- Particolari elementi presenti in copertura: Sulla copertura sono presenti canne fumarie e impianti solari termici
- Descrizione: Copertura di forma rettangolare del tipo a padiglione con manto realizzato in tegole e coppi.

PERCORSO DI ACCESSO ALLA COPERTURA
Di seguito si riportano le soluzioni progettuali adottate per la realizzazione del percorso di accesso alla copertura per i successivi lavori di manutenzione.
Percorso verso l’alto
Percorso che serve a raggiungere il punto di accesso alla copertura.
Segnalazione ostacoli fissi nei percorsi
Gli ostacoli fissi, presenti nei percorsi, che per ragioni tecniche non possono essere eliminati sono chiaramente segnalati e, se del caso, protetti. Articolo 8, Comma 2, Punto a) del D.P.G.R. 18/12/13 n. 75/R.
Illuminazione artificiale dei percorsi
I percorsi in condizioni di scarsa o assente illuminazione naturale, hanno un illuminamento conforme alla norma UNI EN 12464-1 e UNI EN 12464-2. I corpi illuminanti sono installati in modo da prevenire i rischio d’urto. Articolo 8, Comma 2, Punto b) del D.P.G.R. 18/12/13 n. 75/R.
Dimensioni dei percorsi
I percorsi sono stati dimensionati in relazione ai carichi di esercizio, tenendo conto dei prevedibili ingombri di materiali e di utensili da trasportare, con larghezza non inferiore a 0,60 metri per il solo transito dell’operatore. I percorsi hanno un’altezza libera superiore a 1,80 metri rispetto al piano di calpestio. Articolo 8, Comma 2, Punti c) e d) del D.P.G.R. 18/12/13 n. 75/R.
Lati dei percorsi aperti prospicienti il vuoto
I percorsi sono protetti contro il rischio di caduta nei lati prospicienti il vuoto o esposti verso superfici sfondabili. Articolo 8, Comma 2, Punto e) del D.P.G.R. 18/12/13 n. 75/R.
Altezza libera del percorso in presenza di vincoli costruttivi
Per la presenza di vincoli costruttivi non eliminabili l’ altezza libera è ridotta (inferiore a 1,8 m) limitatamente ad un unico e breve tratto del percorso. Articolo 8, Comma 2, Punto d), del D.P.G.R. 18/12/13 n. 75/R.
Caratteristiche piani di calpestio dei percorsi
Ecco le caratteristiche di piani di calpestio e dei percorsi:
- i piani di calpestio sono in materiale antisdrucciolo
- i piani di calpestio collocati all’esterno hanno una conformazione tale da evitare l’accumulo di fango e la formazione di lamine d’acqua
- i piani di calpestio grigliati hanno maglie non attraversabili da una sfera di 35 mm quelli, invece, sovrastanti luoghi con permanenza o passaggio di persone hanno maglie non attraversabili da una sfera di 20 mm
- tutte le superfici di calpestio garantiscano un’adeguata portata in relazione ai carichi previsti (persone, attrezzature e materiali).
Caratteristiche scala fissa a gradini retrattile
Le scale fisse a gradini hanno:
- parapetto normale o altra difesa equivalente, in corrispondenza di lati aperti con rischio di caduta dall’alto
- corrimano ad una altezza compresa tra 0,90 e 1 metro su almeno uno dei due lati delimitati da pareti
- la larghezza delle scale fisse a gradini a sviluppo rettilineo non è inferiore 0,60 metri, il diametro delle scale fisse a gradini a chiocciola non è inferiore a 1 metro
- pedata e alzata dimensionate a regola d’arte, per la presenza di vincoli costruttivi non eliminabili, le scale fisse a gradini hanno alzata e pedata comunque rispettivamente non superiori a 0,22 metri e non inferiori a 0,25 metri
- i profili dei gradini con spigolo arrotondato; f) pianerottoli di riposo almeno ogni 20 gradini
Apertura rettangolare orizzontale/inclinata
Apertura rettangolare, orizzontale o inclinata, che permette, alla fine di un percorso interno, l’accesso dell’operatore in copertura con utensili da lavoro e materiali.
Dimensioni aperture orizzontali o inclinate rettangolari
Le aperture orizzontali o inclinate a sezione rettangolare, per l’accesso alle coperture, sono dimensionate sui prevedibili ingombri di materiali ed utensili da trasportare; e comunque hanno una superficie libera di passaggio non inferiore a 0,5 metri quadrati, con lato inferiore di larghezza minima di 0,70 metri. Articolo 9, comma 2, punto b) del D.P.G.R. 18/12/13 n. 75/R.
Caratteristiche dei serramenti
I serramenti delle aperture di accesso non presentano parti taglienti o elementi sporgenti; il sistema di apertura dell’anta è agevole e sicuro. Articolo 9, comma 2, punto c) del D.P.G.R. 18/12/13 n. 75/R.
Ante delle aperture orizzontali o inclinate
L’accesso dalle aperture orizzontali non comporta la rimozione dell’anta dalla sede in cui è incernierata allo stipite ed il sistema di connessione dell’anta allo stipite è tale da impedire il distacco accidentale dell’anta in posizione di apertura. L’anta è inoltre provvista di meccanismo tale da evitare l’investimento improvviso e incontrollato del soggetto che apre. Articolo 9, comma 2, punto d) del D.P.G.R. 18/12/13 n. 75/R.

TRANSITO ED ESECUZIONE DEI LAVORI IN COPERTURA
Ancoraggio UNI EN 795 Tipo A
Dispositivo di ancoraggio con uno o più punti di ancoraggio stazionari, durante l’utilizzo, e con la necessità di ancoraggio o elemento di fissaggio per fissarlo alla struttura.
Valutazione Caduta
Caduta consentita: Trattenuta – DPI di collegamento: Cordino UNI EN 354 – DPI operatore: Imbracatura – Lunghezza cordino (LC): 2.00 m – Lunghezza braccio operatore (LBO): 0.60 m
Gancio da tetto UNI EN 517 Tipo A
Ganci da tetto UNI EN 517 progettati per essere fissati su coperture inclinate per assicurare operatori durante il transito in copertura e fissare i carichi. Sui ganci del tipo A è possibile applicare un carico solo in una direzione (solitamente la linea di pendenza della falda).
Valutazione Caduta
Caduta consentita: Trattenuta – DPI di collegamento: Cordino UNI EN 354 – DPI operatore: Cintura – Lunghezza cordino (LC): 2.00 m – Lunghezza braccio operatore (LBO): 0.60 m
Linea di ancoraggio UNI EN 795 Tipo C
Dispositivo di ancoraggio che impiega una linea di ancoraggio flessibile che devia dall’orizzontale che devia dall’orizzontale di non più di 15°.
Valutazione Caduta
Caduta consentita: Arresto – DPI di collegamento: Dispositivo guidato UNI EN 353.2 – DPI operatore: Imbracatura – Lunghezza cordino (LC): 1.00 m – Caduta frenata (CF): 1.00 m
Valutazione
Distanza tra l’attacco dell’imbracatura e i piedi del lavoratore (IP): 1.50 m – Margine di sicurezza (R): 1.00 m
1) Bordo di arresto: Bordo NORD – Freccia della linea di ancoraggio (FC): 1.00 m – Effetto Pendolo (DEP): 0.00 m – Altezza di caduta (AC): 7.50 m – Distanza di arresto (DA): 4.50 m – Caduta libera (CL): 3.50 m – Tirante d’aria (TA): 5.50 m – Spazio Libero Residuo (SLR): 3.00 m
2) Bordo di arresto: Bordo SUD – Freccia della linea di ancoraggio (FC): 1.00 m – Effetto Pendolo (DEP): 0.00 m – Altezza di caduta (AC): 7.50 m – Distanza di arresto (DA): 4.50 m – Caduta libera (CL): 3.50 m – Tirante d’aria (TA): 5.50 m – Spazio Libero Residuo (SLR): 3.00 m
Successione ancoraggi UNI EN 795 Tipo A
Successione di ancoraggi con uno o più punti di ancoraggio stazionari, durante l’utilizzo, e con la necessità di ancoraggio o elemento di fissaggio per fissarlo alla struttura.

Misure preventive e protettive:

Punti di ancoraggio
L’impiego di dispositivi di ancoraggio puntuali o ganci di sicurezza da tetto è consentito solo per brevi spostamenti o laddove le linee di ancoraggio risultino non installabili per le caratteristiche dimensionali, strutturali o morfologiche delle coperture, ovvero per contrasto con norme di tutela riguardanti l’immobile interessato dall’intervento. Articolo 10, Comma 4 del D.P.G.R. 18/12/13 n. 75/R.
Dispositivi di ancoraggio
I dispositivi di ancoraggio (linee di ancoraggio, punti di ancoraggio, ganci di sicurezza): sono dislocati in modo da procedere in sicurezza su qualsiasi parte della copertura, a partire dal punto di accesso, fino al punto più lontano; sono chiaramente identificabili per forma e/o colore o con altro mezzo analogo; sono accessibili in modo da consentire l’ancoraggio senza rischio di caduta; garantiscono nel tempo le necessarie caratteristiche di resistenza e solidità; saranno oggetto di periodiche verifiche e manutenzioni a cura del proprietario dell’immobile secondo le indicazioni del costruttore. Degli interventi eseguiti sarà effettuata regolare registrazione.
Misure di emergenza per il recupero dell’operatore in caso di caduta
Area raggiungibile da parte di pubblico intervento (Vigili del Fuoco) entro 30 minuti



Fascicolo dell’Opera semplificato: esempio applicativo e modello

Il testo unico sulla sicurezza (dlgs 81/2008), all’allegato XVI, individua il fascicolo con le caratteristiche dell’opera.
Il presente fascicolo viene redatto durante la progettazione dell’opera in riferimento al singolo cantiere secondo il modello semplificato contenuto nell’allegato IV del Decreto Interministeriale 9 settembre 2014.
Il documento contiene le informazioni utili ai fini della prevenzione e della protezione dai rischi cui sono esposti i lavoratori.
Il fascicolo viene predisposto la prima volta a cura del coordinatore per la progettazione; può essere eventualmente modificato nella fase esecutiva in funzione dell’evoluzione dei lavori ed aggiornato a cura del committente a seguito delle modifiche intervenute in un’opera nel corso della sua esistenza.
Per interventi su opere esistenti già dotate di fascicolo e che richiedono la designazione dei coordinatori, l’aggiornamento del fascicolo è predisposto a cura del coordinatore per la progettazione.
Il fascicolo accompagna l’opera per tutta la sua durata di vita.

Fascicolo dell’opera: i contenuti
Il fascicolo comprende tre capitoli.

1. CAPITOLO I – Modalità per la descrizione dell’opera e l’individuazione dei soggetti interessati (scheda I)
2. CAPITOLO II – Individuazione dei rischi, delle misure preventive e protettive in dotazione dell’opera e di quelle ausiliarie (schede II-1, II-2 e II-3)
3. CAPITOLO III – i riferimenti alla documentazione di supporto esistente (schede III-1, III-2 e III-3)

CAPITOLO I – Modalità per la descrizione dell’opera e l’individuazione dei soggetti interessati
Nel capitolo in questione viene fornita la descrizione sintetica dell’opera e l’indicazione dei soggetti coinvolti.
Per la realizzazione di questa parte di fascicolo viene appunto utilizzata come riferimento la scheda I (descrizione sintetica dell’opera ed individuazione dei soggetti interessati), che è sottoscritta dal soggetto responsabile della sua compilazione.
In questa scheda vengono appunto indicati gli estremi dei soggetti interessati, tra cui:
- committente
- progettisti
- coordinatore per la progettazione
- coordinatore per l’esecuzione
- responsabile dei lavori
- direttore dei lavori

CAPITOLO II – Individuazione dei rischi, delle misure preventive e protettive in dotazione dell’opera e di quelle ausiliarie
Nel secondo capitolo vengono individuati i rischi, le misure preventive e protettive in dotazione dell’opera e quelle ausiliarie, per gli interventi successivi prevedibili sull’opera, quali le manutenzioni ordinarie e straordinarie, nonché per gli altri interventi successivi già previsti o programmati.
Le misure preventive e protettive in dotazione dell’opera sono le misure preventive e protettive incorporate nell’opera o a servizio della stessa, per la tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori incaricati di eseguire i lavori successivi sull’opera.
Le misure ausiliarie sono, invece, le altre misure preventive e protettive la cui adozione è richiesta ai datori di lavoro delle imprese esecutrici ed ai lavoratori autonomi incaricati di eseguire i lavori successivi sull’opera.
Al fine di definire le misure preventive e protettive in dotazione dell’opera e quelle ausiliarie, devono essere presi in considerazione almeno i seguenti elementi:
a. accessi ai luoghi di lavoro
b. sicurezza dei luoghi di lavoro
c. impianti di alimentazione e di scarico
d. approvvigionamento e movimentazione materiali
e. approvvigionamento e movimentazione attrezzature
f. igiene sul lavoro
g. interferenze e protezione dei terzi
Il fascicolo fornisce, inoltre, le informazioni sulle misure preventive e protettive in dotazione dell’opera, necessarie per pianificarne la realizzazione in condizioni di sicurezza, nonché le informazioni riguardanti le modalità operative da adottare per:
- utilizzare le stesse in completa sicurezza
- mantenerle in piena funzionalità nel tempo, individuandone in particolare le verifiche, gli interventi manutentivi necessari e la loro periodicità
Per la realizzazione di questa parte di fascicolo sono utilizzate come riferimento le successive schede, che sono sottoscritte dal soggetto responsabile della sua compilazione:
1. scheda II-1
2. scheda II-2
3. scheda II-3
La scheda II-1 è redatta per ciascuna tipologia di lavori prevedibile, prevista o programmata sull’opera; descrive i rischi individuati e, sulla base dell’analisi di ciascun punto critico (accessi ai luoghi di lavoro, sicurezza dei luoghi di lavoro, ecc.), indica le misure preventive e protettive in dotazione dell’opera e quelle ausiliarie.
Tale scheda è corredata, quando necessario, con tavole allegate, contenenti le informazioni utili per la miglior comprensione delle misure preventive e protettive in dotazione dell’opera ed indicanti le scelte progettuali effettuate allo scopo, come la portanza e la resistenza di solai e strutture, nonché il percorso e l’ubicazione di impianti e sottoservizi; qualora la complessità dell’opera lo richieda, le suddette tavole sono corredate da immagini, foto o altri documenti utili ad illustrare le soluzioni individuate.
La scheda II-2 è identica alla scheda II-1 ed è utilizzata per eventualmente adeguare il fascicolo in fase di esecuzione dei lavori ed ogniqualvolta sia necessario a seguito delle modifiche intervenute in un’opera nel corso della sua esistenza.
Tale scheda sostituisce la scheda II-1, la quale è comunque conservata fino all’ultimazione dei lavori.
La scheda II-3 indica, per ciascuna misura preventiva e protettiva in dotazione dell’opera, le informazioni necessarie per pianificarne la realizzazione in condizioni di sicurezza, nonché consentire il loro utilizzo in completa sicurezza e permettere al committente il controllo della loro efficienza.

CAPITOLO III – i riferimenti alla documentazione di supporto esistente (schede III-1, III-2 e III-3)
In questo capitolo vengono fornite le indicazioni per la definizione dei riferimenti della documentazione di supporto esistente.
All’interno del fascicolo sono indicate le informazioni utili al reperimento dei documenti tecnici dell’opera che risultano di particolare utilità ai fini della sicurezza, per ogni intervento successivo sull’opera, siano essi elaborati progettuali, indagini specifiche o semplici informazioni; tali documenti riguardano:
a. il contesto in cui è collocata
b. la struttura architettonica e statica
c. gli impianti installati
Qualora l’opera sia in possesso di uno specifico libretto di manutenzione contenente i documenti sopra citati ad esso si rimanda per i riferimenti di cui sopra.
Per la realizzazione di questa parte di fascicolo sono utilizzate come riferimento le successive schede, che sono sottoscritte dal soggetto responsabile della sua compilazione.
Vengono utilizzate come riferimenti alla documentazione esistente le seguenti 3 schede:
1. Scheda III-1 – Elenco e collocazione degli elaborati tecnici relativi all’opera nel proprio contesto
2. Scheda III-2 – Elenco e collocazione degli elaborati tecnici relativi alla struttura architettonica e statica dell’opera
3. Scheda III-3 – Elenco e collocazione degli elaborati tecnici relativi agli impianti dell’opera

Modello di Fascicolo dell’opera semplificato

Di seguito si fornisce il modello di FO semplificato (allegato IV al decreto interministeriale del 9 settembre 2014).

Clicca qui per scaricare il modello



Dal CNI le linee guida per il coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione

Il CNI (Consiglio nazionale degli ingegneri) ha pubblicato un documento con le linee guida per il CSP (coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione).
Il ruolo del coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione (CSP) presenta una serie di criticità legate al fatto di dove “progettare” la sicurezza ex ante: all’importanza che questo riveste nel raggiungimento dell’obiettivo di garantire la salute e sicurezza dei lavoratori.
Molto spesso accade che l’affidamento dell’incarico, soprattutto nei cantieri privati, avvenga in un momento successivo a quello della progettazione dell’opera. Ciò porta il ruolo del CSP ad una mera redazione del PSC (Piano di Sicurezza e Coordinamento), senza che egli possa intervenire in modo efficace all’atto delle scelte progettuali.
Il CNI ha affrontato la tematica in un documento contenente le linee guida per il coordinatore in fase di progettazione.
Durante la progettazione dell’opera e comunque prima della richiesta di presentazione delle offerte, il CSP deve:
- redigere il PSC (Piano di Sicurezza e Coordinamento) di cui all’art. 100, comma1 i cui i contenuti minimi sono specificati nell’allegato XV
- predisporre il fascicolo adattato alle caratteristiche dell’opera, i cui contenuti sono stabiliti nell’Allegato XVI
- eseguire una valutazione del rischio relativa alla presenza di ordigni bellici inesplosi rinvenibili durante le attività di scavo
- coordinare l’applicazione delle disposizioni di cui all’art. 90, comma 1 del D.Lgs 81/08, ovvero “Il committente o il responsabile dei lavori, nelle fasi di progettazione dell’opera, si attiene ai principi e alle misure generali di tutela di cui all’articolo 15, in particolare:
- al momento delle scelte architettoniche, tecniche ed organizzative, onde pianificare i vari lavori o fasi di lavoro che si svolgeranno simultaneamente o successivamente;
- all’atto della previsione della durata di realizzazione di questi vari lavori o fasi di lavoro”
Durante lo svolgimento dei suoi compiti, il CSP deve essere in sinergia sia con il progettista che con il committente e deve interagire con essi in modo che la realizzazione dell’opera e la sua successiva manutenzione avvengano nel pieno rispetto della normativa in materia di salute e sicurezza dei lavoratori.
Il documento del CNI, oltre agli obblighi di legge in capo al CSP, contiene una serie di azioni consigliate legate a tutta l’attività di coordinamento in fase di progettazione dell’opera.

Clicca qui per scaricare le linee guida



Rischio amianto, dalla Suva le regole vitali per demolire in sicurezza gli edifici

Durante i lavori di demolizione dei vecchi edifici può capitare di dover intervenire su materiali o strutture contenenti amianto. E’ necessario, quindi, adottare le adeguate misure di protezione al fine di prevenire gravi rischi per la salute dei lavoratori.
Per la demolizione di edifici contenenti amianto, in alcuni casi, può essere utile utilizzare gli escavatori idraulici.
La Suva (Ente svizzero) ha reso disponibile una serie di pubblicazioni in riferimento al rischio amianto e su come proteggersi, in considerazione delle diverse tipologie di lavoro (piastrellisti, elettricisti, demolitori, ecc.).

In questo articolo si propone la guida al rischio amianto nelle attività di demolizione di edifici mediante escavatore.
Scandole in fibrocemento contenente amianto
Rischio amianto: scandole in fibrocemento contenente amianto

La pubblicazione descrive il corretto metodo di lavoro, adeguato ai rischi derivanti dall’uso di escavatori idraulici, e le situazioni in cui è possibile utilizzarli.

Ecco i contenuti del documento:
• demolizione corretta di edifici costruiti con materiali contenenti amianto •pericolo per i lavoratori e l’ambiente
• rifiuti edili
• obiettivo della pubblicazione
• obblighi del datore di lavoro
• fondamenti giuridici
• condizioni in cui è consentito l’impiego di escavatori idraulici
• metodi di lavoro speciali

Clicca qui per scaricare l’opuscolo Suva


Rischio chimico, la valutazione del rischio cumulativo

L’Associazione nazionale formatori della sicurezza, Anfos ha pubblicato una serie di opuscoli di approfondimento per il lavoratore sui seguenti argomenti:
• rischio chimico
• rischio da videoterminali
• microclima e illuminazione
• rischio biologico
• rischio rumore
• movimentazione carichi
In questo articolo analizziamo l’opuscolo Esposizione ad agenti chimici, riguardante la valutazione del rischio chimico in ambiente di lavoro.


Rischio chimico in ambiente di lavoro

La pubblicazione, avvalendosi di illustrazioni, grafici, tabelle, affronta concetti base di:
• tossicologia
• valutazione dell’esposizione
• valutazione rischio cumulativo
• esposizione a più sostanze contemporanee
Come previsto dal dlgs 81/2008, nel caso di attività lavorative che comportano l’esposizione a più agenti chimici pericolosi, il rischio deve essere valutato in base alla combinazione di tutti gli agenti chimici.
Tuttavia, le modalità per condurre uno studio della combinazione di più agenti chimici pericolosi non viene però illustrata in normativa né definita univocamente in normative tecniche.
Pertanto, scopo della pubblicazione è quello di fornire gli strumenti conoscitivi essenziali per la valutazione del rischio cumulativo analizzando:
• gli esiti possibili dell’esposizione a più sostanze contemporaneamente
• alcuni metodi/procedure proposte da agenzie internazionali/nazionali
• le criticità nella valutazione del rischio cumulativo
L’opuscolo analizza i seguenti aspetti:
• concetti di tossicologia
• effetti avversi delle sostanze chimiche
• potenzialità tossica
• parametri sperimentali
• dosi agenti chimici
• peso corporeo
Inoltre elenca gli elementi che incidono sulla registrazione dell’effetto avverso e le condizioni per le quali si verificano gli effetti negativi.

Clicca qui per scaricare l’opuscolo Anfos


Lavori su elettrodotti aerei, dall’Inail la guida al rischio di caduta dall’alto

Durante i lavori in quota su elettrodotti aerei il rischio di caduta dall’alto è sempre in agguato ed è uno tra i più elevati e frequenti.
L’Inail ha pubblicato la guida sui rischi durante le attività di costruzione, demolizione, esercizio e manutenzione delle linee elettriche aeree: attività non configurabili come lavori sotto tensione su elettrodotti aerei.
Particolare attenzione è data alla gestione delle situazioni di emergenza connesse all’eventuale recupero e soccorso dei lavoratori non più autosufficienti.
La guida rappresenta un valido ausilio per imprese, professionisti, gestori, manutentori e organi di vigilanza.
Obiettivo della pubblicazione è quello di uniformarne il comportamento sull’intero territorio nazionale; nonché indirizzare le aziende nella stesura delle corrette procedure operative al fine di prevenire il rischio di caduta dall’alto.
Nella guida sono indicate metodologie ed esempi di scalata, accesso, spostamento, posizionamento e recupero del lavoratore.

Lavori su elettrodotti aerei, i contenuti della guida
In particolare, ecco i contenuti principali:
• metodologie per la scalata, lo spostamento sui sostegni, l’accesso e lo spostamento in campata e la calata al suolo del lavoratore non più autosufficiente
• principali cause e conseguenze del rischio di caduta a cui sono soggetti i lavoratori che svolgono la loro attività in quota
• posizionamento in quota tramite piattaforme di lavoro elevabili (PLE)
• scalata e relativa discesa ai sostegni, piantane, pali, falconi e strutture in genere ( “sostegno”) •scalata e relativa discesa del sostegno equipaggiato con dispositivi fissi di scalata e linea di ancoraggio rigida
• descrizione
• scalata e relativa discesa
• elementi minimi da considerare nelle procedure aziendali
• esempio di svolgimento della scalata
• scalata e relativa discesa del sostegno utilizzando la scala ad elementi innestabili
• descrizione
• scalata e relativa discesa
• elementi minimi da considerare nelle procedure aziendali
• esempio di svolgimento della scalata
• scalata e relativa discesa del sostegno con linea di ancoraggio flessibile
• descrizione
• scalata e relativa discesa
• elementi minimi da considerare nelle procedure aziendali
• esempio di scalata del sostegno utilizzando l’imbracatura di sicurezza, il cordino di posizionamento, il cordino ausiliario e l’assortitore di energia
• esempio di scalata del sostegno utilizzando l’imbracatura di sicurezza, il cordino di posizionamento, il cordino a Y
• esempio di scalata del sostegno utilizzando il gancio da scalata
• uso della scala portatile
• spostamenti sui sostegni o sugli attrezzi di accesso
• accesso e spostamento in campata
• calata al suolo del lavoratore non più autosufficiente •sintesi dell’intervento di calata al suolo. Messa in sicurezza e calata del lavoratore non più autosufficiente
• elementi minimi da considerare nelle procedure aziendali
• esempio di calata verticale a comando diretto
• esempio di calata a comando rinviato
• calata inclinata a comando diretto o rinviato

Clicca qui per scaricare la guida Inail


Notifica preliminare Asl: tutto quello che occorre sapere con esempio pratico

Uno degli adempimenti più importanti previsti dalla normativa in materia di salute e sicurezza (dlgs 81/2008) è la notifica preliminare da inviare all’Asl prima dell’inizio dei lavori.

In particolare, l’art. 99 del dlgs 81/2008 prevede l’adempimento posto sotto la responsabilità esclusiva del committente o del responsabile dei lavori che prescrive, prima dell’inizio delle opere, la trasmissione all’Azienda sanitaria locale e alla Direzione provinciale del lavoro territorialmente competenti di una notifica di apertura del cantiere compilata con le informazioni indicate nell’allegato XII del testo unico sulla sicurezza.

Quando è necessaria la notifica preliminare Asl

La notifica preliminare Asl non va trasmessa sempre, ma soltanto per alcune tipologie di cantiere. In particolare, la notifica preliminare Asl va trasmessa nei seguenti casi:
1.è prevista all’interno del cantiere la presenza di più imprese esecutrici (art. 90, comma 3), anche non contemporanea; in tal caso è richiesta anche la designazione del coordinatore per la progettazione
2.all’interno del cantiere si trova ad operare un’unica impresa con una durata dei lavori presunta per un periodo superiore ai 200 uomini/giorno.

Notifica preliminare Asl e testo unico sulla sicurezza
L’art. 99 del dlgs 81/2008 (testo unico sicurezza) definisce compiutamente i casi in cui occorre procedere alla notifica preliminare. In particolare prevede che il committente o il responsabile dei lavori, prima dell’inizio dei lavori, trasmetta all’Asl e alla direzione provinciale del lavoro territorialmente competenti la notifica preliminare elaborata conformemente all’allegato XII, nonché gli eventuali aggiornamenti nei seguenti casi:
a. cantieri di cui all’articolo 90, comma 3, ossia cantieri in cui è prevista la presenza di più imprese esecutrici, anche non contemporanea (contestualmente all’affidamento dell’incarico di progettazione, il committente designa anche il coordinatore per la progettazione)
b. cantieri che, inizialmente non soggetti all’obbligo di notifica, ricadono nelle categorie precedente (lettera a) per effetto di varianti sopravvenute in corso d’opera
c.cantieri in cui opera un’unica impresa la cui entità presunta di lavoro non sia inferiore a 200 uomini-giorno

Copia della notifica deve essere affissa in maniera visibile presso il cantiere e custodita a disposizione dell’organo di vigilanza territorialmente competente.

Gli organismi paritetici istituiti nel settore delle costruzioni possono chiedere copia dei dati relativi alle notifiche preliminari presso gli organi di vigilanza.

Contenuto della notifica preliminare Asl

L’Allegato XII del dlgs 81/2008 (testo unico sicurezza) definisce i contenuti della notifica preliminare Asl.

La notifica preliminare Asl deve contenere:
1.data della comunicazione
2.indirizzo del cantiere
3.generalità del committente/i
4.natura dell’opera
5.responsabile/i dei lavori
6.coordinatore per la sicurezza durante la progettazione dell’opera
7.coordinatore per la sicurezza durante la realizzazione dell’opera
8.data presunta d’inizio dei lavori in cantiere
9.durata presunta dei lavori in cantiere
10.numero massimo presunto dei lavoratori sul cantiere.
11.numero previsto di imprese e di lavoratori autonomi sul cantiere
12.identificazione, codice fiscale o partita IVA, delle imprese già selezionate
13.ammontare complessivo presunto dei lavori

Oltre i dati indicati è consigliabile inserire anche le generalità del progettista e del direttore dei lavori e gli estremi del titolo edilizio.

Di seguito si propone un esempio di notifica preliminare Asl

Per scaricare l'esempio notifica preliminare Asl clicca qui



Testo unico sicurezza PDF (dlgs 81/2008) aggiornato a giugno 2016 con note e commenti

E’ stata pubblicata la versione aggiornata a giugno 2016 del testo unico sicurezza in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro a cura del Ministero del lavoro.

Ecco il dettaglio delle modifiche agli articoli introdotte in questa versione:
• articolo 20 – Obblighi dei lavoratori
• articolo 28 – Oggetto della valutazione dei rischi
• articolo 36 – Informazione ai lavoratori
• articolo 37 – Formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti
• articolo 50 – Attribuzioni del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza
• articolo 222 – Definizioni
• articolo 223 – Valutazione dei rischi
• articolo 227 – Informazione e formazione per i lavoratori
• articolo 228 – Divieti
• articolo 229 – Sorveglianza sanitaria
• articolo 234 (comma 1) – Definizioni
• articolo 235 – Sostituzione e riduzione
• articolo 236 (comma 4) – Valutazione del rischio

Sono state anche apportate modifiche agli allegati:
• allegato XV – Contenuti minimi dei piani di sicurezza nei cantieri temporanei o mobili
• allegato XXIV – Prescrizioni generali per la segnaletica di sicurezza
• allegato XXV (sezione 3.2) – Prescrizioni generali per i cartelli segnaletici
• allegato XXVI (sezioni 1 e 5) – Prescrizioni per la segnaletica dei contenitori e delle tubazioni
• allegato XLII – Elenco di sostanze, miscele e processi

Nella nuova versione, inoltre, vengono introdotti gli interpelli:
• dal n. 6 al n. 10 del 2 novembre 2015
• dal n. 11 al n. 16 del 29 dicembre 2015
• dal n.1 al n. 4 del 21 marzo 2016
• dal n. 5 al n. 10 del 12 maggio 2016

Inoltre sono apportate le seguenti modifiche:
• sostituito il decreto dirigenziale del 29 settembre 2014 con il decreto dirigenziale del 18 marzo settembre 2016 – Dodicesimo elenco dei soggetti abilitati per l’effettuazione delle verifiche periodiche
• inserita la lettera circolare prot. 2597 del 10/02/2016 – Redazione del POS per la mera fornitura di calcestruzzo
• corretti gli importi nella circolare 33/2009 circa la sanzione per inottemperanza al provvedimento di sospensione
• corrette le sanzioni per la violazioni dell’art. 80, comma 1, ed eliminate le note all’art. 80, comma 3-bis
• corretto il quadro dei trasgressori di cui all’art. 72
• inserito un estratto della circolare n. 26 del 12 ottobre 2015 e la nota prot. 19570 del 16 novembre 2015 sulle modifiche alla sospensione dell’attività imprenditoriale di cui all’art. 14
• aggiornata, nelle copertine, la sezione del sito del Ministero (www.lavoro.gov.it – Temi e priorità – Salute e Sicurezza) dove è possibile scaricare la versione aggiornata del presente documento e corretti i link ai documenti esterni (in base agli aggiornamenti dei siti ministeriali)
• corretto il riferimento al punto 2 lett. c) dell’allegato II, punto 3.2.3, del dm 11 aprile 2011 (in materia di verifiche periodiche successive alla prima)
• inserite note riguardanti l’abrogazione della direttiva Direttiva 89/686/CEE sui dispositivi di protezione individuale a seguito della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea del 31 marzo 2016, L 81/51 del nuovo Regolamento (UE) 2016/425 (il link esterno).

Clicca qui per scaricare il testo unico sicurezza aggiornato a giugno 2016


Sistemi di protezione individuale dalle cadute, dall’Inail il quaderno con immagini dettagliate

Come già visto nei precedenti articoli, l’Inail ha pubblicato la nuova serie di opuscoli Quaderni per immagini finalizzata alla riduzione degli infortuni nei cantieri edili.

In questo articolo si propone il quaderno tecnico sui DPI (dispositivi di protezione individuale) dalle cadute dall’alto.

Per acquisire velocemente il maggior numero di informazioni, i testi sono stati eliminati e le immagini sono state disegnate con particolare attenzione ai dettagli, fornendo le indicazioni sul corretto utilizzo dei DPI (dispositivi di protezione individuali).

I DPI proteggono il lavoratore da eventuali cadute dall’alto, evitando o arrestando la caduta libera; sono costituiti da un assemblaggio di componenti, comprendenti un’imbracatura ed un sistema di collegamento che deve essere collegato ad un punto di ancoraggio sicuro.

Nei lavori in quota, qualora l’adozione di misure di protezione collettiva non permettono di ridurre a livello accettabile i rischi specifici, è obbligatorio che i lavoratori utilizzino sistemi di protezione individuale idonei all’uso specifico e composti da diversi elementi, non necessariamente presenti contemporaneamente.

Attraverso le immagini vengono ben descritti i seguenti sistemi:
• sistema di trattenuta collegato a un ancoraggio lineare;
• sistema di posizionamento sul lavoro: a) fune di lavoro, b) fune di sicurezza, c) cordino regolabile di posizionamento sul lavoro, d) dispositivo anticaduta;
• sistema di posizionamento sul lavoro che include un sistema di arresto caduta collegati ad un sistema di ancoraggio lineare: a) ancoraggio lineare flessibile, b) cordino di arresto caduta, c) cordino di posizionamento sul lavoro, d) imbracatura;
• sistema di accesso su fune;
• sistema di arresto caduta che include un cordino ed un assorbitore di energia su linea di ancoraggio flessibile: a) punto di ancoraggio mobile su linea di ancoraggio flessibile, b) cordino, c) assorbitore di energia, d) imbracatura;
• sistema di arresto caduta collegato ad un sistema di ancoraggio lineare: a) ancoraggio lineare flessibile, b) dispositivo anticaduta di tipo retrattile, c) ancoraggio lineare flessibile antipendolo, d) cordino;
• sistema di arresto caduta collegato ad un sistema di ancoraggio lineare: a) ancoraggio lineare flessibile, b) dispositivo anticaduta di tipo retrattile; c) ancoraggio lineare flessibile antipendolo; d) cordino;
• sistema di arresto caduta collegato ad un sistema di ancoraggio puntuale: a) cordino anticaduta, b) cordino antipendolo;
• sistema di trattenuta collegato ad un sistema di ancoraggio lineare – accesso al tetto;
• sistema di arresto caduta che include un cordino ed un assorbitore di energia su linea di ancoraggio flessibile: a) punto di ancoraggio mobile su linea di ancoraggio flessibile, b) cordino, c) assorbitore di energia, d) imbracatura.

Clicca qui per scaricare l’opuscolo Inail sui sistemi di protezione individuale dalle cadute


Ecco la nuova guida illustrata sulla sicurezza dei ponteggi fissi

Vista la frequente presenza di personale straniero e considerate le particolari tipologie di azioni svolte in cantiere, è necessario un tipo di comunicazione incisiva ed efficace, che consenta l’acquisizione rapida degli elementi di base per l’incolumità del singolo lavoratore e degli altri.

Talvolta infatti il problema della lingua si aggiunge pericolosamente ai già molteplici rischi presenti in ogni cantiere edile.

Al fine di superare le barriere linguistiche e fornire uno strumento utile ed efficace, l’Inail ha pubblicato nuove guide sulla sicurezza, definiti “quaderni per immagini” dedicati ai vari aspetti cruciali della sicurezza sui cantieri edili.

“Quaderni per immagini” nasce dall’esigenza di sperimentare una tipologia di comunicazione che si possa esprimere esclusivamente attraverso le immagini.

In questo articolo proponiamo la guida ai ponteggi fissi, che ha appunto lo scopo di fornire uno strumento agile e immediato per innalzare i livelli di sicurezza nei cantieri.

I testi del documento sono ridotti al minimo sono tradotti in varie lingue e le immagini sono proposte al massimo del dettaglio, in modo da fornire il maggior numero possibile di indicazioni per il corretto utilizzo di dispositivi di protezione, opere provvisionali e attrezzature di lavoro.

Clicca qui per scaricare la guida illustrata Inail sui ponteggi


Gli oneri di sicurezza aziendali vanno indicati sempre!

In tutte le gare di appalti le imprese devono specificare nell’offerta economica gli oneri di sicurezza aziendali, anche detti costi di sicurezza interni.

I giudici del Consiglio di Stato, nella sentenza 5873 del 30 dicembre 2015, hanno ribadito che l’indicazione degli oneri aziendali della sicurezza costituisce un “precetto imperativo” per qualsiasi gara pubblica di lavori, servizi o forniture.

Pertanto ciascuna impresa che partecipa a un appalto pubblico deve indicare gli oneri di sicurezza aziendali: si tratta a tutti gli effetti di un obbligo che integra “dall’esterno” la disciplina di gara; anche in caso si verificasse (per assurdo) che il bando di gara dovesse escludere le imprese da tale obbligo, esso va ricondotto alle disposizioni di legge.

In definitiva, gli oneri della sicurezza aziendali vanno sempre specificati nell’offerta.

Clicca qui per scaricare la sentenza del Consiglio di Stato del 30 dicembre 2015, n. 5873


Testo unico sicurezza, ecco il dettaglio delle ultime modifiche

Abolito l’obbligo di tenuta del registro infortuni da parte delle imprese, aumentato l’importo delle sanzioni previste per mancata o inadeguata formazione del lavoratore, del dirigente o del preposto in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, previsto l’aggiornamento dei corsi per coordinatore della sicurezza in modalità e-learning.

Queste sono alcune delle novità recentemente introdotte nel testo unico sulla sicurezza e spiegate dal Cni (Consiglio nazionale degli ingegneri) nella Circolare 649 dell’11 gennaio 2016.

Clicca qui per scaricare la Circolare Cni 649/2016


Dal CNI le linee guida per il coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione

Il Consiglio nazionale degli ingeneri, CNI, ha approvato, con la Circolare del 10 novembre 2015, n. 626, le Linee guida per il coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione.

La funzione del coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione è di alta vigilanza in termini di coordinamento delle imprese; la vigilanza “operativa” è di competenza del datore di lavoro delle imprese esecutrici e in particolare dell’impresa affidataria.

Scopo del documento è di fornire un utile strumento per l’esercizio dell’attività di coordinatore in fase di esecuzione.

In particolare, vengono indicate le modalità con cui il coordinatore, nel pieno rispetto degli adempimenti previsti dall’art. 92 del d.lgs. 81/2008, deve svolgere l’incarico attribuitogli, al fine di garantire una corretta esecuzione dell’opera e gestione del cantiere.

Ecco, in sintesi, le azioni che il coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione deve compiere per un corretto svolgimento del proprio compito:
•effettuare un primo sopralluogo in cantiere per verificare l’attendibilità del PSC e fascicolo, a lui consegnati, e redigere apposito verbale e documentazione fotografica
•verificare l’idoneità del POS delle imprese esecutrici (e richiedere eventuali modifiche o integrazioni se necessarie)
•convocare riunione di coordinamento prima dell’inizio lavori (indicati i punti da discutere) e redazione del verbale di coordinamento al termine della riunione
•verificare costantemente che tutte le imprese esecutrici e i lavoratori autonomi abbiano ricevuto dall’impresa copia del PSC e ne abbiano accettato i contenuti
•convocare riunioni di coordinamento in riferimento alle indicazioni del cronoprogramma
•segnalare ingressi di imprese non autorizzate al committente o responsabile dei lavori
•effettuare sopralluoghi frequenti in cantiere, in funzione dei rischi e caratteristiche dell’opera, e redazione del verbale
•contestare per iscritto quanto riscontrato alle imprese in caso di inosservanza delle disposizioni degli artt. 94-95-96 e 97 comma 1 del d.lgs. 81/2008 e ss.mm.ii. ed alla prescrizioni del PSC
•sospendere i lavori in caso di pericolo grave ed imminente e inviare il relativo verbale al committente o responsabile dei lavori
•approvare l’importo relativo agli oneri per la sicurezza (al momento della liquidazione del SAL)
•adeguare il PSC ed il fascicolo, in relazione all’evoluzione dei lavori o alle modifiche intervenute
•aggiornare e completare, al termine dei lavori, il fascicolo dei lavori
•redigere il verbale di fine lavori, al termine dei lavori

In allegato proponiamo la Circolare del CNI del 10 novembre 2015, contenente le Linee guida per lo svolgimento dell’attività di coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione.

Clicca qui per scaricare Linee guida coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione


Rischio fumo nei luoghi di lavoro: ecco la guida Inail

Il fumo di tabacco è sicuramente tra i fattori a più alto rischio per alcune patologie quali: tumori, malattie cardiovascolari, diabete e malattie respiratorie.

Il fumo nei luoghi di lavoro, sia attivo che passivo, è tra i principali fattori di rischio per i lavoratori.

Ai sensi dell’art. 51 della legge 3/2003 (tutela della salute dei non fumatori), è necessario promuovere azioni di monitoraggio e prevenzione del fumo di tabacco anche nei luoghi di lavoro, al fine di migliorare e tutelare la salute dei cittadini ed abbassare i costi della spesa sanitaria pubblica.

Al riguardo proponiamo la guida Inail “La gestione del fumo di tabacco in azienda” che contiene una serie di informazioni, accompagnate da interventi educativi/dissuasivi, e analizza le varie problematiche legate al fumo di tabacco nei luoghi di lavoro.

Scopo del documento è contribuire a tutelare i lavoratori dal rischio fumo nei luoghi di lavoro e più precisamente:
•divulgare le informazioni nei luoghi di lavoro
•contribuire al miglioramento della salubrità degli ambienti di lavoro
•favorire l’adozione di comportamenti non dannosi per i non fumatori
•promuovere la disassuefazione dal tabagismo
•diminuire i costi aziendali per l’assenteismo da patologie fumo-correlate
•ridurre gli infortuni e gli incidenti dovuti al fumare e gli eventuali costi per il risarcimento
dei danni

Questi i temi affrontati nella guida:
•il fumo di tabacco: cos’è, danni da fumo attivo, dipendenza da nicotina, rischi per la salute
•il tabagismo e i rischi occupazionali
•la gestione del fumo in azienda
•divieti e sanzioni nei luoghi di lavoro
•legislazione e giurisprudenza

La guida costituisce un utile strumento operativo per datori di lavoro, medici competenti, RSPP e lavoratori stessi.

Clicca qui per scaricare la guida Inail sul rischio da fumo nei luoghi di lavoro


Valutazione rischio rumore, la nuova guida Inail

L’esposizione al rumore in ambiente lavorativo è una tra le principali cause di malattie professionali: nell’ultimo triennio, oltre il 70% delle malattie professionali è riconducibile all’esposizione ad agenti fisici.

Il d.lgs. 81/2008 (testo unico sulla sicurezza) definisce le condizioni minime di sicurezza e salute da tenere per i lavoratori esposti ai rischi connessi all’esposizione al rumore durante le attività lavorative. In nessun caso i lavoratori devono essere esposti a valori superiori ai valori limite di esposizione.

Al fine di migliorare la prevenzione delle conseguenze dovute al rischio rumore, l’Inail ha pubblicato la nuova guida dal titolo “La valutazione del rischio rumore”, rivolta ai datori di lavoro, agli RSPP (Responsabili del Servizio Prevenzione e Protezione), ai lavoratori e più in generale a tutte le figure impegnate nel settore della sicurezza.

Il documento contiene una serie di utili informazioni, valido supporto metodologico ed operativo per gli adempimenti previsti dal testo unico sulla sicurezza per l’eliminazione o la riduzione del rischio rumore.

Il documento, inoltre, tratta i seguenti argomenti :
•strategie di misura del rumore
•calcolo delle incertezze di misura
•dispositivi di protezione individuale (DPI) uditivi
•indicazioni sulla valutazione del rischio, mediante riferimento a casi studio
•metodologie ed interventi per ridurre il rumore

Sono riportati, infine, i modelli per la valutazione dell’esposizione a rumore, suddivisi per compiti e mansioni o per giornata intera.

Clicca qui per scaricare la guida Inail sulla valutazione rischio rumore


Sicurezza sul lavoro, un utile vademecum sulla gestione

L'Università degli studi di Perugia ha pubblicato un'interessante guida sulla gestione della sicurezza nei luoghi di lavoro, che illustra in maniera semplice e chiara norme, compiti e responsabilità relative alla sicurezza sul lavoro.

Attori della sicurezza sul lavoro e loro obblighi
Il testo individua tutti gli attori della sicurezza, ossia:
- datore di lavoro
- dirigente
- preposto per la sicurezza
- addetto antincendio e primo soccorso
- responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP)
- medico competente
- rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS)
- lavoratore

Per ciascuno di questi vengono definiti in maniera chiara e sintetica i compiti specifici e gli obblighi previsti dalla norma.

Documenti per la gestione della sicurezza sul lavoro
Vengono quindi individuati e schematizzati i documenti per la gestione della sicurezza e della salute, ossia:
- il documento di valutazione dei rischi (DVR)
- il piano di sorveglianza sanitaria
- il piano di manutenzione di ambienti di lavoro, impianti, attrezzature

Gestione della sicurezza sul lavoro
Vengono illustrate le modalità di intervento e gestione delle emergenze, in particolare:
- come utilizzare un estintore
- come effettuare una rianimazione cardiopolmonare
- quali numeri chiamare in caso di emergenza

Sicurezza sul lavoro in caso di evento sismico
Viene illustrato come comportarsi in caso di evento sismico e in quali luoghi trovare riparo.

Ergonomia della postazione di lavoro
Infine vengono analizzate le questioni legate all’ergonomia della postazione di lavoro e al corretto utilizzo del videoterminale.

Clicca qui per scaricare il vademecum per la sicurezza sul lavoro dell’Università di Perugia



Dispositivi di protezione individuale da rischio biologico: valutazione, scelta e il corretto utilizzo in ambito sanitario

La Regione Lombardia ha pubblicato la Nota n. 4975 del 12 febbraio 2015 recante “Indicazioni operative per la valutazione, scelta e corretto utilizzo dei dispositivi per la protezione individuale da rischio biologico in ambito sanitario“.

Il documento costituisce una guida operativa, completa di specifiche di riferimento, per la scelta dei DPI che tiene conto delle indicazioni nazionali (Ministero della Salute e INAIL), europee (European CDC) ed internazionali (OMS) riconosciute.

E’ presente una tabella, corredata da immagini esplicative, contenente l’elenco dei vari dispositivi di protezione e le indicazioni operative per la valutazione, la scelta e il corretto utilizzo.

I DPI sono raggruppati per:
- protezione degli occhi
- protezione degli occhi e delle mucose
- protezione delle vie respiratorie
- protezione delle vie respiratorie e delle mucose
- protezione del corpo
- protezione delle mani

Clicca qui per scaricare la guida ai dispositivi di protezione individuale in ambito medico


Sicurezza nei cantieri stradali: arriva il manuale operativo

“Facendo Strada” è il nuovo manuale operativo che Friuli Venezia Giulia Strade S.p.A. ha realizzato per la gestione e la manutenzione delle strade, allo scopo di migliorare le condizioni di sicurezza dei propri dipendenti durante lo svolgimento dell'attività lavorativa.

Il manuale contiene le modalità operative, con riferimento agli specifici interventi, da adottare per tutto il personale che opera lungo le strade, al fine di migliorare le condizioni di sicurezza per i lavoratori (D.Lgs. 81/2008).

La pubblicazione contiene:
- indicazioni generali sui cantieri
- procedure operative ordinarie (vengono individuate le caratteristiche delle diverse attrezzature utilizzate e i Dispositivi di protezione individuale, DPI, da adottare prima, durante e dopo l'attività)
- procedure per i lavori in galleria
- indicazioni sul servizio di sorveglianza H24
- procedure di emergenza

Inoltre sono presenti 4 allegati relativi a :
- organizzazione della sicurezza
- riferimenti normativi e bibliografici
- mezzi e attrezzature
- modulistica da adottare

Clicca qui per scaricare il manuale “Facendo strade”



Guida al radon, tutto quello che occorre sapere

Il radon è un gas nobile radioattivo, incolore ed inodore generato continuamente in modo naturale da alcune rocce della crosta terrestre (per lo più lave, tufi, graniti, pozzolane), in grado di trasformarsi spontaneamente in altre sostanze radioattive.

Esso ha un peso pari a circa otto volte superiore a quello dell’aria e pertanto tende ad accumularsi maggiormente negli ambienti confinati, quindi anche in casa.
Ma quali sono gli effetti dell’esposizione al radon, quali sono le misure da adottare per prevenirne i rischi?

L’Inail ha pubblicato una guida che raccoglie gli studi epidemiologici svolti sulla popolazione esposta al gas, evidenziando che è tra le principali cause di morte per tumore ai polmoni.
Il volume ha l’obiettivo di informare i cittadini sui rischi che il radon presente nelle abitazioni può rappresentare, fornendo anche utili indicazioni su come intervenire.

Nella guida vengono ben illustrate:
- le fonti di radon nelle abitazioni;
- cosa fare per proteggersi dal radon, la prevenzione dal radon in edifici esistenti e di nuova costruzione;
- cosa si conosce delle concentrazioni di radon in Italia;
- come misurare il radon;
- le norme in merito;
- a chi rivolgersi per informazioni, consigli, misure.

Clicca qui per scaricare la guida Inail “Cos’è il radon”



Durc, dal primo gennaio la validità scende a 90 giorni

Il Decreto del Fare (D.L. 69/2013 convertito in Legge 98/2014 ) ha stabilito che a partire dal primo gennaio 2015 la validità del Durc (Documento unico di regolarità contributiva) passi da 120 a 90 giorni.

Il nuovo termine riguarda solo gli interventi di edilizia tra soggetti privati; per i contratti pubblici di lavori, servizi e forniture e per i certificati relativi ai benefici normativi e contributivi sul lavoro e ai finanziamenti regionali, statali e dell'Unione europea, la validità del Durc è confermata a 120 giorni dalla data di emissione.

Clicca qui per scaricare il Decreto del Fare



Sicurezza sui luoghi di lavoro, dal Ministero i chiarimenti sul decreto palchi

Il Decreto del 22 luglio 2014 (decreto palchi) ha disposto che le misure contenute nel D.Lgs. n. 81/2008, relative ai cantieri mobili e temporanei, vengano applicate anche alle attività di montaggio e smontaggio di opere temporanee relative a fiere e spettacoli.

Al riguardo, il Ministero del Lavoro ha diramato la Circolare 35/2014 in cui fornisce le istruzioni operative per l’allestimento e la gestione delle attività di montaggio e smontaggio e delle attrezzature da impiegare nella realizzazione di spettacoli teatrali, musicali, cinematografici e nelle manifestazioni fieristiche.

Le istruzioni fornite dalla Circolare si dividono in due capi:
- Capo I: contiene istruzioni specifiche per spettacoli musicali, cinematografici e teatrali;
- Capo II: relativo alle manifestazioni fieristiche.
Vengono riportate alcune definizioni (cantieri, opere temporanee, committente, luogo dello spettacolo, etc.) e vengono forniti chiarimenti su:
- misure preventive;
- contenuti minimi dei piani della sicurezza;
- formazione e addestramento.

Clicca qui per scaricare la Circolare del 24 dicembre 2014, n. 35



Reti di sicurezza, la guida Inail per prevenire il rischio di caduta dall’alto nei cantieri mobili e temporanei

Le reti di sicurezza sono dispositivi di protezione collettiva che contribuiscono a ridurre gli infortuni in caso di caduta dall’alto.

Sono utilizzate nei lavori di costruzione e montaggio come dispositivi per arrestare la caduta di persone e oggetti. A differenza di quanto avviene con l'impiego di cinture o funi di sicurezza, l'utilizzo delle reti consente piena libertà di movimento alle persone che lavorano nelle zone soprastanti. In caso di caduta dall'alto la grande deformabilità consente di ammortizzare l'impatto con la rete, evitando o riducendo l'insorgere di lesioni.

L’Inail ha pubblicato un quaderno tecnico utile a tutti i tecnici come strumento per l'informazione e la formazione dei lavoratori e di coloro che operano nell’ambito della sicurezza sui cantieri.

La guida è così strutturata:
- cosa sono le reti di sicurezza
- destinazione d’uso
- classificazione secondo la UNI EN 1263-1:2003 9
- classificazione per classe
- classificazione per sistema
- marcatura
- indicazioni essenziali per la scelta, il montaggio, l’uso e lo smontaggio
- indicazioni essenziali di manutenzione
- FAQ

Clicca qui per scaricare il quaderno Inail sulle reti di sicurezza



Piani di Sicurezza e Fascicolo del Fabbricato, ecco i modelli semplificati di POS, PSC, PSS e FO.

Con Decreto Interministeriale 9 settembre 2014 (comunicazione in Gazzetta Ufficiale del 12 settembre 2012, n. 212) sono stati definiti i modelli semplificati per la redazione dei seguenti piani di sicurezza:
- Piano Operativo di Sicurezza (POS)
- Piano di Sicurezza e di Coordinamento (PSC)
- Piano di Sicurezza Sostitutivo (PSS)
- Fascicolo dell’Opera (FO)

Fermo restando gli adempimenti di legge obbligatori, di cui al Titolo IV del D.Lgs. 81/2008 e del D.Lgs. 163/2006, il datore di lavoro delle imprese affidatarie e delle imprese esecutrici, il coordinatore per la sicurezza e l'appaltatore o il concessionario possono facoltativamente predisporre i piani di sicurezza utilizzando i modelli semplificati in allegato al Decreto.

Clicca qui per scaricare il Decreto con i modelli semplificati per la redazione del POS, PSC, PSS, fascicolo dell’opera.


Il nuovo Testo Unico sulla Sicurezza (D.Lgs. 81/2008), coordinato e aggiornato a maggio 2014

A seguito delle recenti disposizioni integrative e correttive introdotte al Decreto Legislativo 81/2008 (Testo Unico sulla Sicurezza), il Ministero del Lavoro ha aggiornato il Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro.

La nuova versione coordinata con le ultimissime novità del D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro) è aggiornato a maggio 2014.

Queste le novità della nuova edizione:
- Inserito il Titolo X-BIS ai sensi del Decreto Legislativo
19 febbraio 2014, n. 19, "Attuazione della direttiva 2010/32/UE che attua l'accordo quadro, concluso da HOSPEEM e FSESP, in materia di prevenzione delle ferite da taglio o da punta nel settore ospedaliero e sanitario", (GU n.57 del 10/03/2014);
- Inserito il Decreto Interministeriale 18 aprile 2014 "Informazioni da trasmettere all'organo di vigilanza in caso di costruzione e di realizzazione di edifici o locali da adibire a lavorazioni industriali, nonché nei casi di ampliamenti e di ristrutturazione di quelli esistenti";
- Inserita la
Circolare n. 45/2013 e la lettera Circolare del 27/12/2013;
- Inseriti gli
Interpelli 16, 17 e 18 del 2013 e dal n. 1 al n. 9 del 13/03/2014;
- Inserito il
Decreto Ministeriale 10 marzo 1998 "Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell'emergenza nei luoghi di lavoro";
- Inserito il
Decreto 15 luglio 2003, n. 388 "Regolamento recante disposizioni sul pronto soccorso aziendale, in attuazione dell'articolo 15, comma 3, del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni”

Clicca qui per scaricare il Testo Unico sulla Sicurezza (D.P.R. 81/2008), aggiornato a maggio 2014


La sicurezza in casa: dai VV.F. la guida ai rischi, per conoscerli e prevenirli

L’ambiente domestico è il luogo dove si registrano il maggior numero di incidenti, a fronte di quello che dovrebbe essere il posto più tranquillo e sicuro. Gran parte degli infortuni può essere evitata se c’è la conoscenza e la consapevolezza dei pericoli che si possono nascondere dietro l’angolo.

Al riguardo segnaliamo la pubblicazioni dei Vigili del Fuoco, “Sicurezza in casa” che ha lo scopo di illustrare i pericoli presenti in casa, al fine di prevenirli ed evitarli.

Nell’opuscolo sono presentate le principali situazioni di pericolo, divise nelle 4 categorie:
- elettricità
- gas di città
- liquidi infiammabili
- impianto idrico

In forma semplice ed incisiva, grazie anche alla cura prestata alle immagini, vengono descritte le tipologie di incidenti più frequenti, al fine di indicare gli opportuni comportamenti di prevenzione degli incidenti e su cosa fare in caso di incendio.

Clicca qui per scaricare l’opuscolo dei VV.F. “Sicurezza in casa”


Sciolti i dubbi sulle responsabilità dell’impresa che subappalta i lavori. Semplificazioni per il DURC

Il Ministero del Lavoro ha fornito un importante chiarimento sulla responsabilità dell’impresa che subappalta i lavori.

L’articolo 29 del D.Lgs. 276/2003, prevede che il committente è obbligato in solido con l’appaltatore e con gli eventuali subappaltatori, entro il limite di due anni dalla cessazione dell’appalto, a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi, le quote di trattamento di fine rapporto, i contributi previdenziali e i premi assicurativi dovuti in relazione al periodo di esecuzione del contratto di appalto.

Il dubbio interpretativo è relativo al termine da cui decorrono i due anni, ossia l’ultimazione dell’intera opera o l’ultimazione delle sole lavorazioni svolte dalla singola impresa subappaltatrice.
Nel primo caso l’impresa principale resterebbe legata all’impresa subappaltatrice per tutta la durata del cantiere, quindi per un tempo indefinito: ciò comporterebbe rischi imprevedibili.

Il Ministero del Lavoro ha chiarito che l’impresa appaltatrice risponde solo delle eventuali irregolarità contributive dell’impresa subappaltatrice per due anni dalla fine dei lavori svolti in subappalto; se il cantiere continua oltre questo termine, quindi, per la verifica della regolarità contributiva dell’impresa principale non deve essere preso in considerazione il comportamento della società che ha effettuato i lavori in subappalto.


Clicca qui per scaricare la Nota 31/03/2014 del Ministero del Lavoro


Quali sono i documenti che l’impresa è tenuta a consegnare al committente?

Il 27 marzo 2014 la Commissione per gli Interpelli del Ministero del Lavoro ha dato risposta a tecnici, imprese e datori di lavoro in materia di salute e sicurezza sul lavoro (vedi art. Sicurezza sui luoghi di lavoro e testo unico sulla sicurezza, ecco i chiarimenti del Ministero ai nuovi Interpelli).

In particolare, l’Interpello n. 3, posto dal Consiglio Nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili (CNDCEC), si sofferma sul tema della valutazione dell'idoneità tecnico professionale, circa la documentazione che il committente può richiedere all’impresa appaltatrice.

Con riferimento all’art. 26 del D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico sulla Sicurezza), viene chiesto quali dei seguenti documenti l'impresa appaltatrice è obbligata a fornire al committente:
- copia del modello LAV
- consenso all’utilizzo dei dati sottoscritto da ogni lavoratore
- copia del DUVRI della ditta appaltatrice
- dichiarazione che i dipendenti dell’impresa sono in possesso del certificato di idoneità
- autocertificazione di idoneità tecnico professionale

La Commissione (Interpello n. 3/2014) ha chiarito che l’acquisizione del certificato di iscrizione alla CCIA e l’autocertificazione dei requisiti di idoneità tecnico professionale sono documenti sufficienti a comprovare l’idoneità dell’impresa appaltatrice, in base all’art. 26 del D.Lgs. 81/2008.
Inoltre, viene precisato che il committente non può richiedere copia del DUVRI alla ditta appaltatrice , in quanto la redazione del documento, laddove previsto, è un obbligo del committente che può richiedere documenti e informazioni finalizzate all’elaborazione del DUVRI.

Clicca qui per scaricare l’Interpello n. 3/2014


Enti paritetici e corretta adozione dei modelli di gestione della sicurezza. La Prassi di riferimento UNI

Il D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico sulla Sicurezza) prevede che gli organismi paritetici attestino la corretta adozione di modelli di organizzazione e gestione della sicurezza da parte dalle imprese edili e di ingegneria.
In particolare, l’art. 51 c.3 prevede che gli enti paritetici rilascino “una attestazione dello svolgimento delle attività e dei servizi di supporto al sistema delle imprese, tra cui l’asseverazione della adozione e della efficace attuazione dei modelli di organizzazione e gestione della sicurezza, della quale gli organi di vigilanza possono tener conto ai fini della programmazione delle proprie attività”.

L’UNI, in accordo con la Commissione Nazionale dei Comitati Paritetici Territoriali, ha pubblicato la Prassi di Riferimento UNI/PdR 2:2013 (“Indirizzi operativi per l´asseverazione nel settore delle costruzioni edili e di ingegneria civile").
Il documento fornisce gli indirizzi operativi per il rilascio della asseverazione da parte dei CPT, con lo schema di tutte le indicazioni da seguire e le verifiche da effettuare.

Clicca qui per scaricare la Prassi UNI/PdR 2:2013



Sicurezza sui cantieri, ecco una utile guida con definizioni, procedure e liste di controllo

La valutazione dei rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori è finalizzata ad individuare le necessarie misure di prevenzione e protezione e a predisporre il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza.

Gli obblighi in materia di sicurezza in capo ad un’impresa edile sono vari, come ad esempio l’elaborazione del Documento di valutazione dei rischi (DVR) e la redazione del Piano Operativo di Sicurezza (POS) in osservanza dell’eventuale Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) predisposto dal Coordinatore per la sicurezza.
In questi documenti devono essere individuate tutte le misure di sicurezza, preventive e protettive, da applicare nei luoghi di lavoro.

In questo articolo si propone una guida per la sicurezza in edilizia elaborate dal CPT di Taranto che ha lo scopo di fornire agli operatori del settore edile uno strumento utile per il controllo dell’applicazione delle misure di sicurezza, della congruenza dei documenti e dell’organizzazione aziendale in materia di prevenzione e protezione dai rischi.
In dettaglio, il documento analizza i seguenti argomenti:
- figure della sicurezza;
- documentazione attestante l’attuazione di adempimenti a carico del datore di lavoro;
- adempimenti e documenti a cura del committente;
- dispositivo di protezione individuale;
- segnaletica di sicurezza;
- dotazione della tessera di riconoscimento ai lavoratori;
- comunicazione telematica d’infortunio all’INAIL.

Clicca qui per scaricare le linee guida sulla sicurezza in edilizia


Le linee guida per la gestione della sicurezza nei cantieri mobili e temporanei, un utile documento per i coordinatori e le imprese

L’ASL di Brianza e Monza ha pubblicato le linee guida sulla corretta applicazione delle norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008), utile strumento per tutti i tecnici e le imprese impegnate in cantieri edili.

L’obiettivo principale della guida è quello di fornire un valido strumento al coordinatore della sicurezza, guidandolo passo passo nello svolgimento delle proprie mansioni, in ottemperanza alle disposizioni normative.

Il documento contiene:
- definizioni sulla sicurezza,
- procedure operative per il coordinatore per la sicurezza,
- diagrammi di flusso esplicativi,
- modelli dei vari documenti sulla sicurezza,
- check-list per il controllo della documentazione e del cantiere.

Clicca qui per scaricare la guida allo svolgimento delle mansioni del CSP dell’ASL di Monza


Guida interattiva per il committente e il responsabile dei lavori: obblighi e responsabilità

Il committente viene definito dal D. Lgs. 81/2008 (Testo Unico sulla Sicurezza) come il “soggetto per conto del quale l’intera opera viene realizzata, indipendentemente da eventuali frazionamenti della sua realizzazione …”.

Assume automaticamente la funzione di committente chi, ad esempio:
- in qualità di proprietario di una villetta affida i lavori di tinteggiatura interna od esterna
- in qualità di locatario di un appartamento, affida i lavori di rifacimento del bagno
- in qualità di amministratore di condominio, affida i lavori di rifacimento del manto di copertura o di isolamento a cappotto dei muri
- in qualità di titolare d’impresa, affida i lavori di sistemazione degli uffici o di ampliamento della zona produttiva del suo capannone aziendale;
- in qualità di proprietario di un lotto edificabile, affida i lavori di costruzione della sua nuova casa

Il committente ha precise responsabilità penali ed amministrative attribuitegli dalla legislazione vigente, come ad esempio:
- designare il coordinatore per la sicurezza se necessario
- accertare i requisiti del coordinatore
- trasmettere il P.S.C. a tutte le imprese invitate a presentare l’offerta
- etc.

Il Comune di Reggio Emilia, in collaborazione con i vari ordini professionali, ha pubblicato qualche tempo fa una guida interattiva molto utile, con l'intento di fornire ai Committenti e ai Responsabili dei Lavori uno strumento operativo basato su domande e risposte, che li supporti negli adempimenti e negli obblighi previsti dalla legge.

Il documento è strutturato in forma interattiva, con domande e risposte e fornisce informazioni sui ruoli e le responsabilità del committente sia in caso di lavori pubblici che privati.

Sarà sufficiente rispondere ai semplici quesiti e seguire l’iter proposto, per essere in regola con gli adempimenti.
Alla fine della guida sono presenti modelli utili al committente, quali:
- notifica preliminare
- comunicazione dell'avvenuta verifica dell'idoneità tecnico-professionale
- comunicazione nominativi del Coordinatore per la sicurezza
- modelli di incarico professionale

Clicca qui per scaricare la guida interattiva per committente e responsabile dei lavori



Rumore negli ambienti di lavoro: ecco un interessante manuale operativo su come intervenire in maniera efficace

Il problema del rumore costituisce da sempre uno dei fattori che caratterizza in modo negativo l’ambiente di lavoro, provocando, spesso, anche danni alla salute dei lavoratori.
La Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro ha pubblicato il manuale operativo intitolato “Metodologie e interventi tecnici per la riduzione del rumore negli ambienti di lavoro”.

Scopo del documento è quello di mettere a disposizione degli operatori della sicurezza nei luoghi di lavoro (datori di lavoro, RLS, RSPP, consulenti della sicurezza) i vari interventi realizzati sul campo, utili per garantire il pieno controllo del rischio rumore in tutti i principali comparti produttivi.

Il documento tratta i seguenti aspetti:
- valutazione del rischio e strategie per la sua riduzione;
- prestazioni acustiche e criteri di progettazione e bonifica degli stabilimenti industriali;
- prestazioni acustiche e criteri di progettazione e bonifica per specifici luoghi di lavoro;
- criteri acustici di acquisto di macchine, attrezzature e impianti;
- bonifica acustica di macchine, attrezzature e impianti;
- collaudo acustico in opera degli interventi di controllo del rumore.

Oltre alla guida operativa sono state pubblicate interessanti schede di approfondimento su:
- propagazione del rumore;
- isolamento acustico;
- emissione acustica;
- schermatura di sorgenti sonore;
- misura e valutazione del livello di potenza sonora;
- criteri di collaudo.

Clicca qui per scaricare il manuale operativo sulla riduzione del rumore
Clicca qui per scaricare le schede di approfondimento



DVR secondo procedure standardizzate o secondo le modalità classiche? Ecco le risposte e i chiarimenti del Ministero del Lavoro

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con la Nota del 15 novembre 2012, ha risposto ad un interpello del CNA (Confederazione Nazionale dell'Artigianato) che chiedeva chiarimenti circa la possibilità per le piccole imprese (con meno di 10 lavoratori) di redigere il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) senza utilizzare le procedure standardizzate.
Al riguardo, ricordiamo che l'art. 29 del D.Lgs. 81/2008 -Testo Unico sulla Scurezza prevede che "i datori di lavoro che occupano fino a 10 lavoratori effettuano la valutazione dei rischi sulla base delle procedure standardizzate".

Il Ministero, innanzitutto, conferma l'obbligo indelegabile delle imprese di valutare tutti i rischi previsti dall' art. 28 del Testo Unico e precisa che lo stesso articolo prevede che la scelta dei criteri di redazione del DVR è rimessa al datore di lavoro, che deve basarsi su:
- semplicità
- brevità
- comprensibilità
e lo stesso DVR deve essere uno strumento operativo finalizzato alla pianificazione e al miglioramento continuo dei livelli di sicurezza.

Ne consegue, spiega il Ministero, che il datore di lavoro di un'azienda fino a 10 lavoratori disporrà delle procedure standardizzate quale strumento identificato dal legislatore per la redazione del DVR, senza che ciò gli impedisca di utilizzare qualsiasi altra modalità o strumento per valutare i rischi e predisporre il DVR, purché sia congruente con le previsioni degli articoli 17, 28 e 29 del TUS.

Ovviamente resta fermo il principio di fondo, stabilito dall'art. 29, che le procedure standardizzate, recentemente approvate dalla Conferenza Stato Regioni, offrono ai datori di lavoro di aziende di limitata dimensione uno strumento per la valutazione dei rischi che garantisce i seguenti vantaggi:

- operare in maniera semplice e guidata ed effettuare la valutazione dei rischi mediante l'uso di check-list contenenti un elenco dei pericoli da verificare (cosa che garantisce la non contestabilità del DVR da parte di un eventuale ispettore, essendo la valutazione effettuata in maniera standard)
- evitare ai datori di lavoro l'onere di dover dimostrare, eventualmente, di aver valutato attraverso il DVR tutti i rischi presenti nella propria azienda e di aver ottemperato, senza eccezioni, ai dettami dell'art. 28.

Non ultimo il vantaggio offerto dalle procedure standardizzate, anche per i consulenti della sicurezza, di operare in maniera più veloce e dinamica, permettendo di preparare la sola documentazione necessaria, con conseguente guadagno di tempo, riduzione dei costi e maggiore competitività.

Volendo fare un parallelo, si può pensare ad un'azienda di trasporti che pur possedendo molti TIR per i grandi trasporti, sicuramente si doterà di automezzi più piccoli, pratici ed economici per le consegne da fare in città.
Chiaramente per le aziende ad alto rischio e con un elevato numero di lavoratori diventa necessario operare secondo la procedura "classica".

Clicca qui per scaricare la Nota del MLPS sulle modalità di redazione del DVR



Verifica periodica delle attrezzature: la guida su come operare per essere in regola!

Il 23 maggio 2012 è entrato definitivamente in vigore il D.M. 11 aprile 2011 che definisce le modalità di verifica periodica delle attrezzature (Allegato VII del Decreto Legislativo 81/2008).

Il CPT di Torino ha elaborato una guida allo scopo di fornire chiarimenti sugli obblighi a carico dei datori di lavoro del settore edile.

Il documento fornisce specifiche indicazioni di carattere cautelativo sulla base delle interpretazioni fornite dalle varie Circolari del Ministero del Lavoro.
Gli argomenti trattati sono i seguenti:
- Macchine soggette a verifica e relativa periodicità
- Comunicazione di messa in servizio
- Prima verifica
- Verifiche periodiche successive alla prima
- Tariffari
- Schemi applicativi

Clicca qui per scaricare la guida del CPT di Torino sulla verifica periodica delle attrezzature



Disturbi alla vista sui luoghi di lavoro: ecco il vademecum per i datori di lavoro, lavoratori e consulenti della sicurezza

Il videoterminale è uno strumento indispensabile nella maggior parte delle attività lavorative (uffici pubblici, uffici privati, studi professionali, etc.). Un utilizzo non corretto può comportare disturbi visivi, muscolo-scheletrici e stress.
Causa di questi disturbi spesso è una inadeguata progettazione delle postazioni e delle modalità di lavoro, fattori questi su cui è possibile intervenire attraverso l’applicazione di principi ergonomici e l’adozione di comportamenti corretti da parte degli utilizzatori.

La Camera di Commercio di Roma fornisce il suo contributo informativo con la pubblicazione del vademecum “Linee guida per le aziende su prevenzione della disabilità e degli infortuni alla vista”, al fine di prevenire e ridurre al minimo i rischi durante l’utilizzo di videoterminali.

Le Linee guida, utili a tutti i datori di lavoro, ai lavoratori stessi e ai consulenti, oltre a fornire una breve descrizione dei disturbi, propongono una rassegna di semplici e concrete norme pratiche, anche attraverso illustrazioni grafiche, da adottare nei posti di lavoro.
Le indicazioni riguardano:
- un corretto uso dei videoterminali (scelta, posizionamento, impostazioni di luminosità e contrasto, ecc.)
- le condizioni ambientali (microclima e illuminazione)
- le postazioni di lavoro
- l’organizzazione del lavoro
- i disturbi più frequenti alla vista
- la prevenzione e le raccomandazioni

Clicca qui per scaricare il vademecum della Camera di Commercio di Roma



Controlli e prevenzioni da adottare sui ponteggi: dal SUVA le schede per essere in regola

I ponteggi espongono i lavoratori a rischi elevati, primo fra tutti il rischio caduta dall’alto.
E’ fondamentale, quindi, adottare tutte le prevenzioni necessarie per lavorare in sicurezza con tali attrezzature in quota.

Il SUVA promuove la sicurezza sui luoghi di lavoro anche attraverso la pubblicazione di schede contenenti regole pratiche ed istruzioni operative da seguire.
Nelle 5 schede tematiche che si allega a questo articolo sono forniti pratici e sintetici consigli per un corretto uso e controllo dei ponteggi.

Questi i contenuti delle schede:
- Piattaforme di lavoro e contro-parapetti nei casseri per pareti (ponteggi di ritenuta)
- Piani di calpestio dei ponteggi per facciate
- Parete di protezione da copritetto dei ponteggi per facciate
- Accesso ai ponteggi con scale a rampa e scale a pioli
- Dispositivi di protezione individuale anticaduta nell'installazione di ponteggi per facciate

Clicca qui per scaricare le Schede tematiche sui ponteggi del SUVA



Attenzione all’uso di agenti chimici pericolosi! Dall’INAIL il vademecum per i lavoratori e gli addetti alla sicurezza

L’Inail ha pubblicato l’opuscolo “Agenti chimici: istruzioni ad uso dei lavoratori”, con l’obiettivo di informare i lavoratori sui rischi legati all’utilizzo di sostanze chimiche pericolose in azienda.

Il documento contiene una sintesi dei regolamenti emanati in materia dall’Unione Europea e dal Testo Unico sulla Sicurezza (Titolo IX, Capo I).
Gli argomenti trattati, divisi in 5 moduli formativi, sono relativi a:
- diffusione del rischio chimico
- sostanze pericolose nei luoghi di lavoro
- regolamento REACH
- regolamento CLP (regolamento europeo 1272/2008)
- Scheda Dati di Sicurezza (SDS).
Il documento costituisce una utile guida di riferimento sia per i lavoratori che per i formatori in materia di salute e sicurezza.

Clicca qui per scaricare l’opuscolo INAIL sugli agenti chimici pericolosi



Redazione DVR per piccole e medie imprese: approvate dalla Conferenza Stato-Regioni le Procedure Standardizzate

Dal primo gennaio 2013 tutte le attività che occupano fino a 10 lavoratori saranno obbligate a redigere la valutazione dei rischi ed elaborare il relativo documento, DVR, secondo le Procedure Standardizzate approvate dalla Commissione Consultiva Permanente per la salute e sicurezza sul lavoro in data 16 maggio 2012.
Ai sensi dell’art. 29 del D.L. 81/2008, la Conferenza Stato-Regioni, nella seduta del 25 ottobre 2012, ha approvato lo schema di Decreto Interministeriale sulle procedure standardizzate; si attende ora la pubblicazione su Gazzetta Ufficiale con relativo Decreto Interministeriale.

I datori di lavoro, terminata la possibilità di presentare l’autocertificazione, dovranno obbligatoriamente effettuare la valutazione dei rischi utilizzando i modelli indicati dal Decreto, confermando l’applicazione delle disposizioni di cui agli articoli 17, 28 e 29 del D.L. 81/2008.
I datori di lavoro di imprese fino a 50 lavoratori potranno in maniera facoltativa utilizzare le procedure standardizzate in tema di tutela della salute e della sicurezza per la valutazione dei rischi negli ambienti di lavoro.

Inoltre, è disponibile un portale web dedicato a questa problematica, procedurestandardizzate.net, con approfondimenti tecnici, guide e un forum in cui scambiarsi informazioni e porre quesiti.

Clicca qui per scaricare il Report della Conferenza Stato-Regioni del 25 ottobre 2012
Clicca qui per accedere a procedurestandardizzate.net



Formazione e sicurezza sui luoghi di lavoro. Arrivano i chiarimenti dell’ANCE

Il Testo Unico sulla Sicurezza (D.Lgs. 81/2008) prevede che il datore di lavoro fornisca a ciascun lavoratore un’adeguata formazione in materia di salute e sicurezza; i contenuti minimi e le modalità della formazione sono definiti mediante Accordo in sede di Conferenza tra Stato, Regioni e Province autonome.

Il 21 dicembre 2011 la Conferenza Permanente per i rapporti tra Stato e Regioni ha approvato gli Accordi relativi alla formazione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
A completamento del recente Accordo, L’ANCE ha fornito utili indicazioni per chi svolge attività di formazione in materia di salute e sicurezza, di prevenzione e protezione (lavoratori, dirigenti, datori di lavoro).

Scopo della pubblicazione dell’ANCE è “fare chiarezza” su un tema fondamentale come quello della formazione dei lavoratori autonomi aiutando le figure preposte nell’organizzazione, nella realizzazione e nella verifica di attività formative previste dalla norma.

Il documento contiene indicazioni su:
- Efficacia degli accordi
- Collaborazione degli organismi paritetici alla formazione
- Formazione in modalità e-learning
- Disciplina transitoria e riconoscimento della formazione pregressa
- Aggiornamento della formazione
- La formazione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione
- Decorrenza dell’aggiornamento per ASPP e RSPP esonerati ai sensi del comma 5 dell’articolo 32 del D. Lgs. n. 81/2008

Clicca qui per scaricare la Nota dell’ANCE del 31 luglio 2012


Sicurezza sui cantieri: ecco un pratico vademecum sugli obblighi e le responsabilità del committente e delle imprese

Il Testo Unico sulla Sicurezza prevede obblighi ben precisi per le diverse figure legate al cantiere.
Gli adempimenti variano in funzione di alcuni aspetti, quali ad esempio l’entità del cantiere (uomini/giorno impiegati) e la presenza di rischi particolari (v. Allegato XI D.Lgs 81/2008).

Ance Giovani L’Aquila ha pubblicato un interessante vademecum, utile a tutti i datori di lavoro, alle imprese, ai lavoratori autonomi e a tutte le figure impegnate nella sicurezza (RSPP, RLS, preposto, etc.), che illustra in maniera chiara e precisa i ruoli e i compiti di ciascuno di essi.

Il documento, contenente varie tabelle riepilogative e schemi di sintesi, definisce:
- le figure chiave della sicurezza
- l’elenco della documentazione che l’impresa deve fornire al committente, in funzione della tipologia di cantiere
- quando è possibile ricorrere all’autocertificazione dei rischi
- le modalità di redazione del DVR (Documento di Valutazione dei Rischi)
- quando fare la riunione periodica
- le modalità di formazione e informazione dei lavoratori

Vengono, inoltre, analizzati gli obblighi per le imprese affidatarie, esecutrici e il lavoratore autonomo, quali, ad esempio:
- comunicazione al committente
- trasmissione del PSC, Piano di Sicurezza e Coordinamento alle imprese esecutrici e ai lavoratori autonomi prima di iniziare i lavori
- trasmissione del POS al coordinatore, dopo averne verificato la congruità
- verifica delle condizioni di sicurezza dei lavori
- modalità di verifica dell’idoneità tecnico-professionale
- misure generali di tutela della salute

Alla fine è riportata una pratica check-list che permette al datore di lavoro o al direttore di cantiere di verificare che il luogo di lavoro sia in regola con tutta la documentazione e tutti gli adempimenti previsti.

Clicca qui per scaricare il vademecum su obblighi e responsabilità sui cantieri



Movimentazione manuale dei carichi, disturbi muscoloscheletrici e malattie professionali: dall’Inail la guida completa

I disturbi muscoloscheletrici (DMS) sono molto diffusi tra i lavoratori e costituiscono una delle principali cause di assenza sul lavoro per malattia.

Il D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico sulla Sicurezza) obbliga il datore di lavoro ad effettuare la valutazione di tutti i possibili rischi presenti nell’unità produttiva per eliminarli o ridurli al di sotto di una certa soglia.

In particolare il datore di lavoro deve:
- effettuare la valutazione di tutti i rischi presenti, inclusi ovviamente i fattori di rischio organizzativi e psicosociali;
- adottare misure per eliminare i rischi riscontrati e, nel caso questo non sia possibile, contenerli attraverso la meccanizzazione dei processi, l’organizzazione del lavoro, etc.;
- fornire ai lavoratori addetti informazioni circa il sistema di sicurezza aziendale adottato e la formazione specifica sui rischi connessi alla mansione svolta;
- sottoporre a sorveglianza sanitaria i lavoratori addetti.

L’Inail ha pubblicato una guida sulla prevenzione dei disturbi muscoloscheletrici utile a tutti i tecnici della prevenzione, ai datori di lavoro, agli RLS e ai lavoratori in generale.

La pubblicazione tratta i seguenti argomenti:
- Normativa di riferimento
- Tipologie
- Come organizzare adeguatamente il lavoro di movimentazione manuale dei carichi
- Tipologie di infortuni e malattie sul lavoro
- Il ruolo e le prestazioni dell’Inail

Clicca qui per scaricare la guida Inail sui disturbi muscoloscheletrici



La Movimentazione Manuale dei Carichi secondo il D.Lgs 81/2008 e UNI ISO 11228

Per movimentazione manuale dei carichi si intendono le operazioni di trasporto e sostegno di un carico che richiedono uno sforzo muscolare, con possibili ripercussioni sulla colonna vertebrale, che possono provocare lombalgie, discopatie, cervicalgie e lesioni dorso lombari.

La tutela dei lavoratori nello svolgimento di attività che comportano lo sforzo fisico per la movimentazione manuale dei carichi e la valutazione dei rischi è prevista dal Titolo VI e dall’Allegato 33 del D.Lgs. 81/2008 che riprende le disposizione previste dalla UNI ISO 11228.

Lo SPreSAL (Servizio di Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro) ASL TO3 Rivoli ha pubblicato un documento intitolato “La movimentazione manuale dei carichi - D.Lgs. 81/2008 e Norma Tecnica UNI ISO 11228 parte 1 e 2” contenente informazioni utili a tutti i tecnici della sicurezza.

Nel documento viene illustrata:

> la normativa di riferimento

> le misure comportamentali da adottare al fine di prevenire i rischi legati alla MMC tra cui le utili raccomandazioni:
- non superare i limiti di peso del carico secondo quanto indicato dalla normativa e dalle norme di riferimento
- evitare la “flessione del rachide”, puntando sempre al massimo equilibrio
- evitare di sottoporre la colonna vertebrale ed il resto del corpo a tensioni meccaniche nocive
- chiedere informazioni ai dirigenti e ai preposti sul peso e sul centro di gravità del carico, ove non riportato chiaramente sui contenitori dei pesi da movimentare

> le procedure da seguire in 3 diverse situazioni:
- carichi leggeri
- carichi pesanti
- carichi molto pesanti

> l’applicazione delle norme ISO nella valutazione dei rischi da MMC

Clicca qui per scaricare gli atti del convegno “La movimentazione manuale dei carichi - D. Lgs. 81/2008 e norma tecnica UNI ISO 11228 parte 1 e 2”



Quaderno Tecnico su atmosfere esplosive: guida alla valutazione dei rischi


Alcune sostanze miscelate con l’aria in determinate concentrazioni possono dar luogo ad atmosfere esplosive, molto pericolose per la salute dei lavoratori. Queste sostanze (principalmente polveri combustibili) sono presenti in gran parte delle attività produttive tra cui quelle alimentari, chimiche, metallurgiche, lavorazioni del legno, lavorazioni della plastica e tante altre.

Particolarmente esposte al rischio di polveri esplosive sono le attività di panificazione e pasticceria.
Il D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico sulla Sicurezza) definisce i provvedimenti che le aziende devono adottare per prevenire i rischi da atmosfere esplosive; in particolare, i datori di lavoro devono:
- individuare le sostanze che possono formare atmosfere esplosive
- suddividere le aree a rischio in zone, in base alla probabilità della presenza di polveri esplosive
- adottare le misure di sicurezza opportune
- elaborare un documento sulla protezione contro le esplosioni

L’ASL di Milano ha pubblicato il Quaderno Tecnico sui rischi relativi alle atmosfere esplosive, con l’intento di guidare tecnici della prevenzione, datori di lavoro e RSPP, soprattutto delle piccole imprese (come pasticcerie e panifici), nella valutazione dei rischi di esplosione.

Il Documento, corredato da immagini esplicative, propone un metodo valutativo basato su Check-List di controllo finalizzate a definire le misure di sicurezza più opportune a seconda dei casi. Gli argomenti trattati sono i seguenti:
- descrizione dei luoghi di lavoro
- obiettivi, misure di sicurezza e modalità di coordinamento
- sostanze che possono formare atmosfere esplosive
- liste di controllo
- criteri di stima e valutazione del rischio
pianificazione delle misure tecniche ed organizzative da adottare

Clicca qui per scaricare il Quaderno Tecnico sulle atmosfere esplosive



Come valutare il rischio chimico, cancerogeno e mutageno. Ecco le linee guida con i modelli di calcolo

Eseguire la valutazione del rischio chimico in ottemperanza delle disposizioni contenute nel D.Lgs. 81/08 e s.m.i., è da sempre un argomento tecnico complesso.

Un forte contributo in materia viene fornito dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e dall’ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente) Sicilia che hanno pubblicato le “Linee guida per la valutazione del rischio da esposizione ad Agenti Chimici Pericolosi e ad Agenti Cancerogeni e Mutageni”.

Non esistendo una norma nazionale in cui vengono indicate le metodologie da adottare, la guida si propone come strumento di riferimento per operatori del settore, tecnici della sicurezza, professionisti che si occupano di sicurezza, fornendo anche modelli matematici di valutazione del rischio chimico.
Il manuale tratta i seguenti argomenti:
- definizione dei rischio chimico, cancerogeno e mutageno connessi all’uso di sostanze pericolose
- definizioni e terminologia
- sostanze e miscele pericolose (sistemi di classificazione nazionali e internazionali)
- evoluzione normativa
- dispositivi di protezione individuale
- come operare con agenti chimici pericolosi
- metodologie di valutazione del rischio

Clicca qui per scaricare le linee guida per la valutazione del rischio chimico



“Io non ci casco”: ecco la guida illustrata sui lavori in quota, con esempi pratici di POS e Fascicolo Tecnico

La caduta dall’alto rappresenta il rischio più frequente e grave a cui sono esposti gli operai durante i lavori in quota.

L’USLL di Padova ha pubblicato il manuale “Io non ci casco”, che affronta passo passo i rischi a cui sono esposti i lavoratori in quota e propone la giusta soluzione per ogni caso, sottolineando la necessità di far seguire ad un’adeguata progettazione delle misure di sicurezza un’adeguata formazione dei lavoratori stessi.

Il documento è un valido strumento per committenti, progettisti, lavoratori e ha l’obiettivo di ridurre l’incidenza di cadute dall’alto. Riporta regole, comportamenti e pratiche di lavoro che migliorano la sicurezza dei lavoratori, adottando opportune misure di protezione collettiva e adeguati dispositivi di protezione individuali (DPI).

L’ultima parte del manuale contiene esempi illustrati di
- P.O.S. (Piano Operativo di Sicurezza)
- Fascicolo Tecnico dell’opera

Clicca qui per scaricare il manuale “Io non ci casco”



Testo Unico sulla sicurezza e formazione specifica dei lavoratori. Firmato l’accordo Stato Regioni

Il Testo Unico sulla Sicurezza (D.Lgs. 81/2008, art. 73 c5) stabilisce che con accordo Stato Regioni vengano determinate le attrezzature da lavoro per le quali é richiesta una specifica abilitazione da parte degli operatori e le modalità per il riconoscimento delle abilitazioni, l’individuazione dei soggetti formatori e della durata dei corsi di formazione.

Il 22 febbraio 2012 la Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano ha approvato l’Accordo sulle attrezzature di lavoro e le modalità di formazione.

In particolare, le attrezzature per cui è richiesta una specifica abilitazione, oltre le disposizioni normative già vigenti, sono:
- piattaforme di lavoro mobili elevabili
- gru a torre
- gru mobile
- carrelli elevatori semoventi con conducente a bordo
- trattori agricoli o forestali
- macchine movimento terra
- pompa per calcestruzzo

L’accordo specifica, inoltre, che i lavoratori dovranno partecipare alle attività formative in orario lavorativo senza sostenere alcun costo.
Viene precisato, infine, che questo tipo di formazione consiste in una “formazione specifica” e non sostitutiva a quella obbligatoria già prevista per tutti i lavoratori.

Clicca qui per scaricare l’Accordo Stato-Regioni sulle attrezzature da lavoro e formazione specifica


Macchine e attrezzature per movimentazione terre: ecco il quaderno tecnico per la prevenzione dei rischi e degli infortuni

In linea generale una macchina ben progettata, anche se molto complessa, raramente risulta pericolosa; può diventarlo se chi la utilizza non ne conosce le caratteristiche ed il funzionamento e non è consapevole dei rischi causati da un uso improprio della stessa.

Nell’ambito dei cantieri edili e della movimentazione delle terre le macchine possono diventare molto pericolose, non solo per il conducente, ma anche per gli altri, se non si rispettano precise norme di sicurezza e di comportamento.
La normativa (art. 36 e 37 del D.Lgs. 81/2008) impone al datore di lavoro l’obbligo di informare e di formare in modo adeguato i lavoratori circa la sicurezza, la salute e le misure di prevenzione e protezione da adottare in relazione all’attività dell’impresa e con riferimento particolare al ruolo e alle mansioni specifiche di ogni singola maestranza.

La scuola edile di Brescia ha pubblicato un quaderno tecnico sulle attrezzature e i macchinari legati alla movimentazione di terre in cantiere. L’obiettivo è quello di fornire agli esperti e a quelli che lo diventeranno una guida per la corretta applicazione delle normative antinfortunistiche e l’utilizzo più idoneo dei mezzi assegnatigli.

Il quaderno contiene tutte le misure di prevenzione e protezione più adatte per i principali rischi correlati all’uso di questi mezzi. In particolare, vengono trattati i seguenti rischi:
- rovesciamento e ribaltamento;
- investimento e schiacciamento di persone;
- seppellimenti e sprofondamenti;
- caduta di carico e materiale dall’alto e proiezione di materiale;
- cesoiamento ed impatto con organi in movimento;
- incendio ed esplosioni per contatto con servizi interrati;
- elettrocuzione per contatto con linee elettriche aeree;
- vibrazioni, rumore e urti;
- incendio durante il rifornimento.

Clicca qui per scaricare il quaderno tecnico



Sicurezza in cantiere e sui luoghi di lavoro: la guida completa del CFSL svizzero

La sicurezza sul lavoro è un tema particolarmente sentito non solo in Italia, ma anche all’estero.
Si propone una guida tecnico-normativa del CFSL svizzero (Commissione Federale di coordinamento per la Sicurezza sul Lavoro) sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, corredata da disegni, schemi grafici, indicazioni e procedure.
I contenuti, anche se relativi ad altre norme, risultano certamente validi per tutti gli operatori della sicurezza; la guida, infatti, riporta pratiche indicazioni relative ad attrezzature, impianti elettrici ed esplosivi, dispositivi di protezione, etc.

Tra gli argomenti trattati, segnaliamo:
- definizioni generali
- edifici e altre costruzioni
- attrezzature di lavoro
- ambiente di lavoro
- organizzazione del lavoro e della vigilanza
- procedure esecutive

Clicca qui per scaricare la Guida tecnica sulla sicurezza a cura del CFSL


Come si redige un PiMUS (Piano di Montaggio, Uso e Smontaggio di un ponteggio)


Il PiMUS è un documento obbligatorio per tutti i cantieri in cui si ricorre al ponteggio per l’esecuzione dei lavori. Esso rappresenta lo strumento di lavoro per gli addetti e i preposti all’utilizzo del ponteggio affinché sia tutelata la salute e la sicurezza di tutti i lavoratori.

Il Testo Unico per la Sicurezza (D.Lgs. 81/2008) prevede l'obbligo del datore di lavoro di redigere il PiMUS, rispettando i contenuti minimi previsti dall’Allegato XXII.
In allegato a questo articolo proponiamo uno schema di PiMUS elaborato dal Gruppo di lavoro della Provincia di Padova, di concerto con il Comitato Provinciale di Coordinamento.
Il documento rappresenta uno strumento versatile a disposizione di tutte le imprese che operano con l'utilizzo di ponteggi; in esso sono contenute tutte le misure preventive di sicurezza da adottare in cantiere.
E' così strutturato:
- dati identificativi generali
- verifica del ponteggio
- disegno esecutivo del ponteggio
- caratteristiche degli impalcati, degli appoggi e degli ancoraggi
- indicazioni generali per le operazioni di montaggio, trasformazione, smontaggio
- modalità di tracciamento del ponteggio
- descrizione dei DPI e delle attrezzature da utilizzare
- regole generali
- ponteggi metallici a telai prefabbricati
- ponteggi metallici a montanti e traversi prefabbricati
- ponteggi metallici a tubi e giunti

Clicca qui per scaricare il modello di PiMUS



Come si redige un POS (Piano Operativo di Sicurezza): ecco un modello completo e versatile


Il POS è il documento in cui sono contenute tutte le misure di prevenzione e protezione da adottare nelle attività di cantiere al fine di salvaguardare l'incolumità fisica dei lavoratori.

Il Testo Unico per la Sicurezza (D.Lgs. 81/2008) prevede l'obbligo del datore di lavoro di un’impresa esecutrice di redigere il POS (Piano Operativo di Sicurezza) con i contenuti minimi previsti all’Allegato XV; il coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione avrà l’obbligo di verificare l’idoneità di questo documento.
In allegato a questo articolo proponiamo uno schema di POS elaborato dal Gruppo di lavoro della Provincia di Padova, di concerto con il Comitato Provinciale di Coordinamento.

Il documento rappresenta uno strumento versatile a disposizione di tutti gli operatori del settore (imprese, committenti e coordinatori) improntato alla praticità, all’efficacia e alla concretezza.
In esso sono contenute tutte le misure preventive di sicurezza da adottare in cantiere ed è così strutturato:
- dati generali del cantiere
- dati identificativi dell'impresa esecutrice
- specifiche mansioni inerenti la sicurezza
- descrizione dell'attività di cantiere
- descrizione delle modalità organizzative
- elenco dei ponteggi, delle macchine, attrezzature ed impianti
- elenco delle sostanze e preparati pericolosi
- elenco dei dispositivi di protezione individuale
- esiti dei rapporti di valutazione del rumore e delle vibrazioni
- macroclima
- procedure complementari e di dettaglio richieste dal PSC (quando previsto)
- documentazione in merito all’informazione e formazione fornite ai lavoratori occupati in cantiere
- valutazione dei rischi del cantiere

Clicca qui per scaricare il modello di POS (Piano Operativo di Sicurezza)



Obbligo di formazione per i datori di lavoro con funzioni di RSPP:
finalmente l'accordo Stato-Regioni


Il Testo Unico sulla Sicurezza (D.Lgs. 81/2008) prevede che il datore di lavoro garantisca che ciascun lavoratore riceva adeguata formazione in materia di salute e sicurezza, anche rispetto alle conoscenze linguistiche, con particolare riferimento a:

- concetti di rischio, danno, prevenzione, protezione, organizzazione della prevenzione aziendale, diritti e doveri dei vari soggetti aziendali, organi di vigilanza, controllo, assistenza;
- rischi riferiti alle mansioni e ai possibili danni e alle conseguenti misure e procedure di prevenzione e protezione caratteristici del settore o comparto di appartenenza dell'azienda.

Inoltre il Testo Unico prevede che la durata, i contenuti minimi e le modalità della formazione siano definiti mediante accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome, previa consultazione delle parti sociali.

Il 21 dicembre 2011 la Conferenza Permanente per i rapporti tra Stato e Regioni ha approvato gli Accordi relativi alla formazione sulla sicurezza.
Le nuove regole entreranno in vigore dopo la pubblicazione degli accordi in Gazzetta Ufficiale, prevista per gennaio.

La novità principale riguarda l’individuazione della durata della formazione in base al rischio dell’attività aziendale: basso, medio, alto.
In particolare, le imprese saranno suddivise per grado di rischio cui competeranno diversi obblighi formativi.

I
livelli saranno:
Basso: uffici e servizi, commercio, artigianato e turismo
Medio: agricoltura, pesca, P.A., istruzione, trasporti, magazzinaggio,
Alto: costruzioni, industria, alimentare, tessile, legno, manifatturiero, energia, rifiuti, raffinerie, chimica, sanità, servizi residenziali.

Tutti i
lavoratori, nessuno escluso dovranno seguire corsi specifici in base al livello di rischio:
Rischio Basso: 4 ore
Rischio Medio:8 ore
Rischio Alto: 16 ore
con aggiornamento obbligatorio quinquennale.
La formazione può essere seguita in modalità e-learning.

I datori di lavoro che svolgano funzioni di RSPP dovranno seguire corsi specifici in base al livello di rischio:
Rischio Basso: 16 ore
Rischio Medio: 32 ore
Rischio Alto: 48 ore

Preposti e Dirigenti dovranno seguire corsi di formazione specifici con aggiornamenti obbligatori.
In allegato a questo articolo proponiamo il testo dell'Accordo Stato-Regioni e uno schema riepilogativo predisposto dall'AiFOS (Associazione italiana FOrmatori della Sicurezza sul lavoro).

Clicca qui per scaricare il testo dell'Accordo Stato-Regioni
Clicca qui per scsricare lo schema riepilogativo predispoosto da AiFOS



Prevenire prima di soccorrere! Esempi pratici, schemi illustrativi e soluzioni da adottare nella guida pratica alla sicurezza nei cantieri


Prevenire prima di soccorrere! Questo è lo scopo della guida pratica illustrata all'infortunistica sui cantieri pubblicata dalla regione Emilia Romagna.

La guida, certamente utile per tutti gli operatori del settore edile, risulta ben strutturata e completa; affronta molti degli aspetti relativi alla sicurezza e alla valutazione dei rischi presenti in cantiere e propone una serie di soluzioni da adottare, con esempi pratici, particolari costruttivi e schemi esplicativi.

Dopo aver analizzato la normativa di riferimento in materia di igiene e sicurezza sul lavoro, il documento tratta i seguenti argomenti:
- Viabilità in cantiere
- Scavi e fondazioni
- Protezione dei posti di lavoro
- Scale
- Ponteggi, ponti su ruote a torre, impalcati e parapetti dei castelli
- Macchine e attrezzature da cantiere
- Impianti elettrici in genere
- Lavori di demolizione
- Schemi di montaggio coperture prefabbricate in cemento
- Dispositivi di protezione individuali
- Sistemi di arresto caduta
- Prescrizioni per i segnali gestuali - Gesti convenzionali da utilizzare
- Sorveglianza sanitaria in edilizia
- Prevenzione incendi

Clicca qui per scaricare la guida pratica all'infortunistica nei cantieri edili



Lavori in quota e rischio caduta. La guida tecnica illustrata sulla scelta, uso e manutenzione degli ancoraggi


I lavori in quota possono esporre i lavoratori a rischi molto elevati per la loro salute e sicurezza, in particolare a rischi di caduta dall'alto e ad altri gravi infortuni sul lavoro, che rappresentano una percentuale elevata del numero di infortuni.
Diventa fondamentale individuare opportuni sistemi di ancoraggio per effettuare in sicurezza i lavori in quota.

Il tema degli ancoraggi nel settore dell'edilizia è da sempre molto dibattuto. Anche la normativa in materia di prevenzione degli infortuni e sicurezza sul lavoro e non ha mai affrontato in maniera organica, esplicita ed esauriente le problematiche su come identificare, progettare ed installare sistemi di ancoraggio.
La confusione scaturisce principalmente dal fatto che i sistemi di ancoraggio vengono classificati secondo diverse norme:
- Direttiva prodotti da costruzione 89/106/CEE;
- Direttiva DPI 89/686/CEE;
- Norme Tecniche (UNI EN 795);
- Circolari del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale (nel caso di ancoraggi per ponteggi).

L'INAIL ha pubblicato una guida tecnica per la scelta, l'uso e la manutenzione dei sistemi di ancoraggio nelle costruzioni.
La pubblicazione ha la scopo di far chiarezza sui dispositivi di ancoraggio, fissando i concetti di base grazie all'ausilio di immagini esplicative.
Gli argomenti trattati sono:
- riferimenti normativi;
- definizioni generali;
- valutazione dei Rischi;
- classificazione, descrizione e principi di funzionamento;
- requisiti;
scelta, uso, ispezione e manutenzione.

Clicca qui per scaricare la guida tecnica INAIL sui sistemi di ancoraggio



Rischio biologico. Dall’INAIL la guida completa


Il rischio biologico è spesso poco conosciuto e sottostimato nei luoghi di lavoro.
I fattori che possono favorire lo sviluppo e la diffusione di agenti biologici sono svariati: il tipo di attività, il processo o la fase lavorativa, le materie utilizzate, il contatto con fluidi biologici umani o animali potenzialmente infetti, la presenza di polvere, la scarsa igiene, il cattivo funzionamento e la manutenzione degli impianti, la presenza ed il numero di occupanti, il microclima.
Nessun ambiente deve essere considerato esente dal rischio biologico e la valutazione va fatta sempre, in particolare nei seguenti ambienti:
- cantieri edili;
- ambienti indoor non industriali (uffici, scuole, magazzini, ospedali, aeroporti, stazioni, etc.);
- settori della filiera agro-alimentare (allevamenti, trasformazione di prodotti alimentari, etc.);
- comparto dei rifiuti solidi urbani e della depurazione di acque reflue civili.

L’INAIL ha pubblicato un manuale sul rischio biologico, con l’obiettivo di mettere in evidenza l’importanza di una corretta valutazione di questo rischio nei diversi ambienti di lavoro.

Nella pubblicazione è presente un glossario che chiarisce tutti i termini specialistici utilizzati ed un elenco di tutti gli agenti biologici potenzialmente presenti negli ambienti di lavoro, con le principali patologie da essi causate.
Sono riportate, inoltre, le schede di rischio che forniscono indicazioni sulle principali fonti di pericolo, le modalità di esposizione, gli effetti sulla salute e le misure di prevenzione e protezione da adottare.

Clicca qui per scaricare la pubblicazione sul Rischio Biologico



Criteri, metodi e strumenti di valutazione del rischio stress lavoro correlato.
Linee guida dalla Regione Lombardia


Lo stress lavoro correlato costituisce una situazione di prolungata tensione che può ridurre l'efficienza sul lavoro e può determinare un cattivo stato di salute.
Esso può essere causato da diversi fattori come la tipologia di lavoro, l’inadeguatezza della gestione e dell'organizzazione del lavoro, le carenze nella comunicazione, i difficili rapporti interpersonali.
Il datore di lavoro è tenuto a valutare il rischio stress da lavoro correlato per la propria azienda, come previsto dal D.Lgs n. 81/2008 e s.m.i.

La Regione Lombardia ha pubblicato il Decreto n. 10611 del 15 novembre 2011 contenente le
linee guida generali sulla valutazione del rischio stress lavoro correlato.
Il documento illustra come definire un “buon percorso” valutazione dei rischi da parte del datore di lavoro. In particolare, vengono analizzati:
- i criteri
- i metodi
- gli strumenti
Pur avendo carattere regionale, la pubblicazione costituisce una valida guida e fornisce indicazioni generali utili a chiunque sia impegnato nella valutazione del rischio specifico nei luoghi di lavoro.

Clicca qui per scaricare le linee guida Lombardia sullo stress lavoro correlato



Antincendio: guida pratica alla corretta manutenzione degli impianti


La funzionalità, l‘efficienza e il corretto funzionamento degli impianti antincendio sono requisiti fondamentali per garantire la sicurezza e la tutela dei beni e delle persone.
Al fine di mantenere nel tempo i requisiti di sicurezza dei sistemi antincendio, è necessaria una continua e corretta manutenzione.

Il Gruppo di Lavoro “Manutenzione Impianti” di UMAN (Associazione Costruttori Materiali Antincendio) ha pubblicato le Linee Guida per la manutenzione degli impianti antincendio. Il manuale ha lo scopo di fornire supporto alle aziende di manutenzione antincendio, ai committenti, agli addetti alla sicurezza e ai tecnici in generale nelle attività di manutenzione.

Tra i contenuti del manuale troviamo:
- manutenzione reti di idranti;
- manutenzione sistemi di rivelazione incendi;
- manutenzione sistemi ad estinguenti gassosi;
- manutenzione sistemi a polvere;
- manutenzione sistemi sprinkler e stazioni di pompaggio;
- manutenzione sistemi a schiuma;
- manutenzione sistemi a diluvio acqua;
- manutenzione sistemi ad acqua nebulizzata – watermist;
- manutenzione sistemi ad aerosol condensato;
- manutenzione sistemi di rivelazione atmosfera esplosiva.

Clicca qui per scaricare il manuale sulla manutenzione e sicurezza degli impianti antincendio



Ruolo, obblighi e responsabilità del coordinatore per la sicurezza nei cantieri edili.
Ecco le linee di indirizzo


Esistono due tipologie di incarichi professionali relative al coordinamento per la sicurezza nei cantieri.

Il coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione, che ha il compito di:
- pianificare le misure necessarie a tutela di salute e sicurezza
- redigere il piano di sicurezza e di coordinamento (PSC)
- predisporre il fascicolo con le caratteristiche dell'opera

Il coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione, che deve:
- verificare l’applicazione da parte delle imprese delle disposizioni contenute nel PSC;
- verificare l’idoneità del piano operativo di sicurezza (POS) redatto dalle imprese;
- adeguare il piano di sicurezza e di coordinamento e il fascicolo, in relazione all’evoluzione dei lavori ed alle eventuali modifiche intervenute, al fine di migliorare la sicurezza in cantiere;
- organizzare la cooperazione ed il coordinamento tra le varie imprese;
- sospendere, in caso di pericolo grave e imminente, le singole lavorazioni o allontanare lavoratori che non operano in sicurezza.

La Regione Lombardia ha approvato con il Decreto 10602 del 15 novembre 2011 le Linee di indirizzo per l’attività di coordinatore per la sicurezza nei cantieri edili.
Il documento propone una serie di strumenti per assolvere correttamente agli obblighi dei coordinatori per la sicurezza previsti dalla normativa vigente.

Gli argomenti trattati sono i seguenti:
- Quadro normativo di riferimento;
- Figure coinvolte nella gestione della sicurezza nei cantieri;
- Responsabilità congiunte del committente e del coordinatore;
- Ruolo e obblighi delle imprese affidatarie;
- Ruolo e obblighi delle imprese esecutrici;
- Obblighi del coordinatore per la progettazione;
- Obblighi del coordinatore per l’esecuzione dei lavori;
- Compiti e ruolo del coordinatore per l'esecuzione dei lavori.

Clicca qui per scaricare le linee di indirizzo per i coordinatori per la sicurezza



Guida illustrata sulla sicurezza nei cantieri: disegni, schemi e didascalie su cosa fare e cosa non fare


Durante le attività di cantiere i lavoratori devono prestare particolare attenzione alle operazioni svolte, anche quelle apparentemente più semplici.
Al riguardo è necessaria un'opportuna attività di formazione e informazione da parte dei datori di lavoro.
In questo articolo proponiamo ai lettori di BibLus-net una guida realizzata da ANFOS (Associazione Nazionale Formatori della Sicurezza sul Lavoro) in collaborazione con E.Bi.N.Fo.S. (Ente Paritetico Bilaterale Nazionale Formazione della Sicurezza) che ha lo scopo di richiamare l’attenzione sugli aspetti principali della sicurezza e dell’igiene del lavoro nei cantieri edili.

La guida è costituita da illustrazioni e didascalie riportanti i comportamenti corretti e quelli da evitare in diverse fasi da affrontare in un cantiere edile ed è facilmente comprensibile anche dagli operatori extracomunitari.
In particolare, i temi trattati sono:

- Dispositivi di protezione individuale nelle varie lavorazioni;
- Lavori in quota;
- Movimentazione dei carichi;
- Operazioni di scavo;
- Operazioni di demolizione.

Clicca qui per scaricare la guida illustrata alla sicurezza nei cantieri



Testo Unico sulla Sicurezza e verifica periodica delle attrezzature: domande, risposte e chiarimenti


Gli obblighi del datore di lavoro sono disciplinati dall’articolo 71 del Decreto Legislativo 81/2008; tra questi vi è la verifica periodica delle attrezzature di lavoro.
Le attrezzature sono definite come qualsiasi macchina, apparecchio, utensile o impianto necessari all’attuazione di un processo produttivo; le attrezzature da sottoporre a verifica periodica sono specificate nell’Allegato VII del D.Lgs. 81/2008.
Le modalità attuative sono state stabilite dal D.M. 11 aprile 2011 che entrerà in vigore il 24 gennaio 2012. In particolare il Decreto definisce:
- le modalità di effettuazione delle verifiche periodiche cui sono sottoposte le attrezzature di lavoro;
- i criteri per l'abilitazione dei soggetti pubblici o privati;
- le modalità con cui l'INAIL e le ASL possono avvalersi del supporto di soggetti pubblici o privati per l'effettuazione delle verifiche periodiche di cui all'articolo 71, comma 11.

La Regione Piemonte e la ASL di Alessandria hanno reso disponibile una pubblicazione completa sulla verifica periodica delle attrezzature.
Il documento fornisce utili chiarimenti e delucidazioni, fornendo risposta a tante domande frequenti, tipo cosa accade se non vengono effettuate le verifiche nei termini previsti, oppure quali sono i costi da sostenere.
Gli argomenti trattati sono:
- Analisi del DM 11 aprile 2011;
- Denuncia dei dispositivi di messa a terra e obblighi di verifica;
- Infortuni connessi all'uso di macchine, attrezzature e impianti.

Clicca qui per scaricare la pubblicazione sulla verifica periodica delle attrezzature
Clicca qui per scaricare il D.M. 11 aprile 2011-11-07
Clicca qui per scaricare l'elenco delle attrezzature soggette a verifica (All. VII D. Lgs. 81/2008)



Vademecum sulla sicurezza dei lavoratori nelle opere di asfaltatura. DVR, verifiche interne e autoanalisi

La Regione Lombardia ha pubblicato un Vademecum per il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori nelle opere di asfaltatura, realizzato dal laboratorio Tumori Professionali.

Il documento ha lo scopo di individuare e promuovere soluzioni tecnologiche in grado di eliminare le sostanze cancerogene o, quanto meno, di ridurre l'esposizione dei lavoratori a tali sostanze.

Il vademecum può essere utilizzato per verifiche interne e autoanalisi da parte di datori di lavoro, servizi di prevenzione e protezione aziendali, rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, medici competenti, organi di vigilanza delle ASL, operatori delle UOOML (Unità Operativa Ospedaliera di Medicina del Lavoro), consulenti, organizzazioni sindacali dei lavoratori, etc.
Il vademecum non si limita ad analizzare la gestione del rischio da agenti cancerogeni ma approfondisce in maniera dettagliata la gestione dei rischi per la sicurezza derivanti da:
- agenti chimici pericolosi
- utilizzo di macchine
- movimentazione carichi.

Il documento si presta come riferimento per la redazione del documento di valutazione dei rischi, grazie anche ad una serie di tabelle che riportano i rischi per la sicurezza individuati per ogni fase di lavorazione.
Inoltre, vengono approfonditi i seguenti rischi presenti in ambiente di lavoro:
- Rumore
- Scuotimenti
- Vibrazioni
- Videoterminale
- Microclima
- Agenti biologici
- Radiazione solare ultravioletta
- Movimentazione manuale di carichi

Clicca qui per scaricare il vademecum relativo alla sicurezza dei lavoratori durante le opere di asfaltatura


Scavi e movimentazione terre: messa in sicurezza, modalità operative e PSC

Il Coordinamento Tecnico Provinciale di Verona, su proposta dello SPISAL (Servizio Prevenzione Igiene Sicurezza Ambienti di Lavoro), ha pubblicato un lavoro di ricerca sulle tecniche di scavo e movimentazione terre e sugli aspetti legati alla sicurezza.

Le informazioni contenute sono un utile supporto per la redazione del PSC (Piano di Sicurezza e Coordinamento), nel quale è necessario definire le modalità di messa in sicurezza dello scavo, corredando il documento con elaborati grafici e tavole esplicative.

Lo studio è stato impostato sull'edilizia civile (villette a schiera e piccoli condomini), individuando le seguenti lavorazioni:
- scavi con sbancamento e splateamento per nuove costruzioni;
- scavi in trincea per la posa di tubazioni e/o sottoservizi in genere.

Il documento individua i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori legati alla tecnica di scavo.
Viene descritto, inoltre, come mettere in sicurezza il fronte di scavo, anche attraverso tecniche alternative, quali:
- reti di trattenuta;
- spritz-beton;
- palancole;
- diaframmi;
- micropali;
- muri prefabbricati.

Per ogni tipo di sistemazione del fronte di scavo è stata realizzata una tabella riportante: la metodologia di esecuzione, le attrezzature utilizzate, le fasi di esecuzione dell'intervento e gli indici di attenzione sulla soluzione.

Clicca qui per scaricare la pubblicazione



Guida sulle responsabilità del committente nella sicurezza del cantiere

Il Collegio dei Geometri e Periti Industriali di Udine ha pubblicato una guida chiara e semplice sulle responsabilità, anche penali, del committente relative alla sicurezza in cantiere.

Il committente viene definito dal Decreto Legislativo 81/2008 come il "soggetto per conto del quale l'intera opera viene realizzata, indipendentemente da eventuali frazionamenti della sua realizzazione …".

Assume automaticamente la funzione di committente chi, ad esempio,
- in qualità di proprietario di una villetta, affida i lavori di tinteggiatura interna od esterna;
- in qualità di locatario di un appartamento, affida i lavori di rifacimento del bagno;
- in qualità di amministratore di condominio, affida i lavori di rifacimento del manto di copertura o di isolamento a cappotto dei muri;
- in qualità di titolare d'impresa, affida i lavori di sistemazione degli uffici o di ampliamento della zona produttiva del suo capannone aziendale;
- in qualità di proprietario di un lotto edificabile, affida i lavori di costruzione della sua nuova casa.

Egli ha precise responsabilità penali ed amministrative attribuitegli dalla legislazione vigente, come ad esempio:
- designare il coordinatore per la sicurezza se necessario (pena l'arresto da 3 a sei mesi o l'ammenda da € 2.500 a € 6.400)
- accertare i requisiti del coordinatore
- trasmettere il P.S.C. (Piano di Sicurezza e di Coordinamento) a tutte le imprese invitate a presentare l'offerta (pena la sanzione amministrativa pecuniaria da € 500 a € 1.800)
- comunicare alle imprese esecutrici e ai lavoratori autonomi il nominativo del coordinatore, in modo che venga anche riportato sul cartello di cantiere (sanzione amministrativa pecuniaria da € 500 a € 1.800)
- vigilare sull'operato del coordinatore (pena l'arresto da due a quattro mesi o ammenda da € 1.000 a € 4.800)
- verificare l'idoneità tecnico professionale delle imprese e dei lavoratori autonomi (pena l'arresto da due a quattro mesi o l'ammenda da € 1.000 a € 4.800)
- trasmettere all'Amministrazione del titolo abilitativo (pena la sanzione amministrativa pecuniaria da € 500 a € 1.800)

Clicca qui per scaricare l'opuscolo sulle responsabilità del committente


Home Page | Profilo | Sezioni | Novità | Formazione | Servizi | Normativa | Download | Contatti | Mappa del sito


Torna ai contenuti | Torna al menu