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Relazione legge 10 e requisiti minimi, il vademecum del CNI sulle prestazioni energetiche

La relazione sul contenimento dei consumi energetici (relazione legge 10) e la verifica delle prescrizioni contenute del dm requisiti minimi (dm 26 giugno 2015) sono spesso oggetto di disomogeneità sia della documentazione prodotta dai progettisti sia delle richieste documentali da parte dei tecnici comunali.
Il CNI ha pubblicato un utile vademecum contenente tutte le indicazioni sulla relazione legge 10 e sui requisiti minimi da rispettare, con check list e tabelle di riepilogo.
La guida è rivolta sia ai tecnici comunali che ai professionisti del settore.

Sintesi degli adempimenti relazione legge 10 e verifiche requisiti minimi
Il CNI propone una sintesi schematica di tutti gli adempimenti previsti e tutti i riferimenti normativi.
Ecco alcuni degli adempimenti schematizzati dal CNI (per l’elenco completo, si rinvia al vademecum allegato).

1° Adempimento
Ricezione del progetto e della relazione tecnica per gli interventi e rilascio seconda copia protocollata.
DISPOSIZIONI DI LEGGE
• Legge n. 10/1991, art. 28
• dlgs n. 192/2005, art. 8
• Dm 26/6/2015 “Requisiti minimi”, allegato 1, paragrafo 2.2
• dpr n. 380/2001, art. 125

2° Adempimento
Accertamento della conformità della documentazione presentata alle norme vigenti ed agli obblighi di legge vigenti.
DISPOSIZIONI DI LEGGE
• dlgs n. 192/2005, allegato A
• dlgs n. 192/2005, art. 8
• Dm 26/6/2015 “Relazione tecnica”

3° Adempimento
Richiesta dell’AQE (Attestato di qualificazione energetica) asseverato dal Direttore dei lavori contestualmente alla dichiarazione di fine dei lavori da parte della DL pena inefficacia della stessa.
DISPOSIZIONI DI LEGGE
• dlgs n. 192/2005, art. 8, comma 2
• Dm 26/6/2015 “Linee Guida Nazionali”

4° Adempimento
Richiesta dell’APE prima del rilascio del certificato di agibilità nelle nuove costruzioni e ristrutturazioni importanti.
DISPOSIZIONI DI LEGGE
• dlgs n. 192/2005, art. 8, comma 2
• Dm 26/6/2015 “Linee Guida Nazionali”

5° Adempimento
Verifica della consegna delle dichiarazioni di conformità ai sensi del D.M. n. 37/08 degli impianti installati.
DISPOSIZIONE DI LEGGE
• Dm n. 37/2008, art. 9

6° Adempimento
Controlli in corso d’opera ed entro cinque anni dalla fine dei lavori ai fini del rispetto delle prescrizioni del Decreto 192/05 volte a verificare la conformità della documentazione progettuale depositata.
DISPOSIZIONI DI LEGGE
• dlgs n. 192/2005, art. 8, comma 4
• dpr n. 380/2001, art. 131

Quando è necessario redigere la relazione legge 10
Il documento ricorda che la relazione sul contenimento dei consumi energetici degli edifici (relazione legge 10) va presentata in caso di:
• edifici di nuova costruzione ed impianti in essi installati
• demolizione e ricostruzione di edifici esistenti
• ampliamento e sopraelevazione
• nuovi impianti installati in edifici esistenti
• ristrutturazione degli edifici e degli impianti esistenti con le modalità e le eccezioni sotto precisate: •ristrutturazione importante, dove con tale termine si intende un edificio esistente sottoposto a lavori in qualunque modo denominati (ad esempio: manutenzione ordinaria o straordinaria, ristrutturazione e risanamento conservativo) che insistono su oltre il 25%
per cento della superficie dell’involucro dell’intero edificio, comprensivo di tutte le unità
immobiliari che lo costituiscono (ad esempio: rifacimento di pareti esterne, di intonaci esterni, del tetto o dell’impermeabilizzazione delle coperture)
• riqualificazione energetica di un edificio, dove con tale termine si intende un edificio esistente sottoposto a lavori in qualunque modo denominati (quali: manutenzione ordinaria o straordinaria, ristrutturazione e risanamento conservativo) ricadenti in tipologie diverse da quelle indicate per la ristrutturazione importante

Modalità ed eccezioni alla presentazione della relazione legge 10
Nel caso di ristrutturazione di edifici esistenti (per quanto riguarda i requisiti minimi prestazionali) è prevista un’applicazione graduale in relazione al tipo di intervento come segue:
A) un’applicazione integrale a tutto l’edificio nel caso di:
1. ristrutturazione integrale degli elementi edilizi costituenti l’involucro di edifici esistenti di superficie utile superiore a 1000 m²
2. demolizione e ricostruzione in manutenzione straordinaria di edifici esistenti di superficie utile superiore a 1000 m²
B) un’applicazione integrale ma limitata al solo ampliamento dell’edificio nel caso che lo stesso ampliamento risulti volumetricamente superiore al 20 % dell’intero edificio esistente
C) un’applicazione limitata al rispetto di specifici parametri, livelli prestazionali e prescrizioni, nel caso di interventi su edifici esistenti, quali:
1. ristrutturazioni totali o parziali, manutenzione straordinaria dell’involucro edilizio e ampliamenti volumetrici all’infuori di quanto già previsto alle lettere a) e b)
2. nuova installazione di impianti termici in edifici esistenti o ristrutturazione degli stessi impianti
3. sostituzione di generatori di calore (se di potenzialità superiore a 50 kW)

Sono però escluse dall’applicazione delle prescrizioni del dlgs 192/05 le seguenti categorie di edifici e di impianti:
a. gli edifici ricadenti nell’ambito della disciplina della parte seconda e dell’articolo 136, comma 1, lettere b) e c), del dlgs 42/2004 (codice dei beni culturali), solo nel caso in cui, previo giudizio dell’autorità competente al rilascio dell’autorizzazione ai sensi del codice di cui al predetto decreto, il rispetto delle prescrizioni implichi un’alterazione sostanziale del loro carattere o aspetto, con particolare riferimento ai profili storici, artistici e paesaggistici (salvo per quanto riguarda l’applicazione dell’attestazione della prestazione energetica degli edifici e l’esercizio, la manutenzione e le ispezioni degli impianti tecnici)
b. gli edifici industriali e artigianali quando gli ambienti sono riscaldati per esigenze del processo produttivo o utilizzando reflui energetici del processo produttivo non altrimenti utilizzabili
c. gli edifici rurali non residenziali sprovvisti di impianti di climatizzazione
d. i fabbricati isolati con una superficie utile totale < 50 m²
e. gli edifici che risultano non compresi nelle categorie di edifici classificati sulla base della destinazione d’uso di cui all’art. 3 del dpr 412/93, il cui utilizzo standard non prevede l’installazione e l’impiego di sistemi tecnici, quali box, cantine, autorimesse, parcheggi multipiano, depositi, strutture stagionali a protezione degli impianti sportivi
f. gli edifici adibiti a luoghi di culto e allo svolgimento di attività religiose

Casi di esclusione obbligo di redazione APE
Sono esclusi dall’obbligo di dotazione dell’APE (Attestato di prestazione energetica) i seguenti casi:
• i ruderi, purché tale stato venga espressamente dichiarato nell’atto notarile
• i fabbricati in costruzione per i quali non si disponga dell’abitabilità o dell’agibilità al momento della compravendita, purché tale stato venga espressamente dichiarato nell’atto notarile. In particolare si fa riferimento: •agli immobili venduti nello stato di “scheletro strutturale”, cioè privi di tutte le pareti verticali esterne o di elementi dell’involucro edilizio
• agli immobili venduti “al rustico”, cioè privi delle rifiniture e degli impianti tecnologici
• i manufatti, comunque, non riconducibili alla definizione di “edificio” dettata dall’art. 2 lett. a) del decreto legislativo (manufatti cioè non qualificabili come “sistemi costituiti dalle strutture edilizie esterne che delimitano uno spazio di volume definito, dalle strutture interne che ripartiscono detto volume e da tutti gli impianti e dispositivi tecnologici che si trovano stabilmente al suo interno”)

Liste di controllo legge 10 e requisiti minimi
Il documento ripropone nella parte finale una serie di check list e tabelle di sintesi per guidare progettisti e tecnici nella corretta applicazione delle procedure.

Clicca qui per scaricare il vademecum del CNI



Come redigere correttamente l’APE. Ecco le indicazioni passo passo

Il CNI (Consiglio Nazionale degli Ingegneri) ha diramato la circolare 696 del 17 marzo 2016 contenente tutte le indicazioni sintetiche su come redigere correttamente l’APE (Attestato di Prestazione Energetica), dal sopralluogo fino alla registrazione del documento, in conformità alle nuove regole stabilite dal dm 26 giungo 2015 (nuove linee guida certificazione energetica).

Di seguito si propone il testo del documento, che è possibile scaricare in versione integrale in calce a questo articolo.

ATTESTAZIONE DI PRESTAZIONE ENERGETICA (A.P.E.)

Descrizione dei servizi, della documentazione da produrre e degli obblighi per il professionista
Il presente documento descrive i servizi professionali di ATTESTAZIONE DELLA PRESTAZIONE ENERGETICA degli edifici in conformità alle LINEE GUIDA NAZIONALI, così come adeguate dal Decreto Ministeriale 26 giugno 2015.

Obiettivo di questo documento non è quello di descrivere gli aspetti tecnici della procedura di attestazione della prestazione energetica, per i quali si rimanda alle sopra citate Linee Guida Nazionali, ma piuttosto di evidenziare i COMPITI e gli OBBLIGHI del professionista, con l’intento di garantire un servizio di qualità adeguato alla professionalità dell’INGEGNERE.

Lo svolgimento del servizio di attestazione della prestazione energetica comprende le seguenti attività:
attività preliminari:
• informativa del soggetto certificatore;
• incarico del soggetto certificatore.

procedura di attestazione della prestazione energetica:
• determinazione della prestazione energetica:
• esecuzione di un rilievo in situ e di una eventuale verifica di progetto;
• reperimento e scelta dei dati di ingresso;
• applicazione del corretto metodo di calcolo;
• espressione degli indici di prestazione energetica in termini di energia primaria;
• individuazione degli interventi di miglioramento dell’efficienza energetica.
•classificazione dell’edificio
•redazione dell’attestato di prestazione energetica

registrazione e consegna dell’attestato di prestazione energetica
Si distinguono i due seguenti casi:
1.edifici nuovi o soggetti a ristrutturazione importante
2.edifici esistenti

ATTIVITÀ PRELIMINARI


Il soggetto certificatore presenta al richiedente, mediante apposita informativa, tutte le opzioni che sono consentite per accedere al servizio in termini di qualità e di costo, al fine di consentire al medesimo una scelta consapevole.

Tra l’altro deve specificare:
• l’obbligo di sopralluogo;
• le eventuali prove supplementari (ad es. l’esecuzione di prove in situ).

Nei casi di nuova costruzione e di ristrutturazioni importanti di primo livello, la nomina del soggetto certificatore deve avvenire prima dell’inizio dei lavori e deve essere dichiarata nella relazione tecnica ex art. 28 legge 10/91.

PROCEDURA DI ATTESTAZIONE DELLA PRESTAZIONE ENERGETICA

Edifici di nuova costruzione e ristrutturazioni importanti
Nei casi di edifici di nuova costruzione e di ristrutturazioni importanti, il servizio di attestazione della prestazione offerto dal soggetto certificatore deve comprendere almeno:
• la valutazione della prestazione energetica dell’edificio a partire dai dati progettuali anche contenuti nell’attestato di qualificazione energetica;
• controlli in cantiere nei momenti costruttivi più significativi;
• una verifica finale con l’eventuale utilizzo delle più appropriate tecniche strumentali.

Il direttore dei lavori deve segnalare al soggetto certificatore le varie fasi della costruzione dell’edificio e degli impianti, quando rilevanti per le prestazioni energetiche dell’edificio, al fine di consentire i previsti controlli in corso d’opera.

Il soggetto certificatore opera nell’ambito delle proprie competenze e per l’esecuzione delle attività di rilievo in sito, diagnosi, verifica o controllo, può procedere alle ispezioni ed al collaudo energetico delle opere, avvalendosi, ove necessario, delle necessarie competenze professionali.

Sono previste le seguenti attività:
• raccolta della documentazione progettuale:
• disegni di progetto;
• permesso di costruire o altri titoli abilitativi;
• nominativi dei progettisti, direttore lavori, costruttore, installatori impianti;
• elaborati grafici impiantistici;
• documentazione progettuale energetica;
• ogni altra documentazione utile;
• produzione di documentazione fotografica, quando richiesta negli Attestati;
• verifiche in cantiere della rispondenza del costruito al progetto e segnalazione di eventuali difformità al direttore dei lavori e al committente;
• raccolta delle certificazioni dei prodotti utilizzati e degli impianti installati.

Edifici esistenti
Al fine di ottimizzare la procedura, il richiedente può rendere disponibili a proprie spese i dati relativi alla prestazione energetica dell’edificio o dell’unità immobiliare.

Lo stesso può anche richiedere il rilascio dell’attestato di prestazione energetica sulla base di:
• un attestato di qualificazione energetica relativo all’edificio o all’unità immobiliare oggetto di attestazione della prestazione, anche non in corso di validità, evidenziando eventuali interventi su edifici ed impianti eseguiti successivamente;
• le risultanze di una diagnosi energetica effettuata da tecnici abilitati con modalità coerenti con i metodi di valutazione della prestazione energetica attraverso cui si intende procedere. Il soggetto certificatore è tenuto ad utilizzare e valorizzare i documenti sopra indicati (ed i dati in essi contenuti), qualora esistenti e resi disponibili dal richiedente, unicamente previa verifica di completezza e congruità.

Sono previste le seguenti attività:
• sopralluogo obbligatorio;
• raccolta di tutta la documentazione esistente: documenti catastali, anno di costruzione, nominativi del progettista, direttore lavori, costruttore, elaborati grafici eventualmente disponibili;
• verifica della documentazione progettuale energetica e controllo della congruità con l’esistente;
• produzione di documentazione fotografica, se richiesta negli attestati;
• raccolta delle informazioni stratigrafiche di tutte le strutture opache, quali pareti, pavimenti, solette, coperture, divisori, ecc.;
• raccolta informazioni su tutte le caratteristiche delle strutture trasparenti, quali dimensioni, tipo di vetri e di infissi;
• raccolta di tutte le informazioni reperibili sugli impianti esistenti (riscaldamento, climatizzazione, produzione ACS, ventilazione, illuminazione, trasporto):
• schede tecniche dei generatori;
• tipi di distribuzione e di regolazione centralizzata e localizzata;
• tipologia degli utilizzatori;
• tipologia degli eventuali accumuli;
• presenza di fonti di energia rinnovabili;
•ogni altra documentazione utile;
•acquisizione del libretto di impianto e dei consumi storici.

Criteri per l’applicazione delle procedure di calcolo
In caso di assenza anche parziale della documentazione descritta in precedenza, il reperimento dei dati di ingresso necessari è effettuato in occasione del rilievo in situ ed i risultati sono raccolti nel relativo rapporto.

In tal caso il soggetto certificatore dovrà segnalare al committente la necessità di procedere agli ulteriori rilievi a titolo di prestazione aggiuntiva. I documenti sopra indicati (riportanti i dati di ingresso per l’effettuazione della procedura di calcolo) e la procedura stessa costituiscono a tutti gli effetti parte integrante dell’APE e devono essere debitamente conservati dal soggetto certificatore, per essere messi a disposizione in caso di successive verifiche.

Esecuzione dei calcoli
I calcoli energetici sono sviluppati secondo la normativa nazionale (UNI/TS 11300) e/o regionale.
Sono simulati gli interventi di risparmio energetico con indicazione di massima del tempo di rientro dell’investimento. Sono riportate le raccomandazioni per il miglioramento dell’efficienza energetica dell’edificio con le proposte degli interventi più significativi ed economicamente convenienti, separando la previsione di interventi di ristrutturazione importante da quelli di riqualificazione energetica.

REGISTRAZIONE E CONSEGNA DELL’ATTESTATO DI PRESTAZIONE ENERGETICA

La stesura integrale del documento A.P.E. da parte del tecnico abilitato, iscritto negli appositi elenchi regionali, dove presenti, deve basarsi sull’utilizzo delle varie tipologie di Attestati regionali o nazionali.

Entro i 15 giorni successivi alla trasmissione (in forma di dichiarazione sostitutiva di atto notorio) della copia del certificato alla Regione o Provincia autonoma competente per territorio, il soggetto certificatore procede alla consegna dell’APE al richiedente, fatte salve le diverse richieste delle normative regionali.

La sottoscrizione con firma digitale dell’APE ha valenza di dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.

Nel caso di edifici di nuova costruzione o soggetti a ristrutturazione importante, gli ATTESTATI devono formare parte integrante della documentazione necessaria per il rilascio dell’abitabilità.

Il documento è stato elaborato dal GdL Energia del CNI

Clicca qui per scaricare il documento completo (circolare del CNI 696 del 17 marzo 2016)


Nuovo Conto termico 2.0 in Gazzetta: aumentano gli incentivi

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 2 marzo 2016, n. 51 il decreto 16 febbraio 2016, nuovo Conto termico 2.0, finalizzato ad incentivare interventi di efficienza energetica e rinnovabili termiche, con risorse pari a 900 milioni di euro (200 milioni di euro per le Pubbliche Amministrazioni e 700 milioni per i privati).
Il decreto prevede una revisione della disciplina per l’incentivazione degli interventi finalizzati alla produzione di energia termica da fonti rinnovabili ed all’incremento dell’efficienza energetica di piccole dimensioni, di cui al dm 28 dicembre 2012.
Al fine di rilanciare il meccanismo incentivante fino ad oggi sottoutilizzato sono state introdotte novità in materia di semplificazioni, nuove tipologie incentivate per le PA, innalzamento degli incentivi.

Nuove semplificazioni
Ecco una sintesi delle semplificazioni previste dal nuovo Conto termico 2.0:
• viene eliminata l’iscrizione ai registri per gli impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore, elettriche o a gas, e caldaie a biomassa con potenza termica superiore a 500 kW;
• previsto un catalogo dei prodotti prequalificati, ossia una lista di prodotti idonei con potenza termica fino a 35 kW e 50 m² per i collettori solari, per i quali si può usufruire di una procedura semiautomatica;
• l’incentivo per importi fino a 5.000 euro è corrisposto in un’unica rata, sia per i privati che per le PA;
• passa da 180 a 90 giorni il termine per l’erogazione dell’incentivo dalla conclusione della procedura;
• sono ammesse modalità di pagamento online e tramite carta di credito per attestare le spese sostenute;
• predisposta la modulistica semplificata per la presentazione della domanda.

Nuovi interventi incentivabili per le PA
Previsti 3 nuovi interventi incentivabili per le sole PA:
• trasformazione in “edifici a energia quasi zero” (NZEB);
• sostituzione dei sistemi per l’illuminazione con dispositivi efficienti;
• installazione di tecnologie di gestione e controllo automatico degli impianti termici ed elettrici degli edifici (building automation) di sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore.

Interventi incentivabili
Sono incentivabili gli interventi di incremento dell’efficienza energetica in edifici esistenti, parti di edifici esistenti o unità immobiliari esistenti di qualsiasi categoria catastale, dotati di impianto di climatizzazione, a cui possono accedere solo le PA, quali:
• isolamento termico di superfici opache delimitanti il volume climatizzato;
• sostituzione di chiusure trasparenti comprensive di infissi delimitanti il volume climatizzato;
• sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti di climatizzazione invernale utilizzanti generatori di calore a condensazione;
• installazione di sistemi di schermatura e/o ombreggiamento di chiusure trasparenti con esposizione da est-sud-est a ovest, fissi o mobili, non trasportabili;
• trasformazione degli edifici esistenti in “edifici a energia quasi zero”;
• sostituzione di sistemi per l’illuminazione d’interni e delle pertinenze esterne degli edifici esistenti con sistemi efficienti di illuminazione;
• installazione di tecnologie di gestione e controllo automatico (building automation) degli impianti termici ed elettrici degli edifici, ivi compresa l’installazione di sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore.

Nuovo Conto Termico, interventi incentivabili di piccole dimensioni
Inoltre, gli stessi interventi di piccole dimensioni incentivabili, a cui possono accedere anche i privati, sono:
• sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti di climatizzazione invernale, anche combinati per la produzione di acqua calda sanitaria, dotati di pompe di calore, elettriche o a gas, utilizzanti energia aerotermica, geotermica o idrotermica, unitamente all’installazione di sistemi per la contabilizzazione del calore nel caso di impianti con potenza termica utile superiore a 200 kW;
• sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti o di riscaldamento delle serre e dei fabbricati rurali esistenti con impianti di climatizzazione invernale dotati di generatore di calore alimentato da biomassa, unitamente all’installazione di sistemi per la contabilizzazione del calore nel caso di impianti con potenza termica utile superiore a 200 kW;
• installazione di impianti solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria e/o ad integrazione dell’impianto di climatizzazione invernale, anche abbinati a sistemi di solar cooling, per la produzione di energia termica per processi produttivi o immissione in reti di teleriscaldamento e teleraffreddamento. Nel caso di superfici del campo solare superiori a 100 m² è richiesta l’installazione di sistemi di contabilizzazione del calore;
• sostituzione di scaldacqua elettrici con scaldacqua a pompa di calore;
• sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con sistemi ibridi a pompa di calore.

Aumentano gli incentivi
Il nuovo Conto termico 2.0 innalza anche gli incentivi:
• sale al 50% (generalmente è il 40%) dell’investimento per gli interventi di isolamento termico nelle zone climatiche E/F; se l’isolamento è accompagnato dall’installazione di un nuovo impianti di climatizzazione invernale sale al 55% per entrambi gli interventi;
• sale al 65% per la trasformazione in “edificio a energia quasi zero” e per la sostituzione dei sistemi di illuminazione con dispositivi efficienti;
• diventano incentivabili al 100% per le Pubbliche Amministrazioni e al 50% per i privati le spese per le diagnosi energetiche e la redazione dell’Attestato di prestazione energetica (APE), richiesti per la trasformazione in edificio a energia quasi zero e l’isolamento termico delle superfici opache.

Il provvedimento entrerà in vigore 90 giorni dopo la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ossia il primo giugno 2016.

Clicca qui per scaricare il dm 16 febbraio 2016


APE 2015, controlli a campione e obbligo di sopralluogo

Dal primo ottobre 2015 sono in vigore le nuove norme sulla certificazione energetica degli edifici, al fine di uniformare il territorio italiano in materia di certificazione.
Ricordiamo, infatti, che i 3 decreti del 26 giugno 2015 riscrivono completamente le regole della certificazione energetica.
Tra le tante novità introdotte, non passano certo inosservate le misure relative alla predisposizione di controlli a campione e i nuovi obblighi di sopralluogo presso l’edificio da parte del tecnico certificatore.
Il legislatore, con le nuove disposizioni normative, ha voluto certamente fornire maggiori garanzie in termini di qualità degli APE e dei dati in esso contenuti ed anche tutelare la professionalità dei tecnici impegnati nella certificazione energetica.

Obbligo del sopralluogo da parte del tecnico

Il decreto linee guida, all’articolo 4 comma 6 prevede che, al fine di garantire l’esplicazione di un’attività di accertamento finalizzata al rilascio dell’APE, il soggetto incaricato di redigere il documento, deve effettuare almeno un sopralluogo presso l’edificio o l’unità immobiliare oggetto di attestazione, al fine di reperire e verificare i dati necessari alla sua predisposizione.
Molto spesso, in passato, alcuni tecnici si sono lamentati di pratiche scorrette da parte di loro colleghi che rilasciavano APE basandosi semplicemente su piante catastali degli immobili, senza effettuare sopralluogo o verifica alcuna.
Con le nuove regole ciò non sarà più consentito.
Il tecnico deve effettuare almeno un sopralluogo e deve reperire e verificare tutti i dati relativi a involucri verticali, stratigrafie, infissi, impianti, etc.

Monitoraggio e controllo degli APE emessi
Le nuove linee guida prevedono (art. 5) che le Regioni e le Province autonome, al fine dell’effettuazione dei controlli, adottino piani e procedure per il controllo di almeno il 2% degli APE depositati territorialmente in ogni anno solare.
I controlli sono prioritariamente orientati alle classi energetiche più efficienti e comprendono tipicamente:
•l’accertamento documentale degli APE, ivi inclusa la verifica del rispetto delle procedure di cui alle Linee guida
•le valutazioni di congruità e coerenza dei dati di progetto o di diagnosi con la procedura di calcolo e i risultati espressi
•le ispezioni delle opere o dell’edificio

Sanzioni previste
Per quanto riguarda le sanzioni per il certificatore energetico, il decreto richiama esplicitamente l’articolo 15 del D. Lgs. 192/2005, che prevede:
•una sanzione a carico del certificatore da 700 a 4.200 euro per APE non corretto
•una sanzione a carico del direttore dei lavori da 1.000 a 6.000 euro per la mancata presentazione dell’APE al Comune
•una sanzione a carico del costruttore o del proprietario da 3.000 a 18.000 euro in caso di mancata redazione dell’APE per edifici nuovi, ristrutturati, messi in vendita o in affitto


Certificazione energetica degli edifici, pubblicati in Gazzetta i nuovi decreti attuativi

Sulla Gazzetta ufficiale n. 162 del 15 luglio 2015 sono stati pubblicati i nuovi decreti per la certificazione energetica edifici.

I decreti sono:
1. Decreto requisiti minimi: “applicazione delle metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche e definizione delle prescrizioni e dei requisiti minimi degli edifici“

2. Decreto relazione legge 10: “schemi e modalità di riferimento per la compilazione della relazione tecnica di progetto ai fini dell’applicazione delle prescrizioni e dei requisiti minimi di prestazione energetica negli edifici“

3. Decreto nuove linee guida APE: “Adeguamento del decreto del Ministro dello sviluppo economico, 26 giugno 2009 – Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici“

Decreto requisiti minimi
Il decreto requisiti minimi definisce le nuove modalità di calcolo della prestazione energetica e i nuovi requisiti minimi di efficienza per i nuovi edifici e quelli sottoposti a ristrutturazione.

Decreto relazione tecnica legge 10
Il decreto relazione tecnica definisce gli schemi di relazione tecnica di progetto, adeguandoli al nuovo quadro normativo, in funzione delle diverse tipologie di opere: nuove costruzioni, ristrutturazioni importanti, riqualificazioni energetiche.

Decreto nuove linee guida APE 2015

Il decreto linee guida definisce le nuove regole per la redazione dell’APE (attestato di prestazione energetica). Il nuovo modello di APE sarà valido su tutto il territorio nazionale e, insieme ad un nuovo schema di annuncio commerciale e al database nazionale dei certificati energetici (SIAPE), offrirà al cittadino, alle Amministrazioni e agli operatori informazioni semplici e chiare sull’efficienza dell’edificio e degli impianti, consentendone un confronto della qualità energetica di unità immobiliari differenti e orientando il mercato verso edifici con migliore qualità energetica.

I decreti entreranno in vigore il 1° ottobre 2015.

In allegato si propone il testo completo dei 3 decreti comprensivi di tutti i rispettivi allegati.

Clicca qui per scaricare il decreto requisiti minimi pubblicato in Gazzetta ufficiale
Clicca qui per scaricare il decreto relazione legge 10 pubblicato in Gazzetta ufficiale
Clicca qui per scaricare il decreto linee guida pubblicato in Gazzetta ufficiale


Enea, 3 nuovi esempi di calcolo semplificato per la determinazione del risparmio di energia primaria

L’Enea ha recentemente pubblicato 3 nuovi esempi di calcolo semplificato al fine di ottenere un risparmio annuo dell’energia primaria.

Gli esempi riguardano l’installazione di:
- una caldaia a condensazione unifamiliare a 4 stelle;
- pompa di calore elettrica per la produzione di acqua calda sanitaria;
- pompa di calore elettrica ad aria esterna.

Si ripropone brevemente i 3 esempi predisposti dall’Enea e i risultati ottenuti.

Esempio -1
Determinazione del risparmio di energia primaria ottenuto attraverso la sostituzione di un generatore di calore standard con l’installazione di una nuova caldaia a condensazione, alimentata a gas naturale a servizio di un appartamento inferiore ai 100 mq.
Attraverso il metodo di valutazione standardizzato (metodologia adottata dall'AEEG per l'applicazione dei decreti ministeriali per l'efficienza energetica 20 luglio 2004) viene riportato in tabella il valore del risparmio specifico ottenuto dopo l’intervento di sostituzione, in relazione al tipo di utilizzo (riscaldamento o riscaldamento+acs) e alla località di installazione (zona climatica di appartenenza: A, B, C, D, E, F).
Ecco alcuni esempi di risparmio:
- in zona climatica B (Palermo) con il solo riscaldamento il risparmio annuo è di 163 kWh;
- in zona climatica D (Roma) con il solo riscaldamento il risparmio annuo è di 489 kWh, con riscaldamento e acs è di 780 kWh;
- in zona climatica E (Bolzano), invece, il risparmio con riscaldamento e acs è di 1070 kWh.

Esempio -2
Determinazione del risparmio di energia primaria ottenuto attraverso la sostituzione di un generatore di calore standard con pompa di calore elettrica per generazione di acqua calda sanitaria.
Vengono, anche in questo caso, riportati in tabella i valori del risparmio in relazione alle zone climatiche (A, B, C, D, E) e al COP dell’apparecchio.
Ecco alcuni esempi di risparmio:
- con COPN di 3,5 il risparmio in zona A/B è di 1290 kWh;
- con COPN di 2,9 il risparmio in zona D è di 1069 kWh;
- con COPN di 2,5 il risparmio in zona E è di 790 kWh.

Esempio -3
Determinazione del risparmio di energia primaria ottenuto con la sostituzione di un generatore di calore standard con pompa di calore elettrica ad aria esterna, al servizio di un’unità immobiliare al di sotto dei 100 m².
In questo esempio il risparmio è dato in relazione sempre alla zona climatica (A, B, C, D) e al rapporto S/V(m-1).
Ad esempio:
- in zona A/B con 0,2 S/V[m-1] il risparmio è di 244 kWh
- in zona C con 0,5 S/V[m-1] il risparmio è di 1069 kWh
- in zona D con 0,9 S/V[m-1] il risparmio è di 2627 kWh

Per ciascuno dei 3 esempi vengono, inoltre, riportate le norme tecniche da rispettare.

Clicca qui per scaricare i 3 esempi di calcolo Enea sul risparmio di energia



Arrivano le nuove regole per il Conto Termico

Il Decreto 28 dicembre 2012 ha definito le modalità per gli incentivi relativi al Conto Termico che mira a incentivare gli interventi per il miglioramento dell’efficienza energetica su edifici esistenti, come ad esempio:
- isolamento termico pareti;
- sostituzione finestre;
- installazione di sistemi di schermatura e ombreggiamento;
- installazione caldaie a condensazione;
- installazione di pannelli solari termici;
- installazione di pompe di calore;
- installazione caldaie a biomassa.

Le recenti disposizioni normative introdotte dallo Sblocca Italia (D. L. 212/2014), prevedono una semplificazione delle procedure del Conto Termico, al fine di favorire il massimo accesso alle risorse per imprese, famiglie e soggetti pubblici.
Il Ministero dello sviluppo economico, di concerto con il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, ha avviato una consultazione pubblica sulle misure da adottare per favorire il massimo accesso agli incentivi del “Conto Termico” per imprese, famiglie e pubblica amministrazione.

Il documento illustra le misure che il Ministero dello sviluppo economico, intende attuare per semplificare e potenziare l’efficacia dello strumento di incentivazione, tenendo presente le criticità emerse nei primi 16 mesi di attuazione dello schema di Conto Termico e in attuazione a quanto disposto dal D.L. 212/2014.

Le misure di semplificazione portate in consultazione riguardano:
- le modalità di accesso, cioè i Registri e le procedure di compilazione della scheda-domanda;
- l’accesso agli incentivi per gli interventi di sostituzione di impianti di riscaldamento con caldaie a biomasse e di installazione di collettori solari termici;
- l’ampliamento delle modalità di pagamento attualmente previste per attestare le spese sostenute.

Il documento sarà in consultazione pubblica fino al 28 febbraio 2015. Tutti i soggetti interessati a partecipare possono trasmettere commenti e contributi all’indirizzo e-mail: contotermico@mise.gov.it.

Clicca qui per scaricare il documento sul Conto Termico



La nuova guida dell’Agenzia delle Entrate sulle agevolazioni per il risparmio energetico

In seguito ai recenti aggiornamenti legislativi su detrazioni fiscali e risparmio energetico (proroga detrazione del 65%, estensione dell’agevolazione ad altri interventi, aumento della ritenuta d’acconto sui bonifici, ecc. previsti dalla Legge Stabilità 2015), l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la nuova guida aggiornata a gennaio 2015.


Ricordiamo che l’agevolazione fiscale per la riqualificazione energetica consiste in una detrazione Irpef o Ires pari al 65% della spesa sostenuta (a tutto il 2015) da spalmare in 10 anni ed è concessa quando si eseguono interventi che aumentano il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti.
Il limite massimo di spesa varia in base alla tipologia di intervento realizzato:
- 100.000 euro per la riqualificazione energetica di edifici esistenti;
- 60.000 euro per interventi sull’involucro dell’edificio (per esempio, pareti, finestre, compresi gli infissi, su edifici esistenti);
- 60.000 euro per l’installazione di pannelli solari;
- 30.000 euro per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale;
- 60.000 euro per l’acquisto e posa in opera delle schermature solari elencate nell’allegato M del D.Lgs. 311/2006 (solo per l’anno 2015);
- 30.000 euro per l’acquisto e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili (solo per l’anno 2015).

Clicca qui per scaricare la guida Agevolazioni fiscali per il risparmio energetico


APE, Attestato di Prestazione Energetica: un utile vademecum per tecnici e cittadini

L’APE (Attestato di Prestazione Energetica) è un documento che descrive la prestazione energetica globale dell’edificio valutando le perdite di calore legate alle caratteristiche dell’involucro (pareti, solai, serramenti) e l’efficienza con cui gli impianti (climatizzazione, produzione di acqua calda sanitaria e illuminazione nel terziario) producono e gestiscono l’energia per il benessere abitativo.

Sull’attestato sono riportati diversi indici, tra cui EPi, Epe, etc. Il parametro più sintetico è la classe energetica che viene assegnata su una scala che va dalla “A+” degli immobili più efficienti alla “G” per quelli più energivori.
Sull’attestato sono inoltre riportate le raccomandazioni per migliorare le prestazioni dell’immobile (es. realizzazione cappotto, sostituzione infissi, sostituzione caldaia, etc.) con conseguente riduzione dei consumi e il relativo periodo di ritorno dell’investimento.

In questo articolo si propone un utile documento, a cura dalla Regione Piemonte, che illustra in maniera semplice e comprensibile anche ai meno esperti tutti gli aspetti relativi all’APE.

Il documento, pur facendo riferimento all’APE Regione Piemonte, è di grande utilità per tutti i tecnici italiani e anche per i non addetti ai lavori.

Il documento analizza i seguenti punti:
- generalità sull’APE
- a chi è rivolto
- la qualità dell’attestato
- come si legge
- un esempio pratico
- chi lo redige
- quanto dura
- quando serve
- come cambierà

Clicca qui per scaricare il vademecum sull’APE Regione Piemonte



Efficienza energetica degli edifici, prende il via la cabina di regia. Ecco come funzionerà

Il D.Lgs. 102/2014 di attuazione della Direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica ha istituito la cabina di regia per la predisposizione di un programma di miglioramento della prestazione energetica degli immobili della PA centrale e la creazione di un programma normativo omogeneo sul territorio nazionale.

Il Ministero dello sviluppo economico e dell’ambiente ha emanato al riguardo il Decreto 9 gennaio 2015 che disciplina il funzionamento della cabina di regia.
Nel dettaglio il provvedimento contiene:
- finalità e ambito di intervento della cabina di regia;
- funzioni della cabina di regia;
- composizione della cabina di regia;
- modalità di funzionamento della cabina di regia.

Entrando nello specifico delle funzioni della cabina di regia, i suoi compiti sono:
- promuovere l’attuazione coordinata del piano di interventi di medio-lungo termine per il miglioramento della prestazione energetica degli immobili;
- contribuire alla definizione del programma per la riqualificazione energetica degli edifici della Pubblica Amministrazione centrale;
- assicurare il coordinamento delle misure per l’efficienza energetica attivate attraverso il Fondo nazionale per l’efficienza energetica;
- coordinare interventi di formazione, di supporto alla predisposizione dei progetti e di pubblicità dei risultati;
- favorire sinergie con le Regioni per lo sviluppo omogeneo dell’efficienza energetica degli edifici su tutto il territorio nazionale;
- sostenere occasioni di dialogo con gli operatori del settore e con le istituzioni bancarie e finanziarie al fine di stimolare il mercato dei servizi energetici;
- formulare proposte ai Ministri responsabili per migliorare l’efficacia delle misure per la promozione dell’efficienza energetica;
- riferire almeno 2 volte l’anno sulle politiche per l’efficienza energetica al Ministro dello sviluppo economico e al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio, con ipotesi di ulteriore promozione e sviluppo coordinato delle politiche di settore.

Clicca qui per scaricare il D.M. 9 gennaio 2015



Ecobonus 65% nel 2015, quali sono le novità in materia di efficienza energetica per privati, imprese e Pubblica Amministrazione? La Guida Enea 2015

L’Enea ha pubblicato la “Guida all’efficienza per il 2015”, contenente le principali novità introdotte dalla Legge di Stabilità e dal D.Lgs. 102/2014 in tema di efficienza energetica.

La pubblicazione informa i consumatori su cosa cambia nel 2015 sul fronte delle detrazioni fiscali per i lavori di riqualificazione energetica (ecobonus 65%) e sulle scadenze e gli obblighi in tema di razionalizzazione energetica.

Ecco le principali novità introdotte dalla Legge di Stabilità 2015:
- estensione dell’ecobonus 65% per le spese sostenute nel 2015 per l’acquisto e posa in opera delle schermature solari, tende esterne, chiusure oscuranti, dispositivi di protezione solare in combinazione con vetrate. L’importo massimo detraibile è di 60.000 euro;
- estensione dell’ecobonus 65% per le spese sostenute nel 2015 per l’acquisto e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili. L’importo massimo detraibile è di 30.000 euro;
- proroga a tutto il 2015 delle detrazioni del 50% per le ristrutturazioni e del 65% per gli interventi di efficienza energetica;
- proroga a tutto il 2015 delle detrazioni del 65% per le spese destinate agli interventi antisismici e di messa in sicurezza statica.

Queste, invece, le novità introdotte dal
Decreto 102/2014 sull’efficienza energetica:
- attuazione di un programma di intervento per il miglioramento della prestazione energetica degli immobili della PA centrale, a partire dal 2014 e fino al 2020;
- obbligo per le grandi imprese di effettuare diagnosi energetica entro il 5 dicembre 2015, con periodicità di 4 anni;
- adeguamento ai contatori intelligenti per favorire una più efficace misura dei consumi di elettricità, gas, teleriscaldamento, teleraffrescamento e acqua calda;
- istituzione di un fondo destinato a sostenere il finanziamento di interventi di efficientamento realizzati anche mediante le ESCO;
- predisposizione da parte di Enea di un programma triennale di informazione e formazione sull’efficienza energetica rivolto a PMI, dipendenti pubblici, famiglie, studenti e istituti bancari, da sottoporre al MiSE.

In allegato il quadro sinottico predisposto da Enea relativo al D.Lgs. 102/2014 contenente gli obblighi, i soggetti obbligati, i destinatari finali e le relative scadenze.

Clicca qui per scaricare la Guida all’efficienza per il 2015



Ecco un utile vademecum sugli impianti termici, sulla manutenzione e controlli periodici

La Regione Piemonte ha pubblicato un utile vademecum sugli impianti termici, rivolto soprattutto ai meno esperti, che illustra in maniera molto semplice le tipologie di impianti e tutti gli obblighi previsti dalla normativa.

L’opuscolo fornisce una risposta alle seguenti domande:
- che cos’è un impianto termico?
- chi è il responsabile dell’impianto?
- quale temperatura occorre mantenere all’interno di un edificio?
- in quale periodo dell’anno si può accendere il riscaldamento?
- in cosa consiste la manutenzione di un impianto?
- che cosa è il libretto di impianto?
- che cosa è il catasto degli impianti termici?

Inoltre, è riportata una pratica tabella con la periodicità dei controlli da effettuare in funzione della tipologia dell’impianto, dell’alimentazione e della potenza termica.

Clicca qui per scaricare il vademecum sugli impianti termici



Violazioni in materia di certificazione energetica, le nuove indicazioni dell’Agenzia delle Entrate

Chi paga la multa per non aver allegato l’APE (Attestato di Prestazione Energetica) ai contratti di compravendita o affitto degli immobili non è esentato dall’obbligo di presentarlo.

Il chiarimento arriva direttamente dall’Agenzia delle Entrate (Circolare 31/E 2014 relativa alle novità contenute nel Decreto sulle semplificazioni fiscali).
Inoltre, sulla base di apposite intese con il Ministero dello sviluppo economico, l’Agenzia delle Entrate individuerà, tra le informazioni acquisite con la registrazione dei contratti, quelle rilevanti ai fini del procedimento sanzionatorio e le trasmetterà al Ministero per l’accertamento e la contestazione della violazione.
Si ricorda che, in base alla normativa vigente, nei contratti di compravendita immobiliare, negli atti di trasferimento di immobili a titolo oneroso o nei nuovi contratti di locazione di edifici o di singole unità immobiliari soggetti a registrazione, deve essere inserita una clausola con la quale l’acquirente o il conduttore dichiarano di aver ricevuto l’APE.

Clicca qui per scaricare la Circolare 31/E 2014



Detrazioni fiscali, quanto vale il bonus del 50% e del 65% scontato ad oggi? Tutto quello che c’è da sapere sulle detrazioni nello studio del CNA

Le detrazioni fiscali previste per le spese di ristrutturazione e riqualificazione energetica degli edifici hanno consentito la ripresa del settore edile e la riqualificazione urbana ed energetica del settore immobiliare italiano, offrendo, anche un utile strumento di contrasto all’evasione fiscale.

Nel 2013 famiglie ed imprese hanno investito 30,4 miliardi di euro in interventi di ristrutturazione edilizia e di riqualificazione energetica degli immobili, facendo registrare un incremento del 56,4% rispetto al 2012 e del 90,3% rispetto al 2011.

Questo quanto emerso da uno studio pubblicato dal CNA (Confederazione nazionale dell’artigianato), con l’obiettivo di mettere in evidenza i reali vantaggi del meccanismo delle agevolazioni fiscali per contribuenti, imprese e qualità edilizia.

Lo studio prova a scontare all’attualità le detrazioni fiscali del 50% e del 65% e del 36% spalmate nel tempo, considerando alcuni fattori finanziari (quali tasso di sconto rapportato al tasso di interesse mediamente applicato dalle banche e dalle società finanziarie sui mutui per la ristrutturazione di abitazioni) e ricavando il beneficio effettivo riconosciuto al momento del sostenimento della spesa (detrazione attualizzata).

Pertanto usufruire oggi di una detrazione del 50% equivale ad avere uno sconto immediato del 39,56% dell’importo totale speso; usufruire, invece della detrazione del 65% corrisponde ad uno sconto immediato del 51,43%.

Il documento contiene, inoltre:
- andamento delle spese sostenute da cittadini ed imprese tra gennaio 2011 e luglio 2014
- analisi dell’andamento delle spese sostenute da famiglie ed imprese negli anni, sulla base delle misure delle detrazioni previste
- i benefici che comporterebbe la stabilizzazione delle detrazioni
- appendice tecnica (analisi schematica delle proroghe e delle discipline emanate nel tempo)
- appendice statistica, con analisi delle spese sostenute dal 2011 al 2014

Clicca qui per scaricare lo studio del CNA sulle detrazioni fiscali


La guida alle case efficienti con aspetti tecnici, indicazioni normative e incentivi fiscali

La Provincia di Torino ha pubblicato “L’energia di casa mia”, un interessante opuscolo con una serie di informazioni sulle tecnologie costruttive sulle case ad alta efficienza energetica e sugli impianti.

La guida fornisce informazioni su come intervenire sugli elementi costruttivi degli edifici per ridurre la dispersione del calore, come scegliere il miglior impianto di riscaldamento, come individuare la fonte energetica rinnovabile più confacente alle proprie esigenze.
Gli argomenti trattati sono:
- facciate
- finestre
- coperture
- solai e pavimenti
- impianti di riscaldamento
- impianti a fonte rinnovabile

Sono presenti, inoltre, informazioni su costi e incentivi fiscali.

Il documento è certamente utile ai tecnici che possono utilizzarlo come materiale informativo per sensibilizzare i propri clienti.

Clicca qui per scaricare la guida “L’energia di casa mia”


“Spalma incentivi”, nuove percentuali di rimodulazione a partire dal primo gennaio 2015

Con il Decreto del 17 ottobre 2014 il Ministero dello Sviluppo Economico definisce le modalità per la rimodulazione degli incentivi per l'energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici (in attuazione della Legge 116/2014 di conversione del D.L. 91/2014).
Il provvedimento dispone che a decorrere dal primo gennaio 2015, gli incentivi spettanti agli impianti fotovoltaici di potenza nominale superiore a 200 kW siano rimodulati.

Al fine di agevolare il calcolo dell'incentivo rimodulato, il GSE ha pubblicato le tabelle dei fattori moltiplicativi da applicare ai previgenti incentivi in funzione del periodo residuo di diritto.

Clicca qui per scaricare il Decreto 17 ottobre 2014
Clicca qui per scaricare la tabella GSE per il calcolo dell’incentivo rimodulato


E’ necessario allegare l’APE nelle aste immobiliari? Arrivano i chiarimenti dal Notariato

Nel caso di immobili venduti all’asta non è necessario l’attestato di prestazione energetica.
E’ quanto si deduce dal nuovo studio n. 263-2014/C del Notariato avente ad oggetto “Vendita forzata e attestato di prestazione energetica”.

Nello studio si affronta il problema della estensione alle vendite coattive della normativa sulla qualità energetica degli immobili.
Lo studio evidenzia che né nell’originaria formulazione dell’art. 6 del D.Lgs. 192/2005 né nelle riformulazioni successive risulta la volontà del legislatore di estendere le regole sull’attestato energetico anche alle vendite forzate attuate a mezzo di decreto di trasferimento giudiziale.
La normativa di settore, infatti, fa riferimento a clausole con le dichiarazioni dell’acquirente e richiama espressamente il contratto. Nulla di tutto ciò si riscontra nelle vendite forzate.
Inoltre, sarebbe impraticabile applicare le sanzioni previste per la mancata dichiarazione e allegazione agli acquirenti all’asta, che non possono ritenersi in alcun modo responsabili del contenuto del decreto del giudice con cui viene effettuato il trasferimento.

In ogni caso, prosegue lo studio dei notai, anche se si ritenesse applicabile al trasferimento in ambito giudiziale coattivo la normativa in tema di dotazione e di allegazione di APE, le eventuali violazioni non potrebbero, comunque, mai determinare l’applicabilità delle sanzioni amministrative.

Clicca qui per scaricare lo Studio del Notariato 263-2014


Il Decreto sull’efficienza energetica è legge. Previsti anche bonus volumetrici

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legislativo 4 luglio 2014, n. 102 di recepimento della Direttiva 2012/27/UE, che detta misure per la promozione e il miglioramento dell’efficienza energetica e stanzia 800 milioni di euro.
Tuttavia, nel testo pubblicato in Gazzetta mancano gli Allegati, parti integranti del decreto. Si attende una rettifica.

Ecco alcuni dei punti salienti.

Riqualificazione
L’ENEA predisporrà ogni 3 anni una proposta per la riqualificazione energetica degli edifici residenziali e commerciali, sia pubblici che privati, anche per aumentare il numero di Edifici a Energia Quasi Zero di cui al D.Lgs. 192/2005.

Immobili pubblici
Entro il 2020 si dovrà procedere alla riqualificazione energetica di almeno il 3% della superficie coperta utile climatizzata degli edifici di proprietà della pubblica amministrazione centrale.
L’obbligo vale per gli edifici superiori a 500 m² e dal 9 luglio 2015 per quelli superiori a 250 m².
Sono esclusi alcuni immobili vincolati, gli immobili destinati alla difesa e i luoghi di culto.

Diagnosi energetiche
Le grandi aziende e le imprese ‘energivore’, dal 5 dicembre 2015 saranno tenute a eseguire diagnosi energetiche periodiche, per individuare gli interventi più efficaci per ridurre i consumi di energia.

Linee guida
Entro 180 giorni dall’entrata in vigore del D.Lgs. saranno emanate le linee guida ministeriali per semplificare e armonizzare le procedure autorizzative per l’installazione in ambito residenziale e terziario di impianti o dispositivi tecnologici per l’efficienza energetica e per lo sfruttamento delle fonti rinnovabili.

Bonus volumetrici
Per gli immobili di nuova costruzione che raggiungano una riduzione minima del 20% dell’indice di prestazione energetica, lo spessore di murature e solai, eccedente i 30 centimetri, fino ad un massimo di ulteriori 30 centimetri per tutte le strutture che racchiudono il volume riscaldato, e fino ad un massimo di 15 cm per quelli orizzontali intermedi, non sono considerati nei computi per la determinazione dei volumi, delle altezze, delle superfici e nei rapporti di copertura.
I bonus volumetrici valgono come deroga alle distanze minime e si applicano, in misura differente, agli edifici esistenti sottoposti ad interventi di riqualificazione energetica.

Fumi di scarico delle caldaie
Previste novità in materia di evacuazione dei fumi di scarico degli impianti termici, con l’aumento dei casi in cui è possibile scaricare a parete.

Clicca qui per scaricare il D. Lgs. 102/2014


La pompa di calore connessa alla caldaia può usufruire della detrazione del 65%?

L’utilizzo della pompa di calore è sempre più diffuso grazie al notevole miglioramento delle prestazioni energetiche che offre e alle detrazioni che si possono ottenere in caso di intervento di efficientamento energetico.
Ricordiamo che il D.L. 63/2013 ha reintrodotto la possibilità di usufruire della detrazione del 65 % in merito alle spese di sostituzione per:
- impianti di riscaldamento con pompe di calore ad alta efficienza e con impianti geotermici a bassa entalpia
- scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria

Circa gli interventi detraibili sono stati richiesti nuovi chiarimenti sulle pompe di calore all’Enea, che ha provveduto ad aggiornare le proprie FAQ.
In particolare, con la FAQ n. 74, viene chiesto se l’installazione di un nuovo sistema di climatizzazione invernale (in cui è previsto in un unico contenitore sia la caldaia a condensazione che una pompa di calore di piccola potenza) sia comunque compatibile con la detrazione fiscale.
La risposta è positiva: la pompa di calore, nella configurazione connessa e integrata alla caldaia, rientra tra le apparecchiature elettriche ed elettroniche agevolabili ai sensi dell’art.3 del Decreto edifici.

Pertanto, l’intervento oggetto del quesito è compatibile con il sistema di detrazione fiscale per l’efficienza energetica.

Clicca qui per scaricare le FAQ Enea detrazioni 65%, aprile 2014


Conto Termico, le nuove regole applicative per ottenere gli incentivi

Il Conto Termico è stato istituito con il Decreto 28 dicembre 2012 che definisce le modalità per “l’incentivazione di produzione di energia termica da fonti rinnovabili ed interventi di efficienza energetica di piccole dimensioni” (V. articolo "Conto Termico: arrivano incentivi fino al 40% su solare termico, caldaie e infissi!").

Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) ha aggiornato le “Regole Applicative del D.M. 28 dicembre 2012” relative al Conto Termico.

L’aggiornamento riguarda:
- il contratto tra Soggetto Responsabile e GSE, in conformità al contratto tipo previsto dalla Deliberazione AEEG 25 luglio 2013 338/2013/R/efr;
- la documentazione contabile attestante i costi sostenuti ai fini dell’ammissione agli incentivi;
- il contratto di rendimento energetico che l’Amministrazione Pubblica deve sottoscrivere;
- il contratto di prestazione/servizio energetico che il soggetto privato -che intenda avvalersi di una ESCO- deve sottoscrivere.

Vengono inoltre inseriti/aggionati i seguenti allegati:
- Allegato 3 - “Fac-simile richiesta concessione degli incentivi (accesso diretto)”
-Allegato 10 - “Fac-simile contratto”
-Allegato 11 - “Modello autorizzazione del proprietario (accesso diretto)"
- Allegato 12 - “Sintesi della documentazione per la richiesta dell’incentivo (accesso diretto)”
- Allegato 13 - “Modello dichiarazione di rispondenza del contratto ai requisiti del contratto di servizio energia o di servizio energia Plus/contratto di rendimento energetico (EPC) e delle spese sostenute (accesso diretto/a preventivo)”
- Allegato 14 - “Modello di dichiarazione delle spese sostenute in presenza di una convenzione servizio energia con Consip o con centrale di acquisti regionale (accesso a preventivo)”
- Allegato 15 - “Modello di asseverazione dell’intervento”

Clicca qui per scaricare le nuove Regole applicative sul Conto Termico


Certificazione energetica degli edifici: ecco le nuove regole e i requisiti che dovranno possedere i certificatori!

Il Consiglio dei Ministri sta per discutere lo schema di D.P.R. di attuazione di quanto previsto dall’art. 4, comma 1, lettera c) del D.Lgs. 192/2005 che recepisce la Direttiva 2002/91/CE.

Lo schema di DPR contiene i requisiti professionali e i criteri di accreditamento dei certificatori energetici.
In particolare, prevede che possono essere riconosciuti come soggetti certificatori:
- i tecnici abilitati, sia dipendenti di enti pubblici o di società di servizi pubbliche o private che liberi professionisti, in possesso di almeno uno dei seguenti titoli: laurea in architettura, ingegneria, agraria, scienze forestali, diploma di perito industriale, geometra, perito agrario;
- gli Enti pubblici e gli organismi di diritto pubblico operanti nel settore dell'energia e dell'edilizia, che esplicano l'attività con un tecnico, o con un gruppo di tecnici abilitati, in organico;
- gli organismi pubblici e privati qualificati a effettuare attività di ispezione nel settore delle costruzioni edili, opere di ingegneria civile in generale e impiantistica connessa, accreditati presso l'organismo nazionale italiano di accreditamento o altro soggetto equivalente in ambito europeo;
- le società di servizi energetici (ESCO).

I tecnici dovranno frequentare specifici corsi di formazione per la certificazione energetica degli edifici della durata minima di 64 ore. Tali corsi saranno tenuti, a livello nazionale, da Università, Enti di ricerca, Ordini e Collegi professionali autorizzati dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti; a livello regionale, i corsi saranno svolti dalle Regioni e Province autonome e da altri soggetti autorizzati dalle Regioni.
L’allegato al Regolamento definisce i contenuti minimi del corso di formazione.
Infine, viene ricordato che l'attestato di certificazione energetica assume la valenza di atto pubblico, ai sensi dell'articolo 481 del codice penale con responsabilità diretta del tecnico abilitato che sottoscrive il documento.

Clicca qui per scaricare lo schema di DPR sui requisiti per i certifictori energetici
Clicca qui per scaricare l'Allegato 1



Certificazione energetica degli edifici: ecco come cambiano le Linee Guida nazionali

Il 13 dicembre scorso è stato pubblicato il Decreto Ministeriale del 22 novembre 2012 che introduce alcune modifiche alle Linee Guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici (D.M. 26 giugno 2009).
In particolare, il decreto elimina la possibilità per i proprietari di determinati immobili di optare per l’autocertificazione della classe energetica più bassa (autocertificazione di classe G), come richiesto dalla Commissione Europea.

Inoltre, il Decreto all’articolo 2, che sostituisce il paragrafo 2 dell'Allegato A del D.M. 26 giugno 2009, elenca in maniera dettagliata la casistica degli edifici esentati dalla certificazione energetica, escludendo dagli obblighi solo quegli edifici per cui risulta tecnicamente non possibile o non significativo procedere alla certificazione energetica. In particolare vengono esclusi, a meno delle porzioni eventualmente adibite a uffici e assimilabili, box, cantine, autorimesse, parcheggi multipiano, depositi, strutture stagionali a protezione degli impianti sportivi, ruderi, etc.

Clicca qui per scaricare il D.M. 22 novembre 2012

Clicca qui per scaricare il D.M. 26 giugno 2009



Pubblicata sulla Gazzetta la nuova Direttiva Europea 2012/27/UE sull’efficienza energetica

Sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea L 315 del 14 novembre è stata pubblicata la Direttiva 2012/27/UE sull’Efficienza Energetica che entrerà in vigore il 4 dicembre 2012 e sarà recepita dagli Stati membri entro il 5 giugno 2014.
Essa stabilisce una serie di misure comuni per l’efficienza energetica nell’Unione al fine di garantire il raggiungimento dell’obiettivo principale di un risparmio dei consumi di energia primaria del 20 % entro il 2020 e di gettare le basi per ulteriori miglioramenti oltre tale data.
La Direttiva prevede che gli Stati membri, quindi anche l’Italia, dovranno:
- fissare obiettivi nazionali indicativi di efficienza energetica;
- prevedere una strategia a lungo termine per mobilitare investimenti nella ristrutturazione degli edifici residenziali e commerciali, sia pubblici che privati;
- adottare misure per promuovere "la disponibilità, per tutti i clienti finali, di audit energetici di elevata qualità, efficaci in rapporto ai costi";
- garantire che le imprese di grandi dimensioni siano soggette a un audit energetico svolto in maniera indipendente ed efficiente da esperti qualificati e/o accreditati.

Clicca qui per scaricare la Direttiva europea 2012/27/UE sull’efficienza energetica


La guida ai possibili interventi sulla casa per aumentare l’efficienza energetica

Aumenta sempre più la domanda di edifici a basso consumo di energia, capaci di garantire il benessere termico sia in estate che in inverno, senza ricorrere a sistemi convenzionali quali i termosifoni o i condizionatori.

Cresce anche l’attenzione verso le fonti energetiche “pulite”, quelle che sfruttano risorse quali il sole, l’aria, l’acqua piovana e non inquinano l’ambiente.
L’ordine degli Architetti di Salerno ha pubblicato un opuscolo che guida il tecnico e il committente finale ai possibili interventi edilizi sulle coperture, sulle pareti esterne e sui serramenti, finalizzati a riqualificare la casa, ottenendo un incremento del suo valore di mercato ed una sensibile riduzione dei consumi energetici.

Il documento spiega in maniera semplice come in pochi anni, grazie al risparmio sulle bollette, è possibile recuperare le somme investite, contribuendo anche a migliorare la qualità dell’aria che respiriamo.
La pubblicazione è riferita alla casa, ma le tecniche di intervento sono le stesse anche per le scuole, per gli uffici, per le biblioteche, per i centri sociali e così via.

Clicca qui per scaricare l’opuscolo sugli interventi di efficienza energetica degli architetti di Salerno



Arriva il Conto Energia termico. Incentivi per privati, imprese e pubbliche amministrazioni

Il Ministero dello Sviluppo Economico, di concerto col Ministero dell'Ambiente e delle Politiche Agricole, ha varato uno schema di decreto sugli incentivi per impianti termici alimentati da fonti rinnovabili e per interventi di riqualificazione energetica.
I cittadini e le imprese potranno usufruire di incentivi pari mediamente al 40% dell’investimento e che saranno erogati in 2 anni (5 anni per gli interventi più onerosi).

Il nuovo sistema incentivante prevede una differenziazione a seconda del soggetto richiedente:
- per le Pubbliche Amministrazioni è previsto un tetto massimo incentivabile di 200 milioni di euro;
- per i privati è previsto il limite di 700 milioni di euro.

Gli interventi realizzati su edifici esistenti incentivabili sono i seguenti:
- isolamento termico di superfici opache delimitanti il volume climatizzato;
- sostituzione di chiusure trasparenti comprensive di infissi delimitanti il volume climatizzato;
- sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti di climatizzazione invernale utilizzanti generatori di calore a condensazione;
- installazione di sistemi di schermatura e/o ombreggiamento di chiusure trasparenti con esposizione da S-SE a S-SO, fissi o mobili, non trasportabili.

In riferimento alla produzione di energia termica da fonti rinnovabili, sono incentivabili i seguenti interventi di piccole dimensioni:
- sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti di climatizzazione invernale utilizzanti pompe di calore - elettriche o a gas, anche geotermiche;
- sostituzione di impianti di climatizzazione invernale o di riscaldamento delle serre esistenti con impianti di climatizzazione invernale dotati di generatore di calore alimentato a biomassa;
- installazione di collettori solari termici, anche abbinati a sistemi di solar cooling;
- sostituzione di scaldacqua elettrici con scaldacqua a pompa di calore.

Al decreto è allegato un esempio applicativo con la determinazione degli incentivi spettanti all’installazione di:
- pompa di calore
- stufa a pellet
- impianto solare termico

Clicca qui per scaricare lo schema di decreto con gli incentivi per solare termico

Clicca qui per scaricare l’esempio di determinazione degli incentivi



Modalità di incentivazione delle rinnovabili elettriche non fotovoltaiche: dal GSE la guida con le procedure applicative via web.

Il Decreto Ministeriale del 6 luglio 2012 ha definito le nuove modalità di incentivazione della produzione di energia elettrica da impianti alimentati da fonti rinnovabili, diverse da quella solare fotovoltaica; incentivi applicabili agli impianti nuovi, integralmente ricostruiti, riattivati, oggetto di intervento di potenziamento o di rifacimento, che entrano in esercizio dal primo gennaio 2013.
A tal riguardo il GSE ha pubblicato la guida all’utilizzo dell’applicazione web al fine di gestire correttamente l’invio delle richieste di incentivazione delle rinnovabili elettriche non fotovoltaiche, con una potenza non inferiore a 1 kW.

Il documento, rivolto essenzialmente agli operatori elettrici, ai soggetti responsabili degli impianti a fonte rinnovabile e ai tecnici professionisti incaricati dagli stessi di gestire le richieste per loro conto, guida alla consultazione delle sette sezioni riguardanti:
- ambito di applicazione
- costo indicativo cumulato degli incentivi
- modalità di accesso agli incentivi
- tipologia di incentivi
- tariffe incentivanti
- come richiedere gli incentivi
- il contributo per le spese di istruttoria

Per ulteriori chiarimenti sulle procedure, i soggetti responsabili possono fare riferimento anche al documento di Regole Applicative pubblicato precedentemente dal GSE, che riproponiamo in allegato.

Clicca qui per scaricare la guida del GSE
Clicca qui per scaricare il D.M. del 6 luglio 2012
Clicca qui per scaricare le Procedure applicative del DM 6luglio 2012



Riqualificazione energetica e detrazione fiscale del 55%: arriva la nuova guida aggiornata dell’Agenzia delle Entrate.

L’agevolazione fiscale per la riqualificazione energetica consiste nel riconoscimento di detrazioni d’imposta pari al 55% delle spese sostenute per gli interventi che aumentano il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti.

Chi può fruire di queste detrazioni? A quali tipologie di lavori spettano queste agevolazioni? Cosa fare per ottenerle?
A queste domande risponde l’Agenzia delle Entrate con la nuova versione, aggiornata ad agosto 2012, della guida “Ristrutturazioni Edilizie: le agevolazioni fiscali”, in cui sono descritte le tipologie di intervento che usufruiscono della detrazione e gli adempimenti necessari per ottenerla.

Ricordiamo che le disposizioni che regolano la materia dei benefici fiscali per il risparmio energetico sono state più volte modificate e, di conseguenza, negli ultimi anni sono cambiate anche le procedure da seguire per poterne usufruire.
Inoltre, dal primo luglio 2013 l’agevolazione fiscale del 55% sarà sostituita con la detrazione fiscale del 36% prevista per le spese di ristrutturazioni edilizie che non avrà più scadenza.

La guida aggiornata dell’Agenzia delle Entrate è così strutturata:
- L’agevolazione per la riqualificazione energetica
- Gli interventi interessati all’agevolazione
- Tipologia di spesa e relativa detrazione
- Adempimenti necessari per ottenere la detrazione

Clicca qui per scaricare la guida sulla riqualificazione energetica e detrazioni, agosto 2012


Tutto ciò che occorre sapere sulla Certificazione Energetica: approfondimenti, metodologie di calcolo, chiarimenti e statistiche dal CTI

Il CTI (Comitato Termotecnico Italiano) ha presentato il “Rapporto 2012: Attuazione della Certificazione Energetica degli Edifici in Italia”.

Il Rapporto è lo strumento di verifica sullo stato di applicazione della certificazione energetica in Italia ed è fondamentale per la pianificazione delle attività future.
Il documento contiene una serie di informazioni interessanti riguardo alle procedure di certificazione energetica e una serie di chiarimenti sull’applicabilità delle norme tecniche.
In particolare, vengono illustrati in dettaglio:
- il quadro legislativo europeo, nazionale e regionale;
- le procedure di calcolo per la valutazione del fabbisogno di energia primaria;
- le metodologie per la determinazione della prestazione energetica e la classificazione degli edifici;
- le modalità di certificazione di edifici e di singoli appartamenti;
- i riferimenti e gli orientamenti per le Regioni che non hanno adottato regolamenti regionali;
- le norme adottate e le modalità applicative regione per regione.

Il documento, inoltre, effettua un’analisi delle norme tecniche, fornendo schemi e chiarimenti anche sulle UNI/TS 11300.
Si riporta di seguito, a titolo di curiosità, alcuni dati registrati fino al 31 dicembre 2011:
- gli Attestati di Certificazione Energetica rilasciati sono stati circa 2 milioni e mezzo;
- 10 regioni non hanno una legge quadro in materia;
- 4 regioni hanno un catasto energetico;
- 8 regioni hanno un elenco dei certificatori energetici;
- poche regioni hanno avviato le attività di controllo sugli ACE e previsto le relative sanzioni;
- solo in Lombardia è stato reso noto il numero di targhe energetiche installate.

Clicca qui per scaricare il Rapporto 2012 del CTI


Da Legambiente il Regolamento Edilizio Nazionale, con esempi concreti di edilizia sostenibile

Rendere più sostenibile l'edilizia italiana è possibile semplicemente “guardando e copiando bene” dai Comuni più virtuosi nell'innovazione energetica e ambientale.

E’ quanto sostiene Legambiente che invita tutte le amministrazioni comunali ad adottare un regolamento edilizio che contenga il meglio di tutti i regolamenti comunali italiani.

Al riguardo Legambiente ha pubblicato il Regolamento edilizio nazionale dell’edilizia sostenibile, che tratta i seguenti argomenti:
- isolamento termico;
- prestazione dei serramenti;
- integrazione delle fonti rinnovabili;
- utilizzo delle tecnologie per l'efficienza energetica e contabilizzazione individuale del calore;
- orientamento e schermatura degli edifici;
- materiali da costruzione;
- risparmio idrico e recupero delle acque meteoriche,
- isolamento acustico;
- permeabilità dei suoli;
- certificazione energetica.

Il documento è utile a tutti i tecnici e ai progettisti, in quanto propone spunti interessanti di edilizia sostenibile.

Clicca qui per scaricare il Regolamento Edilizio di Legambiente



Dai VV.F. la guida per l'installazione degli impianti fotovoltaici

Gli impianti fotovoltaici non rientrano fra le attività soggette ai controlli di prevenzione incendi.
Tuttavia, l'installazione di un impianto fotovoltaico, a seconda dei casi, potrebbe comportare un aggravio del preesistente livello di rischio di incendio dell'attività.
L’installazione di un impianto fotovoltaico a servizio di un’attività soggetta ai controlli di prevenzione incendi richiede gli adempimenti previsti dal nuovo regolamento antincendio (D.P.R. 151/2011).

I Vigili del Fuoco hanno pubblicato, con Lettera Circolare 1324/2012, la nuova guida per l’installazione degli impianti fotovoltaici nelle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi.
La guida, redatta da un gruppo di lavoro costituito da esperti del settore elettrico ed approvata dal C.C.T.S., recepisce i contenuti del D.P.R. 151/2011 e tiene conto delle varie problematiche emerse in sede periferica a seguito delle installazioni di impianti fotovoltaici.

Questa guida sostituisce quella emanata con nota prot. n. 5158 del 26 marzo 2010. La guida è così strutturata:
- Premessa
- Campo di applicazione
- Requisiti tecnici
- Documentazione
- Verifiche
- Segnaletica di sicurezza
- Salvaguardia operatori VV.F
- Impianti esistenti

Clicca qui per scaricare la guida dei VV.F. agli impianti fotovoltaici



Risparmio energetico con l'illuminazione: facciamo “luce” con il manualetto ENEA


Dai primi anni del 1900 fino ad oggi la lampadina ha fatto molta strada, modificando radicalmente abitudini e bisogni.
Oggi non sarebbe possibile compiere anche le azioni più comuni senza luce artificiale; basti pensare che circa l'80% di tutta l’energia elettrica che consumiamo nelle nostre case serve ad illuminare.
In questo articolo proponiamo un manualetto pubblicato dall'ENEA sul risparmio energetico ottenibile con l'illuminazione.

Il documento effettua dapprima una panoramica su
- lampade a incandescenza
- lampade alogene
- lampade fluorescenti
- lampade a LED
definendo i concetti principali e elencando pro e contro di ciascuna tipologia.

Sono anche presenti utili indicazioni su
- quali lampade scegliere
- dove e come illuminare
- consigli generali circa la sicurezza, il risparmio energetico e il rispetto dell’ambiente

Clicca qui per scaricare il manualetto ENEA sull’illuminazione



Linee Guida dell'AVCP per la realizzazione di impianti da fonti rinnovabili


L’AVCP (Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici) ha pubblicato le Linee Guida per l’affidamento della realizzazione di impianti fotovoltaici ed eolici, visto il crescente coinvolgimento degli enti locali nel mercato delle fonti rinnovabili.

Le linee guida hanno l’obiettivo di fornire indicazioni operative circa l’affidamento della realizzazione di impianti alimentati da energie rinnovabili da parte delle stazioni appaltanti, in particolare degli enti locali.

Le indicazioni fornite riguardano:
- il ruolo degli enti locali nel mercato liberalizzato delle fonti energetiche rinnovabili;
- la realizzazione di impianti su superfici appartenenti al demanio pubblico;
- la realizzazione di impianti per il soddisfacimento del fabbisogno dell’ente;
- l’inquadramento della realizzazione degli impianti ai sensi del Codice dei Contratti;
- la riqualificazione energetica degli edifici pubblici.

Le Linee Guida in oggetto sono frutto di procedura di consultazione pubblica degli operatori del settore e delle amministrazioni interessate.

Clicca qui per scaricare le Linee Guida dell’AVCP



Quarto Conto Energia: nessun incentivo senza il Certificato Antimafia!


Non sarà possibile accedere agli incentivi del Conto Energia se i richiedenti non presenteranno il Certificato Antimafia o la Dichiarazione di esenzione dall’obbligo.
Il GSE (Gestore dei Servizi Energetici) precisa che i soggetti che fanno richiesta di accesso agli incentivi previsti dal quarto Conto Energia sono tenuti a presentare il Certificato Antimafia.

Il certificato è rilasciato dalla Prefettura oppure dalla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura, della Provincia in cui risiede il richiedente e deve riportare la dicitura antimafia, ai fini di quanto previsto dall’art. 67 del D.Lgs. 159/2011 (Codice delle Leggi Antimafia).
Il certificato deve essere trasmesso al GSE in corso di validità (entro sei mesi dal loro rilascio).

Sono esenti dall’obbligo di presentazione del certificato antimafia:
- gli enti pubblici o società o impresa comunque controllata dallo Stato o da altro ente pubblico nonché un concessionario di opera pubblica;
- i soggetti che possiedono particolari requisiti di onorabilità tali da escludere la sussistenza di una delle cause di sospensione, di decadenza o di divieto di cui all’articolo 67 del Codice antimafia;
- i soggetti che esercitano attività agricola o professionale, non organizzata in forma di impresa ovvero esercitano attività artigiana in forma di impresa individuale e attività di lavoro autonomo anche intellettuale in forma individuale;
- i soggetti destinatari di incentivi il cui valore complessivo, inclusi eventuali incentivi riferiti ad altri impianti, non supera 150.000 euro.

I soggetti che rientrano nei casi di esenzione dall'obbligo della presentazione della certificazione antimafia devono compilare il modello allegato di dichiarazione ai sensi del D.P.R. 445/2000, allegato a questo articolo.

Clicca qui per scaricare il Comunicato del GSE
Clicca qui per scaricare il modello allegato di dichiarazione ai sensi del D.P.R. 445/2000



D.Lgs. n. 3 marzo 2011 n. 28
(Pubblicato sul S.O. n. 81/L della Gazzetta Ufficiale n. 71 del 28.03.2011 Serie Generale)

Attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, recante modifi ca e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE.

Clicca qui per scaricare il D.Lgs 28/2011


La Direttiva 2010/31/UE sulla prestazione energetica nell'edilizia.

Il 18 giugno 2010 è stata pubblicata, sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea (rif. L.153/13), la nuova Direttiva 2010/31/UE sulla prestazione energetica nell'edilizia. a nuova Direttiva è entrata in vigore per tutti gli Stati membri il giorno 9 luglio 2010 e prevede un recepimento, da parte degli stessi, programmato in tappe differenziate relativamente a specifiche disposizioni.
In particolare l'art. 28 "Recepimento" della Direttiva detta una precisa scansione temporale, riportata nella tabella 1.

Tabella 1 - programma recepimento disposizioni di cui alla Direttiva 2010/31/UE

Riferimento articolo Direttiva 21010/31UE

Entro
il 9 luglio 2012 gli Stati menbri adottano e pubblicano le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi agli articoli da 2 a 18 e agli articoli 20 e 27.

____________________________________________________________________________________________________________________

Essi applicano le disposizioni relative agli articoli 2, 3, 9, 11, 12, 13, 17, 18, 20 e 27 al più tardi a decorrere dal 9 gennaio 2013.

____________________________________________________________________________________________________________________

Essi applicano le disposizioni relative agli articoli 4, 5, 6, 7, 8, 14, 15 e 16 agli edifici occupati da enti pubblici al più tardi a decorrere dal 9 gennaio 2013 e agli altri edifici al più tardi a decorrere dal 9 luglio 2013.

____________________________________________________________________________________________________________________

Essi possono rinviare fino al 31 dicembre 2015 l'applicazione dell'art. 12, paragrafi 1 e 2, a singole unità immobiliari in locazione.

____________________________________________________________________________________________________________________


La sorte della precedente Direttiva 2002/91/CE è descritta nell'art. 29 "Abrogazione" che testualmente recita:

"La direttiva 2002/91/CE, modificata dal regolamento indicato nell'allegato IV, parte A,
è abrogata con effetto dal 1° febbraio 2012, fatti salvi gli obblighi degli Stati membri relativi ai termini di recepimento nel diritto nazionale e di applicazione della direttiva di cui all'allegato IV, parte B."

La pubblicazione della nuova Direttiva comporterà certamente un adeguamento della normativa nazionale italiana sul tema dell'energia in edilizia.

Il D.Lgs. 19 agosto 2005, n. 192, sottoposto nel recente passato ad interventi di modifica ed adeguamento, prima tramite il D.Lgs. 311/2006 e successivamente ad opera della Legge 133/2008, potrà essere nuovamente aggiornato oppure essere abrogato e sostituito da una nuovo dispositivo normativo ad hoc.

Le origini della nuova Direttiva
La nuova Direttiva sull'energia in edilizia, costituisce una rifusione della precedente Direttiva 2002/91/CE non solo con i testi degli interventi di modifica che nel tempo sono stati prodotti, ma anche e soprattutto con le disposizioni derivanti dai nuovi obiettivi di risparmio energetico introdotti dalle istituzioni europee con la cosiddetta regola del "20-20-20".
La data di nascita dei nuovi obiettivi è il mese di marzo 2007, quando il Consiglio europeo ha sottolineato la necessità di aumentare l'efficienza energetica nell'Unione per conseguire l'obiettivo di ridurre del 20% il consumo energetico dell'Unione entro il 2020 e ha chiesto che venga data rapida e piena attuazione alle priorità definite nella comunicazione della Commissione intitolata "Piano d'azione per l'efficienza energetica: concretizzare le potenzialità".
Gli altri due obiettivi fondamentali prevedono, sempre nel 2020, la riduzione delle emissioni di CO2 del 20% rispetto ai livelli misurati nel 1990 e la promozione delle energie alternative, con l'impegno a garantire tramite energie rinnovabili il 20% del consumo energetico totale dell'Unione.
Le misure previste per ridurre il consumo di energia totale dell'Europa inoltre consentirebbero a quest'ultima di conformarsi meglio al protocollo di Kyoto allegato alla convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) e di rispettare l'impegno a lungo termine di mantenere l'aumento della temperatura globale al di sotto di 2 °C.
La necessità di ridurre i consumi energetici nel settore edilizio, come "conditio sine qua non" per raggiungere i nuovi ambiziosi obiettivi, nasce dalla considerazione che circa il 40% della bolletta energetica comunitaria riguarda l'utilizzo dell'energia in edilizia, settore che registra costante aumento nei diversi Paesi dell'Unione.
La Commissione Europea - Direzione Generale dell'energia e dei trasporti ha più volte richiamato l'attenzione su questo aspetto, realizzando tra l'altro anche un interessante filmato divulgativo diretto ai cittadini europei e liberamente visionabile sul sito internet FILOTECNA, al seguente collegamento: http://www.filotecna.it/component/content/article/68-efficienza-energetica-degli-edifici-un-utile-strumento-di-comunicazione.html

Le principali novità introdotte
Tra le maggiori novità introdotte dalla nuova Direttiva, vi è il concetto di "
Edifici ad energia quasi zero", la cui definizione, riportata nell'art. 2, recita: "edificio a energia quasi zero": edificio ad altissima prestazione energetica, determinata conformemente all'allegato I. Il fabbisogno energetico molto basso o quasi nullo dovrebbe essere coperto in misura molto significativa da energia da fonti rinnovabili, compresa l'energia da fonti rinnovabili prodotta in loco o nelle vicinanze."
La stessa Direttiva lascia ai singoli Stati membri la definizione dei requisiti energetici minimi dai quali deriverà anche la definizione di una soglia di consumo energetico, al di sotto della quale un edificio sarà considerato "ad energia quasi zero".
Assolutamente innovativa è anche la previsione di
requisiti minimi di prestazione energetica per gli elementi edilizi che fanno parte dell'involucro dell'edificio e hanno un impatto significativo sulla prestazione energetica di quest'ultimo quando sono sostituiti o rinnovati, al fine di raggiungere livelli ottimali in funzione dei costi.
Le disposizioni recate dall'art.10 riguardano gli
incentivi finanziari e le barriere di mercato e di fatto riconoscono l'importanza di costruire una strumentazione finanziaria che sia incentivante rispetto alla prestazione energetica degli edifici e favorisca il passaggio ad "edifici ad energia quasi zero".
È inoltre confermato l'obbligo di affiggere in un luogo ben visibile per il pubblico l'attestato energetico redatto per edifici in cui una metratura utile totale di oltre 500 m2 è occupata da enti pubblici e abitualmente frequentata dal pubblico. La novità riguarda invece
l'abbassamento a partire dal 9 luglio 2015 del valore di superficie, previsto come soglia per l'affissione, che passerà dagli attuali 500 mq a 250 mq.
Molto interessante e in linea con il principio di trasparenza è la disposizione di cui all'art. 12, che prevede in caso di offerta in vendita o in locazione di:
- edifici aventi un attestato di prestazione energetica,
- unità immobiliari in edifici aventi un attestato di prestazione energetica, e
- unità immobiliari aventi un attestato di prestazione energetica
che
l'indicatore di prestazione energetica che figura nell'attestato dell'edificio o dell'unità immobiliare, sia riportato in tutti gli annunci dei mezzi di comunicazione commerciali.
All'art.17 la Direttiva richiama i requisiti che dovranno avere i soggetti certificatori, definiti esperti indipendenti, per i quali si prevede che possano essere liberi professionisti o dipendenti di enti pubblici o imprese private.
Estremamente innovative sono anche le disposizioni relative alle informazioni da fornire al pubblico. È infatti previsto che ogni Stato membro dovrà emanare disposizioni finalizzate all'informazione del pubblico in merito alla formazione ed all'accreditamento dei citati operatori.

Il ruolo del soggetto pubblico: educare con l'esempio
Il soggetto pubblico, nella nuova Direttiva sull'energia in edilizia, è titolare di una vera e propria funzione di guida; esso deve rappresentare un autentico punto riferimento che serve ad educare il cittadino con l'esempio.
Le disposizioni relative agli edifici ad energia quasi zero evidenziano bene questo concetto, infatti mentre da un lato impongono che tutti i nuovi edifici abbiano tale status entro il 31 dicembre 2020, dall'altro specificano che per gli stessi edifici, quando occupati da enti pubblici o di proprietà di essi, il predetto termine è anticipato al 31 dicembre 2018.




Tecnologie energetiche rinnovabili: costi, benefici e problematiche


Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) ha pubblicato le schede sulle tecnologie energetiche rinnovabili sviluppate dall'IEA (Agenzia Internazionale dell'Energia).

Le Schede sulle energie rinnovabili ("Renewable Energy Essentials" ) pubblicate sono relative a:
- Energia Eolica
- Riscaldamento e Raffrescamento ad energia solare
- Energia Solare a Concentrazione
Esse contengono sia dati di mercato sulle singole tecnologie (con riferimento, in particolare, alla loro diffusione, al costo di investimento e generazione, tenendo conto della loro localizzazione) sia benefici e problematiche di sistema.

Il GSE rende disponibile la traduzione in italiano delle schede, in aggiunta ai documenti originali in lingua inglese scaricabili dal sito dell'IEA ( www.iea.org).

Clicca qui per scaricare la traduzione in italiano delle schede




Piemonte: il 1° aprile 2010 in vigore le nuove regole per la verifica della prestazioni energetiche degli edifici


Il 1° aprile 2010 entra in vigore la Delibera di Giunta Regionale del Piemonte n. 46-11968 del 4 agosto 2009.

La Delibera in questione è uno dei provvedimenti attuativi della Legge Regionale 28 maggio 2007 n. 13 (Disposizioni in materia di rendimento energetico nell'edilizia), prevista dall'articolo 21, lettere a), b) e q).

La D.G.R. 46-11968 è stata pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte n. 31 del 7 agosto 2009 unitamente ad un altro regolamento previsto dalla L.R. 13/2007: la D.G.R. 43-11965 recante "Disposizioni attuative in materia di certificazione energetica degli edifici".

Quest'ultima, entrata in vigore lo scorso 1° ottobre 2009, disciplina:
- elenco dei soggetti abilitati;
- modalità di svolgimento dei corsi di formazione e abilitazione;
- modello dell'Attestato di Certificazione Energetica;
- procedura di calcolo delle prestazioni energetiche;
- sistema informativo per la certificazione energetica e la realizzazione del Catasto Energetico degli edifici.

L'entrata in vigore della D.G.R. 46-11968, invece, era subordinata alla conclusione positiva della procedura di notifica alla Commissione europea, che si è verificata nei giorni scorsi.

La Giunta Regionale Piemontese, quindi, con la Deliberazione n. 32-13618 del 22 marzo 2010, ha disposto l'entrata in vigore delle disposizioni contenute nella deliberazione n. 46-11968 dal 1° aprile 2010.

Si illustra sinteticamente, di seguito, i contenuti della deliberazione n. 46-11968 in vigore dal 1° aprile 2010.

Requisiti e verifiche di legge da effettuare per la progettazione di nuovi edifici e in caso di ristrutturazione di edifici ed impianti
La D.G.R. 46-11968 definisce i requisiti minimi per quanto riguarda le prestazioni energetiche dell'involucro edilizio, da adottarsi a riferimento in occasione di nuove costruzioni, ristrutturazioni edilizie e interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria.
La disciplina identifica inoltre le metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche degli edifici nonchè ulteriori prescrizioni specifiche riguardanti gli involucri degli edifici.

Requisiti minimi prestazionali degli impianti termici da installarsi in edifici nuovi o esistenti
Il provvedimento individua le prestazioni energetiche ed emissive che devono garantire i generatori di calore da installarsi in edifici nuovi o nel caso di sostituzione di generatori esistenti. Sono inoltre individuate prescrizioni specifiche per gli impianti termici:
- obbligo, per edifici con più di quattro unità abitative, di installare impianti termici centralizzati dotati di termoregolazione e contabilizzazione del calore per ogni singola unità abitativa;
- divieto di trasformare gli impianti termici centralizzati esistenti in impianti autonomi;
- obbligo di installare sugli impianti termici centralizzati esistenti sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore per singola unità abitativa ( al più tardi entro il 01.09.2012).

Modalità e tempistica di adeguamento degli impianti termici esistenti
La disciplina stabilisce, in relazione al tipo di combustibile utilizzato ed alla potenza dell'impianto termico, le scadenze temporali entro le quali deve essere effettuato l'adeguamento dell'impianto termico, finalizzato a migliorarne le prestazioni emissive ed energetiche.

Tempistica e obiettivi per la riqualificazione energetica degli edifici esistenti caratterizzati da un fabbisogno energetico per il riscaldamento invernale particolarmente elevato
Il provvedimento prevede che gli edifici di grandi dimensioni caratterizzati da un fabbisogno annuo di energia primaria per il riscaldamento superiore a 200 kWh/m2 (se residenziali) o a 70 kWh/m3 (se di altra tipologia), debbano provvedere, entro il 31.12.2016, a realizzare interventi in grado di conseguire una riduzione del proprio consumo di energia primaria per il riscaldamento almeno pari al 35%.

Clicca qui per scaricare il testo della D.G.R. 46/11968 del 4.08.2009.



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