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Certificato di destinazione urbanistica, un utile vademecum

Il Certificato di destinazione urbanistica (CDU) è un documento rilasciato dal Comune che individua:
- le caratteristiche
- la destinazione urbanistica
- i vincoli
di uno specifico terreno.

Il documento è obbligatorio in molti casi, tra cui le vendite forzate immobiliarie in esecuzione individuale. Tale obbligo nasce dal voler evitare di porre in vendita beni non commerciabili, perché frutto di una precedente lottizzazione abusiva, o di porre in vendita beni descritti con una destinazione e funzione diversa da quella effettiva in funzione di una vendita competitiva, trasparente e stabile nel rispetto dell’affidamento dei terzi e nell’interesse della procedura.

La disciplina dell’acquisizione e allegazione del CDU si ricava dal combinato disposto e dall’evoluzione degli artt. 567 e 591 bis c.p.c., 173 bis e 173 quater disp. att. c.p.c.. La vendita forzata ha un’espressa disciplina che ha espunto, tra l’altro, il concetto di vigenza e aggiornamento del CDU.

Il Consiglio Nazionale del Notariato ha prodotto un utile documento che tratta i seguenti argomenti:

1. allegazione del CDU all’atto di trasferimento di terreni e lottizzazione abusiva.
2. l’obbligo di allegazione del CDU nella vendita di terreni a mezzo di atto negoziale ai sensi dell’art. 30 del Testo Unico Edilizia
3. la disciplina dell’acquisizione e allegazione del CDU in sede di espropriazione forzata immobiliare
4. la sequenza temporale della riformulazione degli artt. 567 e 591 bis c.p.c., 173 bis e 173 quater disp. att. c.p.c.
5. conclusioni

Allegazione del CDU all’atto di trasferimento di terreni e lottizzazione abusiva
L’obbligo di allegazione del CDU agli atti negoziali è previsto dall‘art. 30 del dpr 380/2001 – Testo Unico Edilizia.

La prescrizione sull’allegazione del CDU agli atti tra vivi di trasferimento di terreni, si colloca nell’ottica di un generico contributo delle parti (e del notaio rogante) al rispetto delle prescrizioni urbanistiche vigenti, mediante una corretta comunicazione tra i contraenti e tra gli stessi e gli Uffici Comunali, ma la mancata allegazione del CDU all’atto negoziale non comporta di per sé la consumazione del reato e il reato, quando anche si configuri come lottizzazione giuridica e non materiale, ben può essere realizzato nel rispetto della disciplina dell’allegazione del CDU.

L’obbligo di allegazione del CDU nella vendita di terreni a mezzo di atto negoziale ai sensi dell’art. 30 del Testo Unico Edilizia
L’obbligo di allegazione del certificato di destinazione urbanistica agli atti tra vivi (in forma pubblica o privata) aventi ad oggetto “trasferimento o costituzione o scioglimento della comunione di diritti reali relativi a terreni”, come noto, era originariamente previsto a pena di nullità (non sanabile) ed era interpretato sia in funzione della tutela dell’interesse pubblico all’ordinato sviluppo del territorio.

Ricordiamo, invece, che oggi l’art. 30 testo unico, pur continuando a prevedere che siano “nulli gli atti “ove agli atti stessi non sia allegato il certificato di destinazione urbanistica contenente le prescrizioni urbanistiche riguardanti l’area interessata”, prevede la possibilità della conferma (e sanatoria) degli atti privi di tale allegato ad opera di uno solo dei due contraenti o di un avente causa in un momento successivo.

La disciplina dell’acquisizione e allegazione del CDU in sede di espropriazione forzata immobiliare
Gli argomenti per sostenere che la disciplina dettata dall’art. 30 Testo Unico Edilizia non riguardi le vendite forzate che si attuano a mezzo di decreto di trasferimento (se non nei limiti del richiamo in esse contenute) sono:
- quello letterale, della terminologia usata dal legislatore del Testo Unico Edilizia avente sicuramente ad oggetto atti negoziali e non giudiziali
- quello sistematico

La sequenza temporale della riformulazione degli artt. 567 e 591 bis c.p.c., 173 bis e 173 quater disp. att. c.p.c.

La lettura sinottica degli articoli interessati dalle modifiche apportate al c.p.c., a partire dall’8 settembre 1998 (data di entrata in vigore della legge 302 del 1998) ad oggi, evidenzia la ratio della disciplina processuale che è essenzialmente quella della trasparenza delle informazioni, con conoscenza da parte dell’ufficio, dei terzi interessati all’acquisto e dell’acquirente di una medesima e determinata situazione urbanistica rispetto ai beni e non solo ai terreni da vendere.

In allegato si propone il vademecum del Notariato.

Clicca qui per scaricare il vademecum del Notariato



APE: dall’Enea il vademecum per il cittadino

Sul portale 4E (Efficienza Energetica del Edifici Esistenti) dell’Enea è stato pubblicato un utilissimo vademecum sull’APE (Attestato di Prestazione Energetica).

La guida tratta tutti i punti per una corretta redazione dell’attestato. Il documento è suddiviso nei seguenti paragrafi:

- Che cos’è l’Attestato di Prestazione Energetica (APE)
- Quando è necessario
- L’importanza delle raccomandazioni per gli interventi migliorativi
- Chi redige l’APE
- Come ottenere l’APE
- Per quanto tempo è valido
- Altri vantaggi dell’APE

Clicca qui per scaricare il Vademecum Enea



Ecobonus e sismabonus: la guida ANCE sulle agevolazioni in edilizia

L’Ance ha pubblicato una guida pratica alle agevolazioni relative a:
- ecobonus (ordinario e condomìni)
- cessione del credito
- sismabonus (ordinario, condomìni e acquisto case antisismiche)
- cessione del credito
La legge di Bilancio 2017 ha introdotto importanti novità sui cosiddetti “bonus fiscali”, prevedendone, oltre alla proroga, anche una rimodulazione per incentivare maggiormente gli interventi di risparmio energetico, e di riduzione del rischio sismico, estesi ad interi condomini oltre che a singole unità e porzioni immobiliari.

Ecobonus
In caso di interventi che comportino la riqualificazione energetica degli edifici esistenti, viene riconosciuta una detrazione IRPEF/IRES nella misura del 65% per le spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2017, con recupero del beneficio spettante in 10 anni, con quote annuali di pari importo.

Il beneficio si applica alle seguenti tipologie di interventi agevolabili:
- riqualificazione energetica globale dell’edificio, nel limite massimo di detrazione pari a 100.000 euro
- interventi sull’involucro degli edifici esistenti (ossia sulle strutture opache orizzontali, verticali e sulle finestre ed infissi), con detrazione massima pari a 60.000 euro
- installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda, nel limite massimo di detrazione pari a 60.000 euro
- acquisto e la posa in opera di schermature solari, nel limite massimo di detrazione pari a 60.000 euro (intervento agevolabile dal 2015)
- sostituzione di impianti di climatizzazione invernale, con un risparmio d’imposta fino a 30.000 euro
- acquisto, installazione e messa in opera di dispositivi multimediali a distanza degli impianti di riscaldamento, produzione di acqua calda o di climatizzazione delle unità abitative, in misura pari al 65% delle spese effettivamente sostenute (intervento agevolabile dal 2016)
Inoltre, la detrazione IRPEF/IRES del 65% è stata ulteriormente prorogata, fino al 31 dicembre 2021, se gli interventi di efficienza energetica riguardano le parti comuni condominiali o tutte le unità immobiliari dell’edificio.
In particolare, la percentuale ordinaria del 65% viene elevata per i cd. “interventi incisivi” al:
- 70% se l’intervento riguarda l’involucro dell’edificio, con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’intero edificio
- 75% se l’intervento è finalizzato a migliorare la prestazione energetica invernale ed estiva e consegua almeno la qualità media di cui al DM 26 giugno 2015
L’Agenzia delle Entrate, con il Provvedimento n. 165110 del 28 agosto 20175 , detta la nuova disciplina “comune” in merito agli adempimenti necessari per la regolare cessione del credito d’imposta da “Ecobonus”, che vale sia per i soggetti “incapienti”, che per i contribuenti che hanno fatto interventi condominiali “incisivi”.

Sismabonus
Sempre la legge di Bilancio 2017 ha prorogato per 5 anni (2017-2021) la detrazione IRPEF/IRES delle spese sostenute, sino ad un ammontare massimo di 96.000 euro, per interventi di messa in sicurezza statica delle abitazioni e degli immobili a destinazione produttiva, situati nelle zone ad alta pericolosità sismica.

La percentuale di detrazione è ora pari al:
- 50% per gli interventi “antisismici” eseguiti sulle parti strutturali che non conseguono miglioramenti nella classe sismica
- 70% se l’intervento riduce il rischio sismico di 1 classe
- 75% se l’intervento è riferito a parti comuni condominiali e riduce il rischio sismico di 1 classe
- 80% se l’intervento riduce il rischio sismico di 2 classi
- 85% se l’intervento è riferito a parti comuni condominiali e riduce il rischio sismico di 2 classi
In merito si ricorda che è stato emanato il decreto del MIT, che definisce le linee guida per la classificazione del rischio sismico delle costruzioni e le modalità d’attestazione da parte dei professionisti abilitati dell’efficacia degli interventi effettuati.

L’art. 46-quater, del DL 50/2017, convertito, con modificazioni, nella legge 96/2017, estende l’agevolazione del sismabonus agli acquisti di case antisismiche site nei comuni della zona a rischio sismico 1, cedute dalle imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e derivanti da interventi di demolizione e ricostruzione, anche con variazione volumetrica.

Per i lavori condominiali, inoltre, viene prevista la possibilità, per ogni condòmino, di cedere la detrazione, sotto forma di credito d’imposta, alle imprese esecutrici o a soggetti privati, ma con esclusione degli istituti di credito e degli intermediari finanziari, con facoltà per il cessionario che riceve il credito di successiva rivendita dello stesso beneficio.

Clicca qui per scaricare la guida Ance



Ecco come si devono ripartire le spese tra proprietario e inquilino

Il decreto 16 gennaio 2017 contiene i nuovi modelli di contratto di locazione per canone concordato e affitto transitorio e definisce in maniera compiuta le modalità di suddivisione degli oneri accessori tra locatore (proprietario) e conduttore (inquilino).

Di seguito si propone la tabella di riepilogo, definita nel decreto all’allegato D.

Tabella oneri accessori

ASCENSORE

Manutenzione ordinaria e piccole riparazioni: 100% Conduttore
Installazione e manutenzione straordinaria degli impianti: 100% Locatore
Adeguamento alle nuove disposizioni di legge: 100% Locatore
Consumi energia elettrica per forza motrice e illuminazione: 100% Conduttore
Ispezioni e collaudi: 100% Conduttore

AUTOCLAVE

Installazione e sostituzione integrale dell’impianto o di componenti primari (pompa, serbatoio, elemento rotante, avvolgimento elettrico ecc.): 100% Locatore
Manutenzione ordinaria: 100% Conduttore
Imposte e tasse di impianto: 100% Locatore
Forza motrice: 100% Conduttore
Ricarico pressione del serbatoio: 100% Conduttore
Ispezioni, collaudi e lettura contatori: 100% Conduttore

IMPIANTI DI ILLUMINAZIONE, DI VIDEOCITOFONO, DI VIDEOSORVEGLIANZA E SPECIALI
Installazione e sostituzione dell’impianto comune di illuminazione: 100% Locatore
Manutenzione ordinaria dell’impianto comune di illuminazione: 100% Conduttore
Installazione e sostituzione degli impianti di suoneria e allarme: 100% Locatore
Manutenzione ordinaria degli impianti di suoneria e allarme: 100% Conduttore
Installazione e sostituzione dei citofoni e videocitofoni: 100% Locatore
Manutenzione ordinaria dei citofoni e videocitofoni: 100% Conduttore
Installazione e sostituzione di impianti speciali di allarme, sicurezza e simili: 100% Locatore
Manutenzione ordinaria di impianti speciali di allarme, sicurezza e simili: 100% Conduttore
Installazione e sostituzione di impianti di videosorveglianza: 100% Locatore
Manutenzione ordinaria di impianti di videosorveglianza: 100% Conduttore

IMPIANTI DI RISCALDAMENTO, CONDIZIONAMENTO, PRODUZIONE ACQUA CALDA, ADDOLCIMENTO ACQUA, PRODUZIONE DI ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI
Installazione e sostituzione degli impianti: 100% Locatore
Adeguamento degli impianti a leggi e regolamenti: 100% Locatore
Manutenzione ordinaria degli impianti, compreso il rivestimento refrattario: 100% Conduttore
Pulizia annuale degli impianti e dei filtri e messa a riposo stagionale: 100% Conduttore
Lettura dei contatori: 100% Conduttore
Acquisto combustibile, consumi di forza motrice, energia elettrica e acqua: 100% Conduttore

IMPIANTI SPORTIVI

Installazione e manutenzione straordinaria: 100% Locatore
Addetti (bagnini, pulitori, manutentori ordinari ecc.): 100% Conduttore
Consumo di acqua per pulizia e depurazione; acquisto di materiale per la manut.ne ordinaria (es.: terra rossa): 100% Conduttore

IMPIANTI ANTINCENDIO

Installazione e sostituzione dell’impianto: 100% Locatore
Acquisti degli estintori: 100% Locaore
Manutenzione ordinaria: 100% Conduttore
Ricarica degli estintori, ispezioni e collaudi: 100% Conduttore

IMPIANTO TELEVISIVO CENTRALIZZATO E DI RICEZIONE DATI INFORMATIVI
Installazione, sostituzione o potenziamento dell’impianto televisivo centralizzato e per l’accesso a qualunque altro genere di dato informativo anche via cavo o satellitare: 100% Locaore
Manutenzione ordinaria dell’impianto televisivo centralizzato e per l’accesso a qualunque altro genere di dato informativo anche via cavo o satellitare: 100% Conduttore

PARTI COMUNI
Sostituzione di grondaie, sifoni e colonne di scarico: 100% Locatore
Manutenzione ordinaria grondaie, sifoni e colonne di scarico: 100% Conduttore
Manutenzione straordinaria di tetti e lastrici solari: 100% Locatore
Manutenzione ordinaria dei tetti e dei lastrici solari: 100% Conduttore
Manutenzione straordinaria della rete di fognatura: 100% Locatore
Manutenzione ordinaria della rete di fognatura, compresa la disotturazione dei condotti e pozzetti: 100% Conduttore
Sostituzione di marmi, corrimano, ringhiere: 100% Locatore
Manutenzione ordinaria di pareti, corrimano, ringhiere di scale e locali comuni: 100% Conduttore
Consumo di acqua ed energia elettrica per le parti comuni: 100% Conduttore
Installazione e sostituzione di serrature: 100% Locatore
Manutenzione delle aree verdi, compresa la riparazione degli attrezzi utilizzati: 100% Conduttore
Installazione di attrezzature quali caselle postali, cartelli segnalatori, bidoni, armadietti per contatori, zerbini, tappeti, guide e altro materiale di arredo: 100% Locatore
Manutenzione ordinaria di attrezzature quali caselle postali, cartelli segnalatori, bidoni, armadietti per contatori, zerbini, tappeti, guide
e altro materiale di arredo: 100% Conduttore
Tassa occupazione suolo pubblico per passo carrabile: 100% Conduttore
Tassa occupazione suolo pubblico per lavori condominiali: 100% Locatore

PARTI INTERNE ALL’APPARTAMENTO LOCATO
Sostituzione integrale di pavimenti e rivestimenti: 100% Locatore
Manutenzione ordinaria di pavimenti e rivestimenti: 100% Conduttore
Manutenzione ordinaria di infissi e serrande, degli impianti di riscaldamento e sanitario: 100% Conduttore
Rifacimento di chiavi e serrature: 100% Conduttore
Tinteggiatura di pareti: 100% Conduttorre
Sostituzione di vetri: 100% Conduttore
Manutenzione ordinaria di apparecchi e condutture di elettricità, del cavo, dell’impianto citofonico e videocitofonico e dell’impianto individuale di videosorveglianza, per la ricezione radiotelevisiva e per l’accesso a qualunque altro genere di dato informativo anche via cavo e satellitare: 100% Conduttore
Verniciatura di opere in legno e metallo: 100% Conduttore
Manutenzione ordinaria dell’impianto di riscaldamento e condizionamento: 100% Conduttore
Manutenzione straordinaria dell’impianto di riscaldamento e condizionamento: 100% Lcatore

PORTIERATO
Trattamento economico del portiere e del sostituto, compresi contributi previdenziali e assicurativi, accantonamento liquidazione, tredicesima, premi, ferie e indennità varie, anche locali, come da c.c.n.l.: 10% Locatore, 90% Conduttore
Materiale per le pulizie: 100% Conduttore
Indennità sostitutiva alloggio portiere prevista nel c.c.n.l.: 10% Locatore, 90% Conduttore
Manutenzione ordinaria della guardiola: 10% Locatore, 90% Conduttore
Manutenzione straordinaria della guardiola: 100% Locatore

PULIZIA
Spese per l’assunzione dell’addetto: 100% Locatore
Trattamento economico dell’addetto, compresi contributi previdenziali e assicurativi, accantonamento liquidazione, tredicesima, premi,
ferie e indennità varie, anche locali, come da c.c.n.l.: 100% Conduttore
Spese per il conferimento dell’appalto a ditta: 100% Locatore
Spese per le pulizie appaltate a ditta: 100% Conduttore
Materiale per le pulizie: 100% Conduttore
Acquisto e sostituzione macchinari per la pulizia: 100% Locatore
Manutenzione ordinaria dei macchinari per la pulizia: 100% Conduttore
Derattizzazione e disinfestazione dei locali legati alla raccolta delle immondizie: 100% Conduttore
Disinfestazione di bidoni e contenitori di rifiuti: 100% Conduttore
Tassa rifiuti o tariffa sostitutiva: 100% Conduttore
Acquisto di bidoni, trespoli e contenitori: 100% Locatore
Sacchi per la preraccolta dei rifiuti: 100% Conduttore

SGOMBERO NEVE
Spese relative al servizio, compresi i materiali d’uso: 100% Conduttore

Clicca qui per scaricare i modelli fac-simile e la tabella DECRETO 16 gennaio 2017
Clicca qui per scaricare il DECRETO 16 gennaio 2017


Interventi in edilizia libera senza titolo: le semplificazioni introdotte dal decreto SCIA 2

Il decreto SCIA 2 è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale n. 277 del 26 novembre 2016 ed entrerà in vigore l’11 dicembre 2016.
Il decreto provvede alla mappatura completa e alla precisa individuazione delle attività oggetto di procedimento di mera comunicazione o segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) o di silenzio assenso, nonché quelle per le quali è necessario il titolo espresso e introduce le conseguenti disposizioni normative di coordinamento.
In questo articolo si analizza le semplificazioni previste in materia di edilizia libera, senza necessità di alcuna comunicazione al Comune.

Interventi in edilizia libera e semplificazione dei regimi amministrativi
Secondo le nuove disposizioni, saranno realizzabili in edilizia libera e senza alcun tipo di comunicazione al Comune interventi tipo rampe per superamento barriere architettoniche, installazione di pannelli fotovoltaici, aree ludiche, etc.
Analizzando con attenzione il nuovo testo dell’articolo 6 del dpr 380/2001 come modificato dal decreto SICA 2, si notano una serie di interventi in materia di interventi in edilizia libera.
In particolare, rientrano tra gli interventi in edilizia libera realizzabili senza titolo abilitativo né comunicazione di inizio lavori:
• le rampe per l’eliminazione delle barriere architettoniche
• le opere temporanee da rimuovere entro 90 gg
• le opere di pavimentazione e finitura di spazi esterni
• l’installazione di pannelli solari fotovoltaici (fuori dalla zona A)
• le aree ludiche senza scopo di lucro e gli elementi di arredo pertinenziali agli edifici

Di seguito si riporta i commi del nuovo articolo 6, evidenziando in colore
verde il nuovo testo inserito e in rosso le parole soppresse.

art. 6 dpr 380/2001 comma 1 – (interventi in edilizia libera)
1. Fatte salve le prescrizioni degli strumenti urbanistici comunali, e comunque nel rispetto delle altre normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell’attività edilizia e, in particolare, delle norme antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienico- sanitarie, di quelle relative all’efficienza energetica nonché delle disposizioni contenute nel codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, i seguenti interventi sono eseguiti senza alcun titolo abilitativo:
a) gli interventi di manutenzione ordinaria (di cui all’articolo 3, comma 1, lettera a),
ivi compresi gli interventi di installazione delle pompe di calore aria-aria di potenza termica utile nominale inferiore a 12 kW)
a-bis) gli interventi di installazione delle pompe di calore aria-aria di potenza termica utile nominale inferiore a 12 Kw
b) gli interventi volti all’eliminazione di barriere architettoniche che non comportino la realizzazione di rampe o di ascensori esterni, ovvero di manufatti che alterino la sagoma dell’edificio
c) le opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo che abbiano carattere geognostico, ad esclusione di attività di ricerca di idrocarburi, e che siano eseguite in aree esterne al centro edificato
d) i movimenti di terra strettamente pertinenti all’esercizio dell’attività agricola e le pratiche agro-silvopastorali, compresi gli interventi su impianti idraulici agrari
e) le serre mobili stagionali, sprovviste di strutture in muratura, funzionali allo svolgimento dell’attività agricola
e-bis) le opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee e ad essere immediatamente rimosse al cessare della necessità e, comunque, entro un termine non superiore a novanta giorni, previa comunicazione di avvio lavori all’amministrazione comunale
e-ter) le opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni, anche per aree di sosta, che siano contenute entro l’indice di permeabilità, ove stabilito dallo strumento urbanistico comunale, ivi compresa la realizzazione di intercapedini interamente interrate e non accessibili, vasche di raccolta delle acque, locali tombati
e-quater) i pannelli solari, fotovoltaici, a servizio degli edifici, da realizzare al di fuori della zona A) di cui al decreto del Ministro per i lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444
e-quinquies) le aree ludiche senza fini di lucro e gli elementi di arredo delle aree pertinenziali degli edifici


art. 6 dpr 380/2001 comma 2
Nel rispetto dei medesimi presupposti di cui al comma 1, previa comunicazione, anche per via telematica, dell’inizio dei lavori da parte dell’interessato all’amministrazione comunale, possono essere eseguiti senza alcun titolo abilitativo i seguenti interventi: a) gli interventi di manutenzione straordinaria di cui all’articolo 3, comma 1, lettera b), ivi compresa l’apertura di porte interne o lo spostamento di pareti interne, sempre che non riguardino le parti strutturali dell’edificio((…); b) le opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee e ad essere immediatamente rimosse al cessare della necessità e, comunque, entro un termine non superiore a novanta giorni; c) le opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni, anche per aree di sosta, che siano contenute entro l’indice di permeabilità, ove stabilito dallo strumento urbanistico comunale, ivi compresa la realizzazione di intercapedini interamente interrate e non accessibili, vasche di raccolta delle acque, locali tombati; d) i pannelli solari, fotovoltaici, a servizio degli edifici, da realizzare al di fuori della zona A) di cui al decreto del Ministro per i lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444; e) le aree ludiche senza fini di lucro e gli elementi di arredo delle aree pertinenziali degli edifici. e-bis) le modifiche interne di carattere edilizio sulla superficie coperta dei fabbricati adibiti ad esercizio d’impresa, sempre che non riguardino le parti strutturali, ovvero le modifiche della destinazione d’uso dei locali adibiti ad esercizio d’impresa.

art. 6 dpr 380/2001 comma 4
Limitatamente agli interventi di cui al comma 2, lettere a) ed e-bis), l’interessato trasmette all’amministrazione comunale l’elaborato progettuale e la comunicazione di inizio dei lavori asseverata da un tecnico abilitato, il quale attesta, sotto la propria responsabilità, che i lavori sono conformi agli strumenti urbanistici approvati e ai regolamenti edilizi vigenti, nonché che sono compatibili con la normativa in materia sismica e con quella sul rendimento energetico nell’edilizia e che non vi è interessamento delle parti strutturali dell’edificio; la comunicazione contiene, altresì, i dati identificativi dell’impresa alla quale si intende affidare la realizzazione dei lavori.

art. 6 dpr 380/2001 comma 5
Riguardo agli interventi di cui al comma 2, la comunicazione di inizio dei lavori, laddove integrata con la comunicazione di fine dei lavori, è valida anche ai fini di cui all’articolo 17, primo comma, lettera b), del regio decreto-legge 13 aprile 1939, n. 652, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 1939, n. 1249, ed è tempestivamente inoltrata da parte dell’amministrazione comunale ai competenti uffici dell’Agenzia delle entrate.

art. 6 dpr 380/2001 comma 6
Le regioni a statuto ordinario:
a) possono estendere la disciplina di cui al presente articolo a interventi edilizi ulteriori rispetto a quelli previsti
dai commi 1 e 2 dal comma 1, esclusi gli interventi di cui all’articolo 10, comma 1, soggetti a permesso di costruire e gli interventi di cui all’articolo 23, soggetti a segnalazione certificata di inizio attività in alternativa al permesso di costruire.
b) disciplinano con legge le modalità per l’effettuazione dei controlli.

art. 6 dpr 380/2001 comma 7
La mancata comunicazione dell’inizio dei lavori ((di cui al comma 2, ovvero la mancata comunicazione asseverata dell’inizio dei lavori di cui al comma 4,)), comportano la sanzione pecuniaria pari a ((1.000 euro)). Tale sanzione è ridotta di due terzi se la comunicazione è effettuata spontaneamente quando l’intervento è in corso di esecuzione.

Clicca qui per scaricare il decreto SCIA 2


Arrivano le regole per la CILA. Ecco come procedere

Il Decreto SCIA 2 (dlgs 222/2016) ha introdotto una serie di modifiche al testo unico per l’edilizia (dpr 380/2001), tra cui l’art. 6 bis relativo agli interventi soggetti a CILA.

Gli interventi soggetti a CILA

Secondo la nuova formulazione del testo, che entrerà in vigore l’11 dicembre 2016, gli interventi soggetti a CILA sono quelli che non ricadono nell’ambito di applicazione di:
• art. 6: attività di edilizia libera
• art. 10: interventi soggetti a permesso di costruire
• art. 22: interventi subordinati a denuncia di inizio attività
Per conoscere nel dettaglio l’elenco di tutti gli interventi soggetti a CILA, si rimanda all’articolo “Titoli abilitativi edilizi, ecco la guida definitiva in funzione degli interventi da realizzare“.

Le nuove regole per la CILA

La CILA può essere inoltrata anche per via telematica da parte dell’interessato all’amministrazione competente, fatte salve le prescrizioni degli strumenti urbanistici, dei regolamenti edilizi e della disciplina urbanistico-edilizia vigente.
Devono comunque essere rispettate le altre normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell’attività edilizia e, in particolare, vanno rispettate:
• le norme antisismiche
• le norme di sicurezza
• le norme antincendio
• le norme igienico-sanitarie
• le norme relative all’efficienza energetica
• le norme di tutela dal rischio idrogeologico
• le disposizioni del dlgs 42/2004

L’interessato trasmette all’amministrazione comunale
• l’elaborato progettuale
• la comunicazione di inizio dei lavori asseverata da un tecnico abilitato

Il tecnico attesta, sotto la propria responsabilità, che i lavori da eseguirsi:
• sono conformi agli strumenti urbanistici approvati e ai regolamenti edilizi vigenti
• sono compatibili con la normativa in materia sismica
• rispettano la normativa sul rendimento energetico
• non interessano parti strutturali dell’edificio

La comunicazione contiene gli identificativi dell’impresa alla quale si intende affidare la realizzazione dei lavori.

CILA e multe in caso di inadempimento


La mancata comunicazione asseverata dell’inizio dei lavori comporta una sanzione pecuniaria pari a 1.000 euro. Tale sanzione è ridotta di due terzi se la comunicazione è effettuata spontaneamente quando l’intervento è in corso di esecuzione.
Le Regioni a statuto ordinario disciplineranno le modalità di effettuazione dei controlli, anche a campione e prevedendo sopralluoghi in loco.

Clicca qui per scaricare il testo del decreto SCIA 2



SCIA in edilizia, cosa cambia con il decreto SCIA 2

Con il decreto legislativo 222/2016 (decreto SCIA 2 ), che entrerà in vigore l’11 dicembre 2016, cambiano alcune procedure amministrative in materia di titoli edilizi. Il decreto, infatti, introduce una serie di modifiche al testo unico per l’edilizia (dpr 380/2001).
In questo articolo analizziamo le nuove regole sulla SCIA in edilizia (segnalazione certificata di inizio attività).

Interventi edili realizzabili con SCIA
La nuova disciplina prevede che sono realizzabili mediante SCIA edilizia (segnalazione certificata inizio attività), in conformità alle previsioni degli strumenti urbanistici, dei regolamenti edilizi e della disciplina urbanistico-edilizia vigente, i seguenti interventi:
1. interventi di manutenzione straordinaria di cui all’articolo 3, comma 1, lettera b), qualora riguardino le parti strutturali dell’edificio: • • opere e modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici
• opere e modifiche necessarie per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino modifiche delle destinazioni d’uso
• interventi di frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso
2. interventi di restauro e di risanamento conservativo, qualora riguardino le parti strutturali dell’edificio
3. interventi di ristrutturazione edilizia che non comportino: • modifiche di volumetria
• cambio di destinazione d’uso nei centri storici
• cambio di sagoma degli edifici vincolati

Resta invece necessario assoggettare a CILA (Comunicazione di inizio lavori asseverata da tecnico abilitato) la modifica della destinazione d’uso dei locali adibiti ad esercizio di impresa e tutti gli interventi non ricompresi in quelli che necessitano della SCIA e del permesso di costruire.

Clicca qui per scaricare il testo decreto legislativo 222/2016 (decreto SCIA 2)


Addio al certificato di agibilità. Ecco la segnalazione certificata di agibilità

Dal certificato alla segnalazione certificata di agibilità, ecco una delle novità più importanti previste dal decreto SCIA 2 (dlgs 222/2016).
La sussistenza delle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico degli edifici e degli impianti negli stessi installati, valutate secondo quanto dispone la normativa vigente, nonché la conformità dell’opera al progetto presentato e la sua agibilità, sono attestati mediante segnalazione certificata.
La novità sostanziale è, quindi, nella maggiore responsabilità data al professionista, tenuto ad attestare la sussistenza dei requisiti di legge.
Ai fini dell’agibilità, entro 15 giorni dall’ultimazione dei lavori di finitura dell’intervento, il soggetto titolare del permesso di costruire, o il soggetto che ha presentato la segnalazione certificata di inizio di attività, o i loro successori o aventi causa, presenta allo sportello unico per l’edilizia la segnalazione certificata, per i seguenti interventi:
• nuove costruzioni
• ricostruzioni o sopraelevazioni, totali o parziali
• interventi sugli edifici esistenti che possano influire sulle condizioni di cui al comma 1

Segnalazione certificata di agibilità, le sanzioni
a mancata presentazione della segnalazione comporta l’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria che va da 77 a 464 euro.
Ai fini dell’agibilità, la segnalazione certificata può riguardare anche:
• singoli edifici o singole porzioni della costruzione, purché funzionalmente autonomi, qualora siano state realizzate e collaudate le opere di urbanizzazione primaria relative all’intero intervento edilizio e siano state completate e collaudate le parti strutturali connesse, nonché collaudati e certificati gli impianti relativi alle parti comuni
• singole unità immobiliari, purché siano completate e collaudate le opere strutturali connesse, siano certificati gli impianti e siano completate le parti comuni e le opere di urbanizzazione primaria dichiarate funzionali rispetto all’edificio oggetto di agibilità parziale

Segnalazione certificata di agibilità, la documentazione

La segnalazione certificata di agibilità è corredata dalla seguente documentazione:
• attestazione del direttore dei lavori o, qualora non nominato, di un professionista abilitato che assevera la sussistenza delle condizioni necessarie
• certificato di collaudo statico
• dichiarazione di regolare esecuzione resa dal direttore dei lavori
• dichiarazione di conformità delle opere realizzate alla normativa vigente in materia di accessibilità e superamento delle barriere architettoniche
• estremi dell’avvenuta dichiarazione di aggiornamento catastale
• dichiarazione dell’impresa installatrice, che attesta la conformità degli impianti installati negli edifici alle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico prescritte dalla disciplina vigente ovvero, ove previsto, certificato di collaudo degli stessi.
L’utilizzo delle costruzioni può essere iniziato dalla data di presentazione allo sportello unico della segnalazione corredata della documentazione descritta.
Le Regioni, le Province autonome, i Comuni e le Città metropolitane, nell’ambito delle proprie competenze, disciplinano le modalità di effettuazione dei controlli, anche a campione e comprensivi dell’ispezione delle opere realizzate.

Clicca qui per scaricare il dlgs 25 novembre 2016, n. 222


Distanze tra costruzioni, prevale sempre la norma nazionale (dm 1444/68)

Il proprietario di un suolo, confinante con un edificio condominiale, aveva edificato un fabbricato con regolare titolo edilizio abilitativo.
La costruzione era avvenuta alla stregua delle norme tecniche di attuazione (NTA), con riferimento alle ipotesi di ristrutturazioni in ampliamento e di nuovi edifici, che consentiva di costruire:
alle stesse distanze dai confini degli edifici prospicienti ed insistenti sui lotti limitrofi all’area oggetto di intervento.
In particolare le distanze tra costruzioni, andavano dai 4,90 m ad un massimo di 6,00 m, mentre i balconi si trovavano a distanza di 3,00 m.
Il proprietario dell’edificio confinante citava davanti al Tribunale di Teramo il proprietario della nuova costruzione, in quanto avrebbe edificato in violazione dell’art. 9 del dm 1444/1968, secondo cui:

in tutti i casi la distanza minima di m. 10 tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti
Il Tribunale di primo grado, accoglieva la domanda presentata dagli attori, ritenendo inderogabile il disposto di cui all’art. 9 del dm 1444/1968.
Avverso tale decisione il proprietario del suolo proponeva senza risultato ricorso in Appello.
Veniva dunque presentato ricorso in Cassazione alla sentenza della Corte d’Appello.

Distanze tra costruzioni, la sentenza di Cassazione

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 23136/2016 si esprime sul ricorso presentato dal proprietario del suolo.
La Corte ribadisce innanzitutto il principio già espresso dal giudice di Appello, ossia in tema di distanze tra costruzioni ha efficacia la norma nazionale (dm 1444/1968). Le disposizioni nazionali in tema di limiti inderogabili di densità, altezza e distanza tra i fabbricati prevalgono sulle contrastanti previsioni dei regolamenti locali successivi (Prg approvato nel 1990).
Inoltre il ricorrente cita per danni il Comune e la Provincia in quanto ritenuti responsabili nell’aver erroneamente rilasciato la concessione edilizia.
La Corte in tal merito non ravvisa alcun illecito.
La responsabilità della PA, ai sensi dell’art. 2043 c.c., per l’esercizio illegittimo della funzione pubblica, è configurabile qualora si verifichi un evento dannoso che incida su un interesse rilevante per l’ordinamento e che sia eziologicamente connesso ad un comportamento della PA caratterizzato da dolo o colpa.
In tal caso la responsabilità della PA non può essere correlata alla sola illegittimità del provvedimento, ma deve essere sottoposta ad una più complessa valutazione, estesa all’accertamento dell’elemento soggettivo e della connotazione dell’azione amministrativa come fonte di danno ingiusto.
Pertanto la Cassazione rigetta il ricorso, confermando la sentenza dei primi 2 gradi. Il ricorrente deve dunque adeguarsi all’ art. 9 del Dm 1444/1968 e attenersi alla distanza minima di 10 m tra i manufatti ed i balconi realizzati.


Regolamento edilizio unico e definizioni uniformi: in Gazzetta il testo definitivo

Al fine di semplificare e uniformare la regolamentazione edilizia per tutti i Comuni italiani, il decreto Sblocca Italia ha previsto l’adozione di un Regolamento edilizio unico nazionale. Lo scopo della previsione è quello di definire un regolamento tipo, in modo da uniformare le procedure edilizie con norme più o meno condivise su tutto il territorio nazionale.

È stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 268 del 16 novembre 2016 l’accordo tra Governo, Regioni e autonomie locali, in sede di Conferenza unificata, per l’adozione dello schema di Regolamento.
In particolare è stato pubblicato:
• schema di regolamento edilizio tipo (Allegato 1)
• documento con le definizioni uniformi (Allegato A)
• tabella con la raccolta delle disposizioni sovraordinate in materia edilizia (Allegato B)

Schema di regolamento edilizio unico: di cosa si tratta
In realtà non si tratta proprio di un Regolamento edilizio unico: è un documento di indirizzo, una sorta di indice, cui dovranno ispirarsi i Comuni per la redazione dei propri regolamenti.
Nello schema di regolamento edilizio unico vengono stabiliti i principi e i criteri generali per semplificare e uniformare in tutto il territorio nazionale i regolamenti edilizi comunali, comunque denominati.
I Comuni sono tenuti a conformare i regolamenti edilizi comunali al presente Schema.
Il regolamento edilizio tipo si articola, in particolare, in 2 parti:
1. nella prima parte, denominata “Principi generali e disciplina generale dell’attività edilizia” è richiamata e non riprodotta la disciplina generale dell’attività edilizia operante in modo uniforme su tutto il territorio nazionale e regionale.
2. nella seconda parte, denominata “Disposizioni regolamentari comunali in materia edilizia” è raccolta la disciplina regolamentare in materia edilizia di competenza comunale.

Regolamento edilizio tipo: i tempi
Entro il termine di 180 giorni dall’adozione dell’Intesa, le Regioni provvedono al recepimento dello schema di regolamento edilizio tipo e delle definizioni uniformi. Le Regioni possono specificare e/o semplificare l’indice proposto e dettare indicazioni tecniche di dettaglio ai fini della corretta interpretazione di tali definizioni uniformi in fase di prima applicazione.
Sono stabiliti i metodi, le procedure e i tempi (non superiori a 180 giorni) da seguire per l’adeguamento comunale, ivi comprese specifiche norme transitorie volte a limitare i possibili effetti dell’adeguamento sui procedimenti in itinere (permessi di costruire, Scia, sanatorie, piani attuativi, progetti unitari convenzionati).
Entro il termine stabilito dalla Regioni e comunque non oltre 180 giorni decorrenti dal medesimo atto di recepimento, i Comuni devono adeguare i propri regolamenti edilizi per conformarli allo schema di regolamento edilizio tipo e relativi allegati, come eventualmente specificati e integrati a livello regionale.
Se i Comuni non adeguano i regolamenti entro il termine stabilito, le definizioni uniformi e le disposizioni sovraordinate in materia edilizia trovano diretta applicazione, prevalendo sulle disposizioni comunali con esse incompatibili.

Regolamento edilizio tipo: l’indice da seguire
Di seguito riportiamo l’indice del regolamento edilizio tipo.

PARTE PRIMA – PRINCIPI GENERALI E DISCIPLINA GENERALE DELL’ATTIVITÀ EDILIZIA

PARTE SECONDA – DISPOSIZIONI REGOLAMENTARI COMUNALI IN MATERIA EDILIZIA

TITOLO I – DISPOSIZIONI ORGANIZZATIVE E PROCEDURALI

Capo I – SUE, SUAP e organismi consultivi, contenente disposizioni regolamentari riguardanti:
1. la composizione, i compiti e le modalità di funzionamento, dello Sportello unico per l’edilizia, della Commissione edilizia se prevista, comunque denominata, e di ogni altro organo, consultivo o di amministrazione attiva, costituito secondo la disciplina vigente, ivi compresa quella statutaria locale.
2. le modalità di gestione anche telematica delle pratiche edilizie, con specifiche tecniche degli elaborati progettuali anche ai fini dell’aggiornamento della cartografia comunale.
3. Le modalità di coordinamento con il SUAP. E’ prevista la possibilità di rimandare ad apposito regolamento comunale che tratti la materia telematica in modo specifico. ( ove possibile in forma di allegato allo stesso Regolamento Edilizio).

Capo II – Altre procedure e adempimenti edilizi, contenente disposizioni regolamentari riguardanti:
1. autotutela e richiesta di riesame dei titoli abilitativi rilasciati o presentati
2. certificato di destinazione urbanistica
3. proroga e rinnovo dei titoli abilitativi
4. sospensione dell’uso e dichiarazione di inagibilità
5. contributo per oneri di urbanizzazione e costo di costruzione: criteri applicativi e rateizzazioni
6. pareri preventivi
7. ordinanze, interventi urgenti e poteri eccezionali, in materia edilizia
8. modalità e strumenti per l’informazione e la trasparenza del procedimento edilizio
9. coinvolgimento e partecipazione degli abitanti
10. concorsi di urbanistica e di architettura, ove possibili

TITOLO II – DISCIPLINA DELLA ESECUZIONE DEI LAVORI

Capo I – Norme procedimentali sull’esecuzione dei lavori, contenente disposizioni regolamentari riguardanti:
1. comunicazioni di inizio e di differimento dei lavori, sostituzione e variazioni, anche relative ai soggetti responsabili per la fase di esecuzione dei lavori, quali l’impresa esecutrice, il direttore dei lavori, della sicurezza, ecc.
2. comunicazioni di fine lavori
3. occupazione di suolo pubblico
4. comunicazioni di avvio delle opere relative a bonifica, comprese quelle per amianto, ordigni bellici, ecc.

Capo II – Norme tecniche sull’esecuzione dei lavori, contenente disposizioni regolamentari riguardanti:
1. principi generali dell’esecuzione dei lavori
2. punti fissi di linea e di livello
3. conduzione del cantiere e recinzioni provvisorie
4. cartelli di cantiere
5. criteri da osservare per scavi e demolizioni
6. misure di cantiere e eventuali tolleranze
7. sicurezza e controllo nei cantieri misure per la prevenzione dei rischi nelle fasi di realizzazione dell’opera
8. ulteriori disposizioni per la salvaguardia dei ritrovamenti archeologici e per gli interventi di bonifica e di ritrovamenti di ordigni bellici
9. ripristino del suolo e degli impianti pubblici a fine lavori

TITOLO III – DISPOSIZIONI PER LA QUALITÀ URBANA, PRESCRIZIONI COSTRUTTIVE E
FUNZIONALI

Capo I – Disciplina dell’oggetto edilizio, contenente disposizioni regolamentari riguardanti:
1. caratteristiche costruttive e funzionali, degli edifici
2. requisiti prestazionali degli edifici, riferiti alla compatibilità ambientale, all’efficienza energetica e al comfort abitativo, finalizzati al contenimento dei consumi energetici e idrici, all’utilizzo di fonti rinnovabili e di materiali ecocompatibili, alla riduzione delle emissioni inquinanti o clima alteranti, alla riduzione dei rifiuti e del consumo di suolo
3. requisiti e parametri prestazionali integrativi degli edifici soggetti a flessibilità progettuale
4. incentivi (riduzione degli oneri di urbanizzazione, premi di edificabilità, deroghe ai parametri urbanistico-edilizi, fiscalità comunale) finalizzati all’innalzamento della sostenibilità energetico ambientale degli edifici, della qualità e della sicurezza edilizia, rispetto ai parametri cogenti
5. prescrizioni costruttive per l’adozione di misure di prevenzione del rischio gas radon
6. specificazioni sulle dotazioni igienico sanitarie dei servizi e dei locali ad uso abitativo e commerciale
7. dispositivi di aggancio orizzontali flessibili sui tetti (c.d. “linee vita”)
8. prescrizioni per le sale da gioco l’istallazione di apparecchiature del gioco d’azzardo lecito e la raccolta della scommessa

Capo II – Disciplina degli spazi aperti, pubblici o di uso pubblico, contenente disposizioni regolamentari riguardanti:
1. strade
2. portici
3. piste ciclabili
4. aree per parcheggio
5. piazze e aree pedonalizzate
6. passaggi pedonali e marciapiedi
7. passi carrai ed uscite per autorimesse
8. chioschi/dehors su suolo pubblico
9. servitù pubbliche di passaggio sui fronti delle costruzioni e per chioschi/gazebi/dehors posizionati su suolo pubblico e privato
10. recinzioni
11. numerazione civica

Capo III Tutela degli spazi verdi e dell’ambiente, contenente disposizioni regolamentari riguardanti le regole tecniche e i requisiti qualitativi per la realizzazione e la salvaguardia di:
1. aree verdi
2. parchi urbani e giardini di interesse storico e documentale
3. orti urbani
4. parchi e percorsi in territorio rurale
5. sentieri
6. tutela del suolo e del sottosuolo

E’ prevista la possibilità di rimandare ad apposito regolamento comunale che tratti la materia del verde pubblico e privato, in modo specifico e coordinato con tutte le altre norme vigenti di settore, (ove possibile in forma di allegato allo stesso Regolamento Edilizio).

Capo IV infrastrutture e reti tecnologiche, contenente disposizioni regolamentari relative alle reti e impianti di:
1. approvvigionamento idrico
2. depurazione e smaltimento delle acque
3. raccolta differenziata dei rifiuti urbani e assimilati
4. distribuzione dell’energia elettrica
5. distribuzione del gas
6. ricarica dei veicoli elettrici
7. produzione di energie da fonti rinnovabili, da cogenerazione e reti di teleriscaldamento
8. telecomunicazioni

Capo V Recupero urbano, qualità architettonica e inserimento paesaggistico, contenente ulteriori indicazioni operative per il recupero e la riqualificazione dei luoghi e per la promozione e la salvaguardia del decoro urbano e la sicurezza pubblica, da coordinare con le particolari disposizione di settore e norme di piano:
1. pubblico decoro, manutenzione e sicurezza delle costruzioni e dei luoghi
2. facciate degli edifici ed elementi architettonici di pregio
3. elementi aggettanti delle facciate, parapetti e davanzali
4. allineamenti
5. piano del colore
6. coperture degli edifici
7. illuminazione pubblica
8. griglie ed intercapedini
9. antenne e impianti di condizionamento a servizio degli edifici e altri impianti tecnici
10. serramenti esterni degli edifici
11. insegne commerciali, mostre, vetrine, tende, targhe
12. cartelloni pubblicitari
13. muri di cinta
14. beni culturali e edifici storici
15. cimiteri monumentali e storici
16. progettazione dei requisiti di sicurezza per i luoghi pubblici urbani

Capo VI Elementi costruttivi
contenente disposizioni regolamentari riguardanti :
1. superamento barriere architettoniche e rampe e altre misure per l’abbattimento di barriere architettoniche;
2. serre bioclimatiche;
3. impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili a servizio degli edifici;
4. coperture, canali di gronda e pluviali;
5. strade e passaggi privati e cortili;
6. cavedi, pozzi luce e chiostrine;
7. intercapedini e griglie di aerazione;
8. recinzioni;
9. materiali, tecniche costruttive degli edifici ,
10. disposizioni relative alle aree di pertinenza;
11. piscine;
12. altre opere di corredo agli edifici.

TITOLO IV – VIGILANZA E SISTEMI DI CONTROLLO, contenente disposizioni regolamentari riguardanti:
1. esercizio delle funzioni di vigilanza e controllo delle trasformazioni e usi del territorio
2. vigilanza durante l’esecuzione dei lavori
3. sanzioni per violazioni delle norme regolamentari

TITOLO V -NORME TRANSITORIE, contenente disposizioni regolamentari riguardanti:
1. aggiornamento del regolamento edilizio
2. disposizioni transitorie

Clicca qui per scaricare il regolamento pubblicato in Gazzetta


Agevolazioni casa, le informazioni per acquistare, arredare e ristrutturare nel libretto informativo del Mef

È partita la campagna informativa promossa dal Mef per informare i cittadini sulle agevolazioni possibili in caso di acquisto, arredo, ristrutturazione e affitto della casa.

Nel libretto informativo Casa? Cosa possibile! il Mef ha riassunto tutte le agevolazioni fiscali e non esistenti a sostegno delle attività collegate agli immobili:
• acquistare e affittare
• arredare
• ristrutturare e riqualificare

Il documento è suddiviso in 3 capitoli che spiegano in dettaglio quali sono gli strumenti pubblici a disposizione dei cittadini; per ciascuno di essi viene indicato:
• a chi è rivolto
• quali benefici
• come si ottiene

Agevolazioni casa: acquistare e affittare
Ecco le informazioni in merito agli strumenti esistenti per acquistare casa.

Fondo di garanzia
Per l’acquisto e la ristrutturazione della prima casa il fondo consente di richiedere mutui ipotecari fino a 250.000 euro avvalendosi delle garanzie statali per la metà dell’importo.

Imposta di registro agevolata
Chi acquista una casa da un privato può usufruire dell’applicazione dell’imposta proporzionale di registro ridotta del 2% con il minimo di 1.000 euro; nonché delle imposte ipotecaria e catastale di 50 euro ciascuna.

Leasing immobiliare abitativo
Sono previste agevolazioni fiscali e garanzie civilistiche finalizzate a favorire l’utilizzo dello strumento del leasing per l’acquisto dell’abitazione principale.

Fondo di solidarietà
In situazioni di temporanea difficoltà economica sono previsti 2 strumenti complementari che permettono di sospendere per un tempo determinato il pagamento delle rate:
• il Fondo MEF di solidarietà per i mutui prima casa
• l’Accordo ABI con le Associazioni dei consumatori (che riguarda la sospensione non solo dei mutui ipotecari ma anche del credito al consumo)

Cedolare secca
Si tratta di un regime facoltativo che prevede il pagamento di un’imposta sostitutiva dell’Irpef, delle addizionali, dell’imposta di registro e dell’imposta di bollo.

IMU e TASI agevolati
Chi concede in comodato un immobile non di lusso ad un familiare per adibirla ad abitazione principale, può godere della riduzione della base imponibile dell’IMU e della TASI al 50%.

Agevolazioni casa: arredare
Nella seconda parte vengono indicate le agevolazioni previste nel caso di acquisto di beni collegati alle spese di ristrutturazione edilizia sostenute dai contribuenti.

Bonus mobili
Il bonus consente di detrarre dall’Irpef le spese sostenute per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici nel periodo compreso tra il 6 giugno 2013 e il 31 dicembre 2016.
Le spese

Bonus giovani coppie

Le agevolazioni riservate alle giovani coppie con meno di 35 anni.

Agevolazioni casa: ristrutturare e riqualificare
Infine, sono elencate le spese detraibili in caso di ristrutturazione e i bonus messi a disposizione per gli interventi di miglioramento delle prestazioni energetiche dell’edificio.

Bonus ristrutturazione
E’ l’agevolazione fiscale che consente di detrarre dall’Irpef una parte degli oneri sostenuti per ristrutturare le abitazioni e le parti comuni degli edifici residenziali.

Bonus energetico

Il bonus prevede di detrarre dall’Irpef o dall’Ires una parte degli oneri sostenuti per eseguire interventi che aumentano il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti.

Clicca qui per scaricare il libretto Mef


Leasing immobiliare, conviene rispetto al mutuo?

Dal 2016 chi decide di acquistare o costruire un nuovo immobile da adibire ad abitazione principale potrà scegliere liberamente tra mutuo o leasing immobiliare.
Lo ha stabilito la legge di Stabilità 2016, grazie alla quale il leasing immobiliare trova una propria disciplina: in pratica la banca o un intermediario finanziario acquista un immobile o lo costruisce sulla base delle indicazioni e dei gusti dell’utilizzatore e lo mette a sua disposizione per un certo periodo di tempo, dietro pagamento di un corrispettivo.
Ma conviene acquistare la propria abitazione con leasing immobiliare? I vantaggi sono reali e tangibili? E’ più conveniente rispetto al mutuo ipotecario?

I beneficiari
Il leasing immobiliare abitativo è fruibile dai soggetti con reddito complessivo non superiore a 55.000 euro, purché privi di abitazione principale.
Per l’individuazione della soglia del reddito si può fare riferimento al reddito dichiarato nel quadro RN 1 dell’ultima dichiarazione dei redditi presentata.

I vantaggi fiscali
I titolari dei contratti stipulati dal 1 gennaio 2016 e fino al 31.12.2020 possono godere di agevolazioni più vantaggiose rispetto a quelle previste per i mutui ipotecari.
In particolare, per i giovani fino a 35 anni con reddito complessivo non superiore a 55.000 euro gli incentivi fiscali sono:
• deducibilità ai fini IRPEF nella misura del 19% dei canoni e i relativi oneri accessori, per un importo non superiore a 8.000 euro;
• deducibilità ai fini IRPEF nella misura del 19% del costo di acquisto dell’immobile, per un importo massimo di 20.000 euro.

Per le persone con età pari o superiore a 35 anni, gli incentivi fiscali sono:
• deducibilità ai fini IRPEF nella misura del 19% dei canoni e i relativi oneri accessori, per un importo non superiore a 4.000 euro;
• deducibilità ai fini IRPEF nella misura del 19% del costo di acquisto dell’immobile, per un importo massimo di 10.000 euro.

Sia per gli under 35 che per gli over 35 l’imposta di registro sull’acquisto dell’abitazione “prima casa” è ridotta all’1,5% e questo rende più conveniente per i privati il ricorso al leasing rispetto al mutuo ipotecario.

Il contratto di leasing finanziario
Con la stipula del contratto di locazione finanziaria, la società di leasing (banca o intermediario finanziario) assume l’obbligo di acquistare o a far costruire l’immobile scelto dall’utilizzatore, il quale a sua volta lo riceve in uso per un tempo determinato a fronte di un canone periodico. Alla scadenza del contratto, l’utilizzatore ha la facoltà di riscattare la proprietà del bene, pagando il prezzo stabilito dal contratto.

Gli immobili agevolati
Le agevolazioni fiscali prescindono dalle caratteristiche oggettive dell’immobile: le detrazioni spettano a qualsiasi abitazione anche se appartenente alle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 (queste ultime escluse invece dalle agevolazioni “prima casa” per l’imposta di registro).

La guida del MEF
Il MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze) ha pubblicato una pratica guida sul leasing finanziario.
Il documento illustra in maniera chiara e precisa tutti gli aspetti del nuovo istituto, facendo una serie di valutazioni economiche e confronti pratici con il mutuo prima casa.
Vengono fuori risultati molto interessanti.
La guida è così strutturata:
• le caratteristiche della locazione finanziaria;
• il concedente nel leasing immobiliare;
• gli elementi costitutivi di un contratto;
• la legge di Stabilità 2016;
• le tutele a favore dell’utilizzatore;
• le conseguenze della risoluzione del contratto per inadempimento;
• il fallimento del venditore/costruttore;
• il fallimento della società di leasing;
• la struttura contrattuale del leasing immobiliare abitativo;
• l’uscita dal contratto di leasing;
• gli oneri di manutenzione e riparazione dell’immobile;
• il decesso dell’utilizzatore;
•il limite temporale delle agevolazioni;
•le agevolazioni IRPEF;
•le imposte.

In allegato si propone la guida del MEF e le slide di presentazione.

Clicca qui per scaricare la guida del MEF
Clicca qui per scaricare la guida leasing abitativo


Detrazione 65% e riqualificazione energetica, tutte le novità nella nuova guida delle Entrate

L’agevolazione fiscale per la riqualificazione energetica consiste nella detrazione fiscale del 65% da applicare a Irpef o Ires per le spese sostenute in merito ad interventi su edifici esistenti che ne aumentino il livello di efficienza energetica.

La legge di Stabilità 2016 ha prorogato gli incentivi per la riqualificazione energetica a tutto il 2016; dal 1° gennaio 201 7, salvo ulteriori proroghe, l’agevolazione sarà invece sostituita con la detrazione fiscale del 36% prevista per le spese relative alle ristrutturazioni edilizie.

La legge di stabilità 2016 ha inoltre esteso l’agevolazione:
• all’acquisto, installazione e messa in opera di dispositivi per il controllo a distanza degli impianti di riscaldamento o produzione di acqua calda o di climatizzazione delle unità abitative
• agli interventi realizzati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2016 dagli Istituti autonomi per le case popolari su immobili di loro proprietà adibiti ad edilizia residenziale pubblica.

Un’altra novità introdotta dalla legge di stabilità 2016 prevede, in alternativa alla detrazione, la possibilità per i contribuenti che si trovano nella “no tax area” (incapienti) di cedere il corrispondente credito ai fornitori che hanno eseguito i lavori.

Questa scelta potrà essere fatta solo per le spese sostenute nel 2016 per interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali e con modalità che saranno stabilite con un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate.

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la nuova guida sulle agevolazioni fiscali per il risparmio energetico con le novità introdotte dalla legge di Stabilità 2016.

Nella guida vengono illustrate oltre alle modalità operative per usufruire delle detrazioni anche tutte le novità relative al 2016.

Clicca qui per scaricare le guida dell’Agenzia delle Entrate sulla detrazione 65%, gennaio 2016.


Leasing immobiliare, come acquistare la prima casa a condizioni vantaggiose

La legge di Stabilità 2016 ha esteso l’accesso al leasing immobiliare anche per l’acquisto della prima casa da parte di soggetti privati, prevedendo una serie di agevolazioni fiscali in presenza di determinate condizioni.

Si ricorda, brevemente, che il leasing immobiliare è un particolare contratto di locazione che consente di accedere alla proprietà in modo graduale, acquisendone subito la disponibilità a fronte del pagamento di canoni periodici e rinviando ad un momento futuro l’eventuale acquisto finale ad un prezzo ridotto (v. art. sottostante).

Il Notariato ha pubblicato un nuovo studio intitolato “Novità nella Legge di Stabilità 2016 per la tassazione del leasing finanziario abitativo” che illustra tutte le novità fiscali su questa tipologia di trasferimento immobiliare.

In particolare, le novità fiscali, applicabili dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2020, sono le seguenti:
• detrazione Irpef sui redditi di un importo pari al 19% dei “canoni e relativi oneri accessori” e del “costo di acquisto a fronte dell’esercizio dell’opzione finale” a favore degli utilizzatori di immobili concessi in locazione finanziaria e destinati ad abitazione principale,
• applicazione di un’aliquota ridotta dell’imposta di registro proporzionale, pari all’1,5%, per i trasferimenti nei confronti delle banche e degli intermediari finanziari autorizzati all’esercizio del leasing finanziario di immobili acquisiti in locazione finanziaria da parte di utilizzatori per i quali ricorrono le condizioni relative all’acquisto della prima casa;
• estensione della disciplina delle cessioni dei contratti di leasing da parte degli utilizzatori, introdotta nel 2014, anche ai contratti aventi ad oggetto fabbricati abitativi, con la previsione di distinte aliquote dell’imposta di registro in ragione della ricorrenza o meno in capo agli utilizzatori/cessionari delle condizioni per l’acquisto della prima casa.

Clicca qui per scaricare lo Studio Notariato n. 4-2016/T


Acquisto casa con leasing immobiliare: cos’è e quali sono le agevolazioni

Leasing immobiliare (locazione finanziaria): ecco tutte le caratteristiche di questa particolare forma di acquisto alternativa al mutuo e le agevolazioni fiscali

Dal 2016 chi decide di acquistare o costruire un nuovo immobile da adibire ad abitazione principale, potrà scegliere liberamente tra mutuo o leasing immobiliare.

Con la legge di Stabilità 2016, infatti, il leasing immobiliare trova una propria disciplina: in pratica la banca o un intermediario finanziario acquista un immobile o lo costruisce sulla base delle indicazioni e dei gusti dell’utilizzatore e lo mette a sua disposizione per un certo periodo di tempo, dietro pagamento di un corrispettivo.

Leasing immobiliare, cos’è
Il leasing immobiliare è un particolare contratto che prevede che una banca o un intermediario finanziario «si obbliga ad acquistare o a far costruire l’immobile su scelta e secondo le indicazioni dell’utilizzatore» ponendo, però, a carico di entrambe le parti ben precisi obblighi.
L’utilizzatore assume tutti i rischi con riferimento all’eventuale perimento del bene e si obbliga a corrispondere regolarmente i canoni periodici.
Inoltre, è tenuto al riscatto finale dell’immobile, contrattualmente prestabilito, salvo il caso nel quale decida di non esercitare il riscatto stesso, dandone comunicazione al concedente.
Il corrispettivo che l’utilizzatore paga alla banca per godere dell’immobile acquistato o costruito in base alle sue esigenze tiene conto del prezzo di acquisto della casa e della durata del contratto.
E se l’utilizzatore non paga il corrispettivo?
In caso di inadempimento il contratto di leasing immobiliare viene risolto e il concedente ha diritto alla restituzione della casa.
In caso di inadempimento, il concedente ha diritto di risolvere il contratto di leasing immobiliare e di chiedere la restituzione dell’immobile, ma dovrà corrispondere all’utilizzatore quanto ricavato dalla vendita che deve avvenire, in ogni caso, a valore di mercato e nel rispetto dei criteri di trasparenza e pubblicità nei confronti dell’utilizzatore, scomputando però l’importo che corrisponde ai canoni scaduti e non pagati fino alla risoluzione del contratto.
L’utilizzatore, dal suo canto, può chiedere alla banca la sospensione del pagamento dei corrispettivi periodici, ma solo una volta per tutta la durata del contratto e per un periodo non superiore a 12 mesi.
La sospensione dal pagamento dei canoni si può chiedere alla banca se, dopo la stipula del contratto di leasing, l’utilizzatore perde il posto di lavoro, tranne se vi è stata risoluzione consensuale, quando acquisisce il diritto ad andare in pensione, in caso di licenziamento per giusta causa ovvero in caso di sue dimissioni non per giusta causa.
La sospensione, in ogni caso, non determina l’applicazione di alcuna commissione o spesa d’istruttoria e avviene senza richiesta di garanzie aggiuntive.

Leasing immobiliare e agevolazioni fiscali
Per incentivare l’acquisto o la costruzione di un immobile con lo strumento leasing immobiliare, la legge di Stabilità 2016 ha introdotto sconti fiscali a favore dell’utilizzatore.
In particolare, è prevista una deduzione dal reddito del 19% fino a un massimo di 8.000 euro annui, per chi ricorre alla locazione finanziaria in alternativa al mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale.
Per fruire di tali detrazioni però l’utilizzatore non deve avere più di 35 anni e il suo reddito annuo non deve superare 55.000 mila euro. Inoltre, deve destinare l’immobile, entro un anno dalla consegna, ad abitazione principale.
Per chi ha compiuto 35 anni, la detrazione fiscale è dimezzata (4.000 euro la detrazione sui canoni e 10.000 quella sul riscatto).
Inoltre, in caso di immobile non di lusso adibito a prima casa, si applica un’imposta di registro ridotta pari all’1,5%.


SCIA o permesso di costruire: quale titolo occorre per un muro di cinta?

La realizzazione di un muro di cinta di modesta altezza non richiede permesso di costruire. Ecco come stabilirlo

La
sentenza 10/2016 del Consiglio di Stato chiarisce quali sono i criteri per stabilire se un’opera non espressamente prevista dal testo unico sull’edilizia necessita o meno di permesso di costruire.

Il caso in esame riguarda la costruzione di un semplice muretto di recinzione in cemento armato, a supporto della rete metallica posta a divisione di 2 lotti in un’area industriale.

Ritenuta l’opera abusiva, l’Amministrazione emana provvedimento di demolizione nei confronti dell’interessato che, a sua volta, presenta ricorso al TAR.

I giudici di primo grado, ritenendo che il muro divisorio non potesse qualificarsi come semplice muro di contenimento del terreno ma come “nuova costruzione”, respingono il ricorso presentato.

Avverso a tale sentenza il ricorrente propone ricorso al Consiglio di Stato che ribalta quanto stabilito dal TAR.

Il Testo Unico dell’edilizia non contiene indicazioni precise circa il titolo edilizio richiesto per la realizzazione del muro di cinta pertanto, secondo l’orientamento del Consiglio di Stato, più che alla tipologia di intervento edilizio occorre far riferimento all’impatto effettivo che le opere generano sul territorio.

In pratica
l’intervento edilizio va qualificato quale nuova costruzione (con relativo rilascio dei necessari titoli abilitativi) se è in grado di determinare significative trasformazioni urbanistiche e edilizie.

Il muretto in esame, come evidenziato da foto e perizie tecniche, supera di poco il piano di campagna e comporta un impatto di scarsa trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio.

Sulla base di quanto espresso dai giudizi di Palazzo Spada, la realizzazione di muri di cinta di modesti corpo e altezza, che non superano la soglia della “trasformazione urbanistico-edilizia”, non richiede il permesso di costruire ma è generalmente assoggettabile al solo regime della SCIA.

Clicca qui per scaricare la Sentenza 10/2016


Edilizia scolastica e indagini diagnostiche sui solai, arrivano i finanziamenti

Il Miur (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) ha pubblicato l’avviso per la procedura pubblica relativa al finanziamento in favore degli enti locali per effettuare le indagini diagnostiche dei solai degli edifici scolastici pubblici.

Scopo del finanziamento è quello di garantire la sicurezza nelle scuole e prevenire eventuali crolli di solai e controsoffitti, concedendo agli enti locali i contributi a favore di indagini diagnostiche sui solai degli edifici pubblici scolastici.

Ecco quanto indicato nell’avviso pubblico del Miur. Indagini diagnostiche sui solai, soggetti ammessi.

I soggetti ammessi al bando per il finanziamento sono tutti gli enti locali proprietari di un edificio scolastico (anche più di uno) di ogni ordine e grado.

Indagini diagnostiche sui solai, tipologia delle indagini e importo del contributo

Gli interventi ammessi a finanziamento riguardano esclusivamente indagini diagnostiche relative ad elementi strutturali e non dei solai di edifici pubblici scolastici (nel capitolato tecnico vengono descritte le tipologie di indagini ammesse).

L’importo massimo del contributo è pari a:
•4.000 euro per le indagini su elementi non strutturali per le scuole del primo ciclo
•6.000 euro per le indagini su elementi non strutturali per le scuole del secondo ciclo
•7.000 euro per le indagini su elementi strutturali per le scuole del primo ciclo
•9.000 euro per le indagini su elementi strutturali per le scuole del secondo ciclo

Indagini diagnostiche sui solai, modalità di presentazione della domanda

Gli enti locali interessati devono inviare la domanda di partecipazione, opportunamente completata con tutti i dati richiesti, dal 26 ottobre al 18 novembre 2015 attraverso l’apposito link.

Indagini diagnostiche sui solai, valutazione candidature

La valutazione delle candidature ai fini dell’assegnazione dei contributi avviene sulla base di un punteggio. I punteggi si calcolano in base a:
•vetustà degli edifici
•quota di cofinanziamento per l’espletamento di ciascuna indagine
•indice di rischio sismico
•assenza o presenza di eventuale finanziamento negli ultimi 5 anni

Clicca qui per scaricare l’avviso pubblico per il finanziamento delle indagini diagnostiche sui solai delle scuole


Distanze tra edifici, i lucernari vanno considerati luci o vedute?

Il Consiglio di Stato con la Sentenza 4628 del 5 ottobre 2015 ha chiarito che le norme sulle distanze tra edifici non si applicano in caso di presenza di lucernari.

In particolare, il decreto ministeriale 1444/1968 sulle distanze tra edifici e standard urbanistici prevede, all’articolo 9, che la distanza minima che deve intercorrere tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti sia pari ad almeno 10 m.

Secondo i giudici di Palazzo Spada, per pareti finestrate si intendono, secondo l’univoco e costante insegnamento della giurisprudenza, unicamente “le pareti munite di finestre qualificabili come vedute, senza ricomprendere quelle sulle quali si aprono semplici luci”.

I velux non possono di certo considerarsi “vedute” alla stregua dell’articolo 900 codice civile: non consentono infatti né di affacciarsi sul fondo del vicino (prospectio) né di guardare di fronte, obliquamente o lateralmente (inspectio), ma costituiscono semplici luci in quanto consentono il solo passaggio dell’aria e della luce.

Conseguentemente, l’articolo 9 del decreto ministeriale 1444/1968 non è applicabile in caso di presenza di un lucernario di tipo velux posto su un tetto di un edificio da cui i proprietari dello stesso prendono luce ed aria.

Clicca qui per scaricare la Sentenza 4628/2015 del Consiglio di Stato su distanza tra edifici e lucernari


Relazione tecnica prevenzione incendi e fotovoltaico: un’utile guida dai VV.F.

La guida ha lo scopo principale di fornire un ausilio al personale chiamato a svolgere l’attività investigativa conseguente al verificarsi di un incendio, ma è certamente molto utile anche ai progettisti impiegati nella prevenzione incendi di attività in cui sono presenti impianti fotovoltaici.

La relazione illustra in maniera chiara e semplice, con l’ausilio di molte immagini esplicative e foto, le diverse tipologie di impianto fotovoltaico (grid-connected e stand alone), i vari componenti che costituiscono l’impianto (generatore, quadro di campo, inverter, contatore dell’energia prodotta, quadro generale, utenza, contatore bidirezionale, etc.), le strutture di sostegno dei pannelli, le tipologie di connessione.

Si analizzano, inoltre, le principali cause di incendio in presenza di un impianto fotovoltaico, con una serie di casi pratici ed esempi applicativi, ponendo particolare attenzione all’analisi dei cablaggi, che spesso costituiscono il punto debole dell’impianto.

Alla fine del documento è allegata, a titolo esemplificativo, una scheda di raccolta dati utilizzata internamente dai VV.F. a fini statistici, per raccogliere informazioni utili e dati a seguito di un incendio.

Clicca qui per scaricare la Relazione tecnica sugli incendi negli impianti fotovoltaici


Interventi edilizi e titoli abilitativi , differenze tra CIL, CILA, SCIA, Super-DIA e Permesso di costruire

TITOLI ABILITATIVI IN EDILIZIA
I titoli abilitativi edilizi sono disciplinati dal testo unico sull’edilizia (D.P.R. 380/2001) e sono rappresentati da:
•CIL (Comunicazione di Inizio Lavori) e CILA (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata)
•SCIA (segnalazione certificata di inizio attività)
•Permesso di costruire
•Super-DIA

INTERVENTI EDILIZI
I titoli abilitativi sono strettamente legati alla tipologia di interventi da eseguire.
Il D.P.R. 380/2001, all’art. 3, definisce le seguenti tipologie di interventi:
interventi di manutenzione ordinaria: interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti;
•interventi di manutenzione straordinaria: opere e modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino modifiche delle destinazioni di uso. Sono inclusi anche gli interventi frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso;
interventi di restauro e di risanamento conservativo: interventi edilizi rivolti a conservare l’organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell’organismo stesso, ne consentano destinazioni d’uso con essi compatibili. Tali interventi comprendono il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell’edificio, l’inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell’uso, l’eliminazione degli elementi estranei all’organismo edilizio;
interventi di ristrutturazione edilizia: interventi rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente. Tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell’edificio, l’eliminazione, la modifica e l’inserimento di nuovi elementi ed impianti. Sono ricompresi anche quelli consistenti nella demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria di quello preesistente, fatte salve le sole innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica nonché quelli volti al ripristino di edifici, o parti di essi, eventualmente crollati o demoliti, attraverso la loro ricostruzione, purché sia possibile accertarne la preesistente consistenza;
interventi di nuova costruzione: quelli di trasformazione edilizia e urbanistica del territorio non rientranti nelle categorie definite alle lettere precedenti sono comunque da considerarsi tali:
- la costruzione di manufatti edilizi fuori terra o interrati, ovvero l’ampliamento di quelli esistenti all’esterno della sagoma esistente;
- gli interventi di urbanizzazione primaria e secondaria realizzati da soggetti diversi dal comune;
- la realizzazione di infrastrutture e di impianti, anche per pubblici servizi, che comporti la trasformazione in via permanente di suolo inedificato;
- l’installazione di torri e tralicci per impianti radio-ricetrasmittenti e di ripetitori per i servizi di telecomunicazione;
- l’installazione di manufatti leggeri, anche prefabbricati, e di strutture di qualsiasi genere, quali roulottes, campers, case mobili, imbarcazioni, che siano utilizzati come abitazioni, ambienti di lavoro, oppure come depositi, magazzini e simili, e che non siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee e salvo che siano installati, con temporaneo ancoraggio al suolo, all’interno di strutture ricettive all’aperto, in conformità alla normativa regionale di settore, per la sosta ed il soggiorno di turisti;
- gli interventi pertinenziali che le norme tecniche degli strumenti urbanistici, in relazione alla zonizzazione e al pregio ambientale e paesaggistico delle aree, qualifichino come interventi di nuova costruzione, ovvero che comportino la realizzazione di un volume superiore al 20% del volume dell’edificio principale;
- la realizzazione di depositi di merci o di materiali, la realizzazione di impianti per attività produttive all’aperto ove comportino l’esecuzione di lavori cui consegua la trasformazione permanente del suolo inedificato.
interventi di ristrutturazione urbanistica: interventi rivolti a sostituire l’esistente tessuto urbanistico-edilizio con altro diverso, mediante un insieme sistematico di interventi edilizi, anche con la modificazione del disegno dei lotti, degli isolati e della rete stradale

ATTIVITÀ di EDILIZIA LIBERA (nessun titolo abilitativo)
L’art. 6 comma 1 del D.P.R. 380/2001 definisce una serie di interventi di edilizia libera che possono essere eseguiti senza alcun titolo abilitativo :
•gli interventi di manutenzione ordinaria
•gli interventi di installazione delle pompe di calore aria-aria di potenza termica utile nominale inferiore a 12 kW
•gli interventi volti all’eliminazione di barriere architettoniche che non comportino la realizzazione di rampe o di ascensori esterni, ovvero di manufatti che alterino la sagoma dell’edificio
•le opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo che abbiano carattere geognostico
•i movimenti di terra strettamente pertinenti all’esercizio dell’attività agricola e le pratiche agro-silvopastorali
•le serre mobili stagionali, sprovviste di strutture in muratura, funzionali allo svolgimento dell’attività agricola

CIL (COMUNICAZIONE DI INIZIO LAVORI)
La CIL (Comunicazione di Inizio Lavori) è una comunicazione da presentare allo Sportello unico per l’edilizia per realizzare determinati tipi di interventi di edilizia libera.
In particolare, l’articolo 6 comma 2 del D.P.R. 380/2001 prevede che i lavori da realizzare previa presentazione della CIL sono i seguenti:
•opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee e ad essere immediatamente rimosse al cessare della necessità e, comunque, entro un termine non superiore a 90 giorni
•opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni
•realizzazione di intercapedini interamente interrate e non accessibili, vasche di raccolta delle acque, locali tombati
•pannelli solari, fotovoltaici, a servizio degli edifici, da realizzare al di fuori della zona A) del DM 1444/1968
•aree ludiche senza fini di lucro
•elementi di arredo delle aree pertinenziali degli edifici
La comunicazione di inizio lavori viene presentata compilando apposita modulistica.
Il modello unico nazionale di CIL è stato definito nella Conferenza Unificata del 18 dicembre 2014.

CILA (COMUNICAZIONE DI INIZIO LAVORI ASSEVERATA)
La CILA (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata) è una comunicazione che l’avente diritto presenta al Comune per realizzare i lavori di edilizia libera, definiti all’articolo 6, comma 2 lettera a) ed e-bis) del D.P.R. 380/2001.
La comunicazione di inizio lavori asseverata viene presentata allegando all’apposita modulistica l’elaborato progettuale e l’asseverazione di un tecnico abilitato, il quale attesta sotto la propria responsabilità che:
•i lavori sono conformi agli strumenti urbanistici approvati
•i lavori sono conformi ai regolamenti edilizi vigenti
•i lavori sono compatibili con la normativa in materia sismica
•i lavori sono compatibili con la normativa sul rendimento energetico nell’edilizia
•i lavori non interessano le parti strutturali dell’edificio
I lavori per i quali è necessario presentare la CILA sono definiti dall’ art. 6 comma 2 lettera a) ed e-bis):
•gli interventi di manutenzione straordinaria
•l’apertura di porte interne o lo spostamento di pareti interne, sempre che non riguardino le parti strutturali dell’edificio […]
•le modifiche interne di carattere edilizio sulla superficie coperta dei fabbricati adibiti ad esercizio d’impresa, sempre che non riguardino le parti strutturali
•le modifiche della destinazione d’uso dei locali adibiti ad esercizio d’impresa
La comunicazione di inizio lavori viene presentata compilando apposita modulistica.
Il modello unico nazionale di CILA è stato definito nella Conferenza Unificata del 18 dicembre 2014.

SCIA (SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITÀ)
La SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) consente la realizzazione di interventi edilizi dopo aver presentato al Comune (Sportello unico per l’edilizia) l’apposita documentazione asseverata da un tecnico abilitato.
La SCIA è un titolo edilizio, al pari del permesso di costruire, che si forma solo se sussistono tutte le condizioni e i requisiti previsti dalla normativa vigente; in questo caso, l’onere della verifica viene trasferito dal Comune al privato, che attesta ed autocertifica, grazie al ricorso ad un tecnico abilitato, l’esistenza di tutti i presupposti per realizzare l’intervento.
L’articolo 22 del D.P.R. 380/2001 stabilisce che sono realizzabili mediante SCIA gli interventi non riconducibili all’elenco di cui all’articolo 10 (soggetti a permesso di costruire) e all’articolo 6 (edilizia libera), che siano conformi alle previsioni degli strumenti urbanistici, dei regolamenti edilizi e della disciplina urbanistico-edilizia vigente.
Sono, altresì, realizzabili mediante SCIA le varianti a permessi di costruire che:
•non incidono sui parametri urbanistici e sulle volumetrie
•non modificano la destinazione d’uso e la categoria edilizia
•non alterano la sagoma dell’edificio qualora sottoposto a vincolo ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42
•non violano le eventuali prescrizioni contenute nel permesso di costruire
Sono realizzabili, inoltre, mediante SCIA e comunicate a fine lavori con attestazione del professionista, le varianti a permessi di costruire che non configurano una variazione essenziale, a condizione che siano conformi alle prescrizioni urbanistico-edilizie e siano attuate dopo l’acquisizione degli eventuali atti di assenso prescritti dalla normativa sui vincoli paesaggistici, idrogeologici, ambientali, di tutela del patrimonio storico, artistico ed archeologico e dalle altre normative di settore.
Il modello unico nazionale di SCIA è stato definito nella Conferenza Unificata del 12 giugno 2014.

Super-DIA
La super-DIA è disciplinata dall’art. 22 del D.P.R. 380/2001 e consente di realizzare, in alternativa al permesso di costruire, i seguenti interventi:
•interventi di ristrutturazione edilizia che portino ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente e che comportino un aumento di unità immobiliari, una modifica del volume, della sagoma, dei prospetti o delle superfici di cui all’articolo 10, comma 1, lettera c)
•gli interventi di nuova costruzione o di ristrutturazione urbanistica qualora siano disciplinati da piani attuativi comunque denominati […]
•gli interventi di nuova costruzione qualora siano in diretta esecuzione di strumenti urbanistici generali recanti precise disposizioni plano-volumetriche
La super DIA va presentata al Comune almeno 30 giorni prima dell’inizio dei lavori e ad essa sono allegati la relazione tecnica a firma di un tecnico abilitato, tutti gli elaborarti progettuali, l’asseverazione della conformità delle opere da realizzare alle norme urbanistiche, edilizie, di sicurezza e igienico sanitarie.
Il modello unico nazionale di Super-DIA è stato definito nella Conferenza Unificata del 16 luglio 2015.

PERMESSO DI COSTRUIRE
Il permesso di costruire è disciplinato dagli articoli da 10 a 20 D.P.R. 380/2001; costituisce un’autorizzazione amministrativa rilasciata dal Comune, che consente l’attività di trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio, in conformità agli strumenti di pianificazione urbanistica.
Costituiscono interventi di trasformazione urbanistica e trasformazione edilizia del territorio e sono subordinati a permesso di costruire:
•gli interventi di nuova costruzione
•gli interventi di ristrutturazione urbanistica
•gli interventi di ristrutturazione edilizia che portino ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente e che comportino modifiche della volumetria complessiva degli edifici o dei prospetti
•limitatamente agli immobili compresi nelle zone omogenee A, interventi che comportino mutamenti della destinazione d’uso e interventi che comportino modificazioni della sagoma di immobili sottoposti a vincoli ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e successive modificazioni.
La domanda per il rilascio del permesso di costruire deve essere corredata da:
•attestazione concernente il titolo di legittimazione
•relazione tecnica a firma di un tecnico abilitato
•elaborarti progettuali richiesti dal regolamento edilizio
•asseverazione della conformità delle opere da realizzare alle norme urbanistiche, edilizie, di sicurezza e igienico sanitarie
Il modello unico nazionale di Permesso di costruire è stato definito nella Conferenza Unificata del 12 giugno 2014.


Diritti del cittadino: ecco la nuova carta del notariato

Il Consiglio Nazionale del Notariato insieme a 10 associazioni dei consumatori (Adiconsum, Adoc, Assoutenti, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Federconsumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori) ha pubblicato “La carta dei diritti del cittadino nei rapporti con il notaio“, per far conoscere le garanzie che il notaio deve offrire al cittadino nell’esercizio della sua funzione pubblica.

L’opuscolo ha lo scopo di informare il cittadino dei suoi diritti a tutela dei suoi beni e rendere trasparente e facilmente comprensibile una professione complessa come quella del notaio.

Si propone come uno strumento di facile lettura utile ad orientare l’utente nella complessità della prestazione notarile e renderlo consapevole delle garanzie offerte dall’atto pubblico nelle operazioni economiche che riguardano la famiglia, la casa, i mutui le successioni, ecc.

I diritti del cittadino
Il cittadino ha diritto che il notaio:
- accetti la richiesta delle parti di redigere un atto: non può rifiutare la sua prestazione se non nei casi espressamente previsti dalla legge (per esempio un atto illegittimo);
- garantisca assoluta indipendenza e imparzialità: non può mai fare l’interesse di una sola delle parti, anche quando è scelto da una di esse, ma deve evidenziare eventuali squilibri giuridici contrattuali;
- accerti la volontà e l’identità delle persone che intervengono in un atto e la loro capacità di compierlo;
- fornisca un preventivo di massima e, dopo aver acquisito la documentazione necessaria, un preventivo di spesa dettagliato dell’atto con indicazione separata delle singole voci: tasse, onorario e Iva. È bene tener presente che, come per ogni altra prestazione professionale, quello del costo non è il solo criterio per orientare la scelta. I Consigli Notarili Distrettuali, organi locali di vigilanza sui notai, quando ne venga fatta richiesta, hanno il dovere di verificare la congruità della parcella con riferimento alle imposte e anticipazioni. Si ricorda che le tariffe notarili sono state abrogate.
- verifichi la sussistenza di requisiti per eventuali benefici fiscali o evidenzi eventuali problemi giuridici e fiscali prospettando soluzioni alternative rispetto a quelle richieste;
- effettui i controlli presso i Pubblici Registri;
- verifichi, per quanto di sua competenza, che i beni siano commerciabili e quindi possano essere trasferiti;
- rispetti tutte le formalità per la validità dell’atto;
- legga integralmente l’atto pubblico davanti alle parti fornendo ogni chiarimento necessario e, una volta approvato, lo faccia sottoscrivere dalle parti alla sua presenza;
- registri l’atto presso l’Agenzia delle Entrate e paghi le relative imposte e tasse per conto del cliente;
- depositi l’atto nei Pubblici Registri nei termini previsti dalla legge;
- garantisca l’assoluta riservatezza, sua e dei suoi collaboratori, sugli atti stipulati e sulle informazioni comunicate;
- fornisca una copia conforme del contratto sottoscritto
- emetta fattura per il compenso corrisposto con l’indicazione dettagliata delle singole voci.

Le Garanzie offerte dal notaio
Ecco alcune garanzie che il notaio deve offrire:
- l’atto notarile è conforme alla volontà delle parti;
- l’atto è valido e quindi conforme alla legge;
- gli effetti giuridici dell’atto non sono pregiudicati da vincoli o da diritti di terzi (ad esempio ipoteche, pignoramenti, servitù, prelazioni, altro) di cui le parti non siano a conoscenza;
- verserà regolarmente tutte le imposte dovute nei tempi previsti dalla legge.

Clicca qui per scaricare la carta dei diritti del cittadino nei rapporti con il notaio


Detrazione 65 e schermature solari, la guida Federlegno

La Legge di Stabilità 2015 (Legge 190/2014) ha prorogato l'agevolazione del 65 % a tutto il 2015 e l’ha estesa anche all’acquisto e alla posa in opera di schermature solari.

FederlegnoArredo ha pubblicato una breve guida che spiega come individuare correttamente la tipologia di prodotti che possono essere installati per usufruire dell'ecobonus del 65%.

Il documento contiene utili suggerimenti per consumatori, rivenditori e operatori del settore per la corretta applicazione della normativa e su come procedere passo passo per ottenere il beneficio.

Vengono definiti tutti i prodotti che possono rientrare nel bonus, come ad esempio i vari tipi di tendaggio e anche le zanzariere. Non sono detraibili, invece, quelle schermature aggettanti poste con orientamento a nord e che non sono conformi alle finalità della norma (ad esempio soluzioni fisse che non garantirebbero al sistema schermo-intercapedine- serramento il contributo energetico delle stagioni invernali). Sono escluse anche le tende decorative.

In particolare, gli argomenti trattati sono:
- introduzione e valore della normativa
- definizione di schermatura solare e suo campo di applicazione
- beneficiari della misura fiscale e procedure amministrative
- suggerimenti
- FAQ

Clicca qui per scaricare la guida Federlegno per la detrazione del 65% per schermature solari



Bonus mobili, detrazioni per ristrutturazioni, mutui... Ecco i nuovi chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

Tutti i dubbi e le incertezze in tema di bonus ristrutturazioni sono stati raccolti in una sola Circolare contenente i chiarimenti che l'Agenzia delle Entrate ha fornito sulle varie questioni interpretative in materia di Irpef prospettate dai Caf e da altri soggetti.

La Circolare n.17/E/2015 dell’Agenzia affronta e chiarisce varie questioni interpretative riguardanti le detrazioni fiscali, gli oneri deducibili, i redditi da lavoro dipendente e le imposte indirette, in merito a:
- spese sanitarie
- spese di istruzione
- recupero del patrimonio edilizio
- detraibilità interessi di mutuo e trasferimento all’estero
- detrazione per l’acquisto di mobili e successione
- credito d’imposta riacquisto prima casa
- altre questioni

Ordinante del bonifico diverso dal beneficiario della detrazione
L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che è possibile usufruire regolarmente del bonus fiscale anche se l’ordinante del bonifico è diverso dal beneficiario. In tal caso è necessario che dal bonifico emerga in modo chiaro chi è il soggetto che usufruisce della detrazione, con l’esplicita indicazione del codice fiscale.

Nuove detrazioni su immobili che hanno già goduto del beneficio
Chi ha usufruito già della detrazione fiscale per un intervento di ristrutturazione edilizia può nuovamente accedere al beneficio se intraprende dei nuovi lavori di riqualificazione.
Per avere diritto alla detrazione completa sullo stesso immobile, ossia ancora una volta con il limite di spesa pari a 96.000 euro, la nuova ristrutturazione deve configurarsi come un intervento autonomo e non la prosecuzione di quello per cui si è già usufruito del bonus. L’autonomia dell’intervento emerge, oltre che da elementi di fatto (titolo abilitativo, collaudo dell’opera e dichiarazione di fine lavori), anche dall’autonoma certificazione dei lavori.
In caso di prosecuzione di una precedente ristrutturazione, il limite di spesa per i nuovi lavori non sarà più pari a 96.000 euro, ma si dovranno detrarre le somme già spese.

Beneficiario che lascia in eredità l’immobile
Infine è stato affrontato il caso di trasferimento mortis causa della titolarità dell'immobile sul quale sono stati realizzati interventi di recupero edilizio negli anni precedenti.
In caso di trasferimento dell’immobile, su cui sono già stati effettuati gli interventi di ristrutturazione per cui si sta usufruendo della detrazione fiscale, l’erede ha diritto al rimborso delle rate rimanenti, a condizione che abbia “detenzione materiale e diretta del bene”, ossia la disponibilità immediata del bene per tutta la durata del rimborso. Pertanto, se l’erede concede l’immobile in comodato o in locazione perderà il diritto a percepire la detrazione fiscale rimanente.
Per continuare ad usufruire del bonus fiscale non è invece rilevante che l’immobile sia destinato ad abitazione principale dell’erede.

Bonus mobili ed eredità dell’immobile
Diversamente da quanto accade per le detrazioni sulle ristrutturazioni, l’erede non ha diritto a subentrare al bonus mobili.
Nonostante la detrazione del 50% sull’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici nel limite di 10 mila euro presupponga la fruizione della detrazione sugli interventi di recupero del patrimonio edilizio, si tratta di 2 agevolazioni differenti e regolate da norme diverse, che per gli arredi non prevedono il trasferimento mortis causa del bonus.

Clicca qui per scaricare la Circolare AE 17/2015



Rent to buy, quali le tasse da applicare al canone d’affitto e quali alla quota di anticipo prezzo?

Il Decreto 133/2014 (Legge 164/2014) ha introdotto una nuova tipologia contrattuale, il rent to buy, ossia l’affitto con riscatto.

Si tratta di un contratto relativo al godimento di un immobile, in funzione della successiva alienazione (V. art. sotto: “Proprietari di casa senza il mutuo grazie al rent to buy. Ecco la cose da sapere sull’acquisto con riscatto”), caratterizzato dai seguenti elementi:
- l’immediata concessione in godimento dell’immobile mediante il pagamento di canoni;
- il diritto del conduttore di acquistare successivamente il bene;
- l’imputazione di una quota dei canoni, nella misura indicata nel contratto, al corrispettivo del trasferimento.

L’Agenzia delle Entrate ha fornito i primi chiarimenti (Circolare 4/E del 19 febbraio 2015) sulla disciplina fiscale da applicare per la tassazione dei contratti in argomento, a seconda della funzione specifica per cui il canone viene versato: il godimento dell’immobile o l'acconto sul prezzo finale di trasferimento.
Nel caso della locazione si applicano, per le imposte dirette ed indirette, le disposizioni previste per i contratti di locazione.
Per la quota di canone versata come anticipazione del corrispettivo pattuito per la vendita dell’immobile, invece, si applicherà la normativa fiscale prevista per gli acconti-prezzo.
Nello specifico, la Circolare tratta i seguenti argomenti:
- l’inquadramento civilistico dei contratti di godimento in funzione della successiva alienazione di immobili;
- la disciplina fiscale dei contratti di godimento in funzione della successiva alienazione di immobili;
- la fase di godimento dell’immobile: trattamento del canone per godimento del bene e acconto prezzo;
- l’esercizio del diritto di acquisto e trasferimento dell’immobile;
- il mancato trasferimento dell’immobile e restituzione degli acconti.

Clicca qui per scaricare la Circolare 4/E dell’Agenzia delle Entrate



Proprietari di casa senza il mutuo grazie al rent to buy. Ecco la cose da sapere sull’acquisto con riscatto

Si può diventare proprietari di casa anche senza chiedere un mutuo, grazie alla formula dell’affitto con riscatto, il cosiddetto “rent to buy”.
Il rent to buy può essere inteso come un nuova tipologia di contratto in cui si fondono sia un contratto di locazione che un preliminare di vendita.

In pratica, il proprietario consegna da subito l’immobile al conduttore futuro acquirente, il quale paga il canone, proprio come se fosse un affitto.
Dopo un determinato periodo di tempo, il conduttore può acquistare il bene, detraendo dal prezzo una parte dei canoni pagati.
Terminato il periodo di tempo prestabilito, generalmente 10 anni, il conduttore può acquistare definitivamente l’immobile.

Vantaggi
Il vantaggio principale per chi vende è la possibilità di trovare un maggior numero di potenziali acquirenti. Il rischio potrebbe essere legato al fatto che il conduttore potrebbe decidere di non comprare la casa. In tal caso, però, il proprietario potrà trattenere in tutto o parte di quanto è stato pagato (e sarà certamente una somma maggiore rispetto ad un normale canone di locazione).
Altro vantaggio per il venditore è che in caso di inadempimento nel pagamento dei canoni da parte del promittente acquirente, dovrà intraprendere non una normale azione di sfratto, bensì di rilascio del bene che è molto più veloce e meno costosa.
Inoltre, il venditore è comunque tutelato, in quanto il canone concordato tra le parti è solitamente più elevato rispetto a un comune canone di locazione.
D’altra parte anche il conduttore è tutelato, visto che la legge prevede la trascrizione nei registri immobiliari del contratto di rent to buy, con durata di 10 anni, che consentirà al conduttore di acquistare il bene libero da ipoteche, pignoramenti, o altre pregiudizievoli, che emergano dopo la trascrizione del rent to buy.
Inoltre, si può affittare con riscatto non solo un appartamento, ma anche autorimesse, cantine, negozi, uffici, capannoni, finanche terreni.

Regime fiscale
Dal punto di vista fiscale, nel periodo del godimento dell’immobile (durante la locazione), le imposte legate al possesso dell’immobile sono a carico del proprietario, come in qualsiasi contratto di affitto.
Le spese di trascrizione del contratto nei registri immobiliari sono, invece, a carico dell’acquirente, come le spese ed imposte dovute per l’atto di compravendita dell’immobile.
Quando si procederà alla cessione dell’immobile, si farà riferimento alle ordinarie imposte previste per la compravendita immobiliare.

In linea generale, i vantaggi per l’acquirente possono essere così riassunti:
- disponibilità immediata della nuova casa con possibilità di acquisto dopo un dato periodo e ad un prezzo prefissato;
- patrimonializzazione dei canoni di locazione che non vanno perduti;
- possibilità di vendere l’eventuale vecchia proprietà immobiliare con maggior tempo a disposizione e maggiore tranquillità;
- possibilità di superare i problemi fiscali relativi all’imposizione in caso di doppia intestazione (casa vecchia – casa nuova);
- possibilità di traslare la richiesta di mutuo al momento dell'acquisto;
- risparmio immediato degli oneri finanziari del mutuo, che verrà acceso solo al momento dell’esercizio di opzione di acquisto.

I vantaggi per il costruttore sono:
- messa a reddito del patrimonio immobiliare;
- miglioramento delle performance di vendita: il conduttore avrà tutto l'interesse ad acquistare vista la patrimonializzazione delle somme versate;
- maggior numero di potenziali acquirenti;
- maggiori tutele rispetto al regime di locazione in caso di mancato pagamento dei canoni.

Il Consiglio nazionale del Notariato ha pubblicato una pratica guida che risponde in maniera semplice alle domande più interessanti sul rent to buy e ha, inoltre, disponibile anche uno schema di contratto tipo.

Clicca qui per scaricare l’opuscolo sul rent to buy
Clicca qui per scaricare lo schema di contratto tipo



Ristrutturazioni edilizie 2015, la nuova guida dell’Agenzia delle Entrate

Pubblicata la nuova guida dell’Agenzia delle Entrate sulle agevolazioni fiscali in merito alle ristrutturazioni edilizie, aggiornata al mese di gennaio 2015.

Ricordiamo brevemente che la detrazione fiscale del 36%, resa permanente dal D.L. 201/2011 ed elevata al 50% dal D.L. 83/2012, ha subito varie proroghe, fino alla recente Legge di Stabilità 2015 che la estende a tutto il 2015.

La guida tratta i seguenti aspetti:
- la detrazione irpef per le spese di ristrutturazione
- l’Iva sulle ristrutturazioni edilizie
- la detrazione per gli acquirenti e gli assegnatari di immobili ristrutturati
- la detrazione irpef del 19% degli interessi passivi sui mutui
- i principali tipi di interventi ammessi alla detrazione irpef

Gli argomenti aggiornati, invece, fanno riferimento a:
- proroga della maggiore detrazione Irpef per le spese di ristrutturazione
- agevolazione per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici
- maggiore detrazione (Irpef e Ires) per gli interventi su edifici in zone sismiche ad alta pericolosità
- detrazione Irpef per acquisto di immobili ristrutturati
- aumento della ritenuta d’acconto sui bonifici

Clicca qui per scaricare la guida dell’Agenzia delle Entrate sulle ristrutturazioni edilizie



Novità in materia di agevolazioni fiscali per l’acquisto e la vendita di immobili. Aggiornata la guida dell’Agenzia delle Entrate

Arriva un nuovo aggiornamento alla guida dell’Agenzia delle Entrate relativa all’acquisto e vendita di immobili.

La pubblicazione contiene chiare e semplici indicazioni su tutto quello che c’è da sapere prima di acquistare o vendere un immobile, tenendo conto delle nuove disposizioni introdotte, riguardanti:
-
le nuove imposte da versare quando si acquista casa (dipendenti da vari fattori) in vigore dal 1° gennaio 2014;
-
l’agevolazione per l’acquisto di abitazioni destinate alla locazione, con una deduzione del 20% dal reddito complessivo Irpef (Legge 164/2014);
-
i requisiti necessari per usufruire delle agevolazioni prima casa, tra cui il principale è che l’abitazione non deve essere di categoria catastale A1 (abitazioni di tipo signorile), A8 (abitazioni in ville) o A9 (castelli e palazzi di eminente pregio artistico e storico).
Questi gli argomenti trattati nella guida:
- acquisto prima casa
- le detrazioni d’imposta
- contratto preliminare
- credito d’imposta
- imposta sostitutiva sulla vendita

Clicca qui per scaricare la guida “Fisco e casa: acquisto e vendita”, dicembre 2014



Piano Casa Piemonte, proroga a tutto il 2015 per le istanze di ampliamento e demolizione con ricostruzione

Pubblicata la Legge regionale del 30 dicembre 2014, n. 24 contenente la proroga al Piano Casa Piemonte.
In modifica alla precedente Legge regionale 20/2009, in materia di snellimento delle procedure in edilizia ed urbanistica, il termine “31 dicembre 2014” è stato sostituito con il nuovo termine “31 dicembre 2015”.
Pertanto, sarà possibile presentare domanda di ampliamento edilizio (fino al 20% della cubatura esistente) o demolizione con relativa ricostruzione fino al 31 dicembre 2015, dando maggior slancio alla ripresa edilizia e al recupero del patrimonio esistente.

Clicca qui per scaricare la Legge regionale 24/2014



Approvati i modelli per gli interventi di edilizia libera. Quando si usa la CIL e la CILA?

Il 18 dicembre scorso la Conferenza Unificata tra Governo, Regioni ed enti Locali, ha approvato i modelli unici per l’edilizia libera: CIL e CILA per la compilazione, rispettivamente, della Comunicazione Inizio Lavori e Comunicazione Inizio Lavori Asseverata.

In ottemperanza a quanto previsto dal Decreto Sblocca Italia, i modelli unici hanno l’obiettivo di snellire ulteriormente le pratiche burocratiche in edilizia e di semplificare il compito dei professionisti.
Il modello CIL dovrà essere presentato quando si eseguono lavori di edilizia libera, quali:
- realizzazione di opere temporanee (da rimuovere entro 90 giorni);
- realizzazione di opere di pavimentazione e finitura degli spazi esterni;
- installazione di pannelli solari o fotovoltaici;
- installazione di singoli generatori eolici con altezza non superiore a 1,5 metri e diametro non superiore a 1 metro;
- realizzazione di opere per l’arredo delle parti pertinenziali degli edifici;
- realizzazione di aree ludiche senza fini di lucro.

Il modello CILA dovrà essere presentato, invece, quando si eseguono:
- interventi di manutenzione straordinaria non riguardanti parti strutturali;
- interventi di frazionamento o di accorpamento di unità immobiliari, senza cambio di destinazione d’uso e senza aumento di volumetria.
In entrambi i casi i lavori possono incominciare il giorno stesso in cui viene presentata la comunicazione al Comune.

I moduli, riportati in allegato, contengono una parte invariabile e una parte suscettibile di modifiche, in base a cui i Comuni potranno adeguarli alle loro specificità entro 60 giorni.

Clicca qui per scaricare il modello unico CIL
Clicca qui per scaricare il modello unico CILA



A che servono e quali sono le Associazioni dei geometri?

Con la Riforma delle professioni (introdotta dal D.P.R. 132/2012) sono state modificate anche le modalità di riconoscimento delle Associazioni di categoria a cui competono attività quali:
- la promozione della formazione professionale continua
- l’adozione di un codice di condotta
- la vigilanza sulla condotta professionale dei propri iscritti
- la determinazione delle sanzioni in caso di violazioni

Per conoscere dettagliatamente quali sono le Associazioni specifiche, il Consiglio nazionale dei Geometri ha pubblicato il "Quaderno delle associazioni", una sorta di mappa dei soggetti legittimati e dei servizi offerti.

Clicca qui per scaricare il “Quaderno delle Associazioni dei geometri”


Acquisto e vendita di una casa: tutto quello che c’è da sapere nella nuova guida dell’Agenzia delle Entrate dopo lo Sblocca Italia

Il Decreto Sblocca Italia (D.L. 133/2014) ha introdotto nuove agevolazioni fiscali per chi acquista casa.
In particolare, le persone fisiche che non esercitano attività commerciali, possono godere di una deduzione dal reddito complessivo per l’acquisto di unità immobiliari da destinare alla successiva locazione.
Deve trattarsi di immobili di nuova costruzione o sui quali sono stati effettuati interventi di ristrutturazione edilizia, ceduti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie o da quelle che hanno effettuato gli stessi interventi di ristrutturazione.

Gli acquisti agevolati sono quelli effettuati dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2017.

La deduzione è pari al 20% del prezzo di acquisto dell’immobile risultante dall’atto di compravendita e spetta nel limite massimo complessivo di spesa di 300.000 euro.
Essa va ripartita in 8 quote annuali di pari importo (a partire dall’anno in cui viene stipulato il contratto di locazione) e non è cumulabile con altre agevolazioni fiscali previste per le stesse spese.

Le principali condizioni necessarie per poter usufruire dell’agevolazione sono le seguenti:
- l’unità immobiliare acquistata o costruita non deve essere classificata o classificabile nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9;
- entro 6 mesi dall’acquisto o dal termine dei lavori di costruzione, l’immobile deve essere concesso in locazione, per almeno otto anni continuativi;
- il canone deve essere non superiore a quello concordato (Legge 431/1998) o a quello convenzionale (art. 18 del Dpr 380/2001), o a quello stabilito dalla legge che ha istituito i canoni speciali (legge n. 350/2003);
- tra locatore e locatario non devono esserci rapporti di parentela entro il primo grado;
- l’unità immobiliare deve essere a destinazione residenziale e non deve trovarsi in zona agricola;
- l’immobile deve avere prestazioni energetiche di classe A o B.

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la nuova guida sulla compravendita immobiliare, che illustra in maniera semplice e dettagliata tutti gli aspetti legati alla compravendita di abitazioni: benefici “prima casa”, credito d’imposta, detrazioni fiscali, imposte sostitutive, etc.
E’ presente un paragrafo interamente dedicato all’acquisto finalizzato alla locazione e ai benefici fiscali per gli acquirenti.

Clicca qui per scaricare la nuova guida sulla compravendita immobiliare dell’Agenzia delle Entrate


Ecco il “Catalogo dei particolari costruttivi” in legno con schede e immagini esplicative

I sistemi costruttivi per edifici in legno sono universalmente riconducibili a quattro diverse tipologie:
- a telaio (timber frame o platform frame)
- a pannelli massicci portanti (X-lam)
- a blocchi massicci o tronchi sovrapposti (log house o block bau)
- a travi e pilastri (telaio pesante)

I primi due sistemi sono quelli più utilizzati grazie alla loro flessibilità di applicazione e alle possibilità offerte dal controllo numerico della produzione e della prefabbricazione in stabilimento.
FederlegnoArredo ha pubblicato un Catalogo contenente i particolari costruttivi di edifici in legno, sia per strutture a telaio che X-lam. Obiettivo della pubblicazione è la diffusione della conoscenza dell’uso strutturale del legno e delle tecnologie costruttive in legno.

L’abaco contiene descrizione ed immagini esplicative di ben 37 particolari costruttivi relativi ai seguenti collegamenti:
- collegamento pannello-fondazione
- collegamento parete-solaio
- collegamento parete-copertura
- collegamento parete-parete di continuità
- collegamento parete-parete d’angolo
- collegamento solaio-solaio
- collegamento rampa scale
- collegamento balcone

Il documento, vista la presenza di particolari costruttivi, è utilizzabile anche per la stesura di capitolati delle opere.

Clicca qui per scaricare Abaco dei particolari costruttivi


Detrazioni fiscali, bonus mobili, IMU, interessi passivi e tanto altro. Sciolti numerosi dubbi dall’Agenzia delle Entrate

Con la Circolare n. 11/E del 21 maggio 2014 l’Agenzia delle Entrate ha risposto a vari quesiti interpretativi formulati ai centri di assistenza fiscale in materia di detrazioni, in vista della prossima presentazione della dichiarazione dei redditi.

Nello specifico, l’Agenzia fornisce utili istruzioni circa gli oneri deducibili e detraibili in materia di:
- IMU/IRPEF
- spese sanitarie
- interessi passivi per mutui
- spese relative ad interventi di ristrutturazione
- spese relative ad interventi di riqualificazione energetica degli edifici
- acquisto di mobili ed elettrodomestici
- altre detrazioni (quali: agevolazioni per disabili, spese detraibili per diversi asili nido, etc.)

IMU e IRPEF

Tra le questioni affrontate nella Circolare, vi è quella dell’applicazione per il 2013 dell’effetto di sostituzione IMU-IRPEF, alla luce delle modifiche normative che hanno riguardato il versamento dell’IMU dovuta per il medesimo anno.

L'Agenzia chiarisce che per l’anno 2013 l'effetto sostitutivo si applica in tutte le ipotesi in cui è dovuta l’IMU, sia nel caso di pagamento della prima e/o seconda rata e sia nel caso di versamento della Mini IMU.
Lo stesso principio vale anche nel caso in cui l'IMU non sia stata versata a seguito di detrazioni o nel caso di importo inferiore al minimo, in quanto ciò che determina l’applicazione della regola è la circostanza che la stessa imposta sia dovuta.

La regola di alternabilità “IMU-IRPEF” non trova applicazione invece (per effetto delle disposizioni di cui all’art. 1, comma 717 L. 147/2013) per gli immobili ad uso abitativo non locati ubicati nello stesso Comune nel quale si trova l’abitazione principale del contribuente, il cui reddito concorre alla formazione del reddito imponibile nella misura del 50%.

Interventi di ristrutturazione
In materia di detrazioni per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, la nuova Circolare chiarisce che:
- sono detraibili le spese per ristrutturazioni edilizie anche quando sono state effettuate a rate tramite una società finanziaria, a condizione che il pagamento sia eseguito con bonifico e che riporti tutti i dati richiesti;
- è possibile usufruire del bonus mobili anche per chi ha acquistato tramite bonifico internazionale da un’impresa non residente;
- è ammessa la detrazione anche in caso di spese di ristrutturazione condivise con familiari conviventi del possessore o detentore dell’immobile;
- sono ammesse alla detrazione le spese per l’acquisto di box auto di pertinenza dell’abitazione principale in caso di ristrutturazione;
- è garantito l'accesso all'agevolazione in caso di errori materiali nella compilazione del bonifico che non pregiudichino l’applicazione della ritenuta d’acconto del 4%.

Bonus mobili
L'Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti e precisazioni circa l’acquisto di mobili ed elettrodomestici, specificando che il bonus spetta:
- anche a chi acquista mobili da un’impresa residente all’estero che non dispone di un conto corrente in Italia, purché il pagamento sia fatto tramite bonifico ordinario internazionale e il bonifico contenga, oltre ai dati richiesti dalla normativa, il numero di partita Iva, il codice fiscale oppure l’analogo codice identificativo attribuito al rivenditore nel paese estero;
- anche ai contribuenti che effettuano lavori di manutenzione straordinaria su impianti tecnologici di singoli immobili per ottenere risparmi energetici.

La fruizione del beneficio non spetta per la realizzazione di posti auto di pertinenza dell’abitazione.

Clicca qui per scaricare la Circolare n. 11/E del 21 maggio 2014


Nessun titolo abilitativo per la realizzazione di una veranda!

In base ad un orientamento generale, la realizzazione di una veranda sarebbe subordinata al rilascio del permesso di costruire, ma il Consiglio di Stato ha chiarito che non è così.

Nel caso in esame, in seguito all’installazione di una veranda non ancorata a pavimento, ma realizzata con pannelli posti su binari di scorrimento, interviene il Comune che chiede la sospensione e demolizione dei lavori. In particolare, la struttura in oggetto è costituita da due pali dello spessore di 8,50 cm x 11,50 cm poggiati sul pavimento del terrazzo a livello e da quattro traverse con binario di scorrimento a telo in PVC della superficie di 15 mq, dell’altezza variabile da 2,80 m a 2,10 m, ancorata al sovrastante balcone e munita di una copertura rigida di 4 m² a riparo del telo retraibile.

Respinto il ricorso presentato al Tribunale Amministrativo Regionale, che conferma quanto deciso dal Comune, interviene il Consiglio di Stato pronunciandosi definitivamente sull’appello con Sentenza 11 aprile 2014, n. 1777.

Il Consiglio di Stato accoglie il ricorso di primo grado considerando la realizzazione della veranda come un semplice intervento di arredo esterno con la funzione di riparo e protezione, rientrante nell’attività di edilizia libera.
Questa struttura non necessita la richiesta del permesso di costruire in quanto non comporta un aumento di volumetria o superficie coperta e non modifica la destinazione d'uso degli spazi, né del prospetto o della sagoma edilizia.
La struttura deve essere considerata un arredo esterno facilmente amovibile, per l’assenza di tamponature verticali, per cui non è necessario nessun titolo abilitativo.

Clicca qui per scaricare la Sentenza del Consiglio di Stato 11 aprile 2014, n. 1777


Dal Notariato lo studio con questioni applicative sulle società tra professionisti

Il Consiglio nazionale del Notariato ha pubblicato il documento “Società tra professionisti - Questioni applicative ad un anno dall'entrata in vigore”.
Le STP sono particolari forme societarie regolamentate dal D.M. 34/2013, entrato in vigore il 21 aprile 2013 (V. art. Società tra professionisti: ecco il nuovo Regolamento).

Nonostante l'attesa e le tante aspettative per la possibilità di una nuova forma di aggregazione tra professionisti alternativa a quelle già esistenti, dopo un anno dall’entrata in vigore del Regolamento, le società tra professionisti iscritte nella sezione speciale del registro delle imprese sono meno di 100.

Lo studio dei notai cerca di esaminare le questioni applicative e chiarire una serie di dubbi interpretativi approfondendo i seguenti temi:
- la scelta del modello societario, la denominazione
- le clausole statutarie obbligatorie e la determinazione dell’oggetto sociale
- l’individuazione dell’ambito applicativo della STP
- i conferimenti e le categorie dei soci professionisti
- la partecipazione dei soci per prestazioni tecniche e per fini d’investimento
- l’incompatibilità, il regime pubblicitario
- la trasformazione in STP
- il rapporto con le associazioni professionali

Clicca qui per scaricare lo studio del Notariato sulle società tra professionisti


SCIA antincendio, asseverazione, dichiarazione prodotti, ecco i nuovi modelli di prevenzione incendi obbligatori dal primo maggio

Il Ministero dell'Interno, con Circolare n. 4849 del 11 aprile 2014, pubblica i nuovi modelli antincendio che saranno obbligatori dal primo maggio 2014.

I nuovi modelli sono:
- Segnalazione Certificata di Inizio Attività con sostituzione del modello PIN 2-2012 con il modello PIN 2-2014
- Segnalazione Certificata di Inizio Attività per depositi di gas di petrolio liquefatto con sostituzione del modello PIN 2 gpl- 2012 con il modello PIN 2 gpl- 2014
- Asseverazione ai fini della sicurezza antincendio con sostituzione del modello il modello PIN 2.1-2012 con il modello PIN 2.1-2014
- Attestazione per depositi di gas di petrolio liquefatto con sostituzione del modello PIN 2.1-gpl-2012 con il modello PIN 2.1-gpl-2014
- Dichiarazione inerente i prodotti con sostituzione del modello PIN 2.3-2012 Dich. Prod. con il modello PIN 2.3-2014 Dich. Prod.
- Certificazione dell'impianto significativo ai fini antincendio con sostituzione del modello PIN 2.5-2012 Cert. Imp. con il modello PIN 2.5-2014 Cert. Imp.
- Attestazione di rinnovo periodico di conformità antincendio con sostituzione del modello PIN 3-2012 con il modello PIN 3-2014
- Attestazione di rinnovo periodico di conformità antincendio per depositi di gas di petrolio liquefatto con sostituzione del modello PIN 3-gpl-2012 con il modello PIN 3-gpl-2014
- Asseverazione ai fini della attestazione di rinnovo periodico di conformità con sostituzione del modello PIN 3.1-2012 con il modello PIN 3.1-2014

Clicca qui per scaricare i nuovi modelli antincendio


Le linee guida su terre e rocce da scavo, alla luce delle recenti semplificazioni normative

L’Arpa Lombardia ha pubblicato un documento contenente le linee guida sulla gestione di terre e rocce da scavo alla luce della Legge 9 agosto 2013 n. 98 (Legge de Fare).
Il documento fornisce utili indicazioni operative per la gestione delle “terre e rocce da scavo” e dei “materiali da scavo” alla luce delle modifiche introdotte in materia dall’art. 41 comma 2 e dall’art. 41 bis del decreto legge n. 69/2013, così come modificato dalla legge di conversione n. 98 del 2013.

La pubblicazione chiarisce che l'articolo 41 comma 2 della Legge del Fare prevede che il D.M.161/2012 (Regolamento su terre e rocce da scavo) vada applicato solo alle terre e rocce da scavo che provengono da attività oppure opere soggette a VIA (Valutazione d'Impatto Ambientale) o AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale).
Pertanto, le attività non soggette a VIA e/o AIA non devono sottostare al D.M. 161/2012; quindi, in questi casi, i materiali di scavo vanno considerati come sottoprodotti e non rifiuti.

Tuttavia, come previsto dall’art. 41-bis, il produttore deve dimostrare che sono soddisfatte alcune condizioni attraverso una dichiarazione che consenta di verificare il rispetto delle condizioni previste dalla norma e più precisamente:
- quantità e qualità dei materiali da scavo destinati all’utilizzo;
- sito di produzione, di deposito e di utilizzo
- provvedimenti, titoli in possesso del destinatario per l’utilizzo dei materiali di scavo
- tempi previsti per l’utilizzo.

Al fine di uniformare le modalità ed i contenuti della suddetta dichiarazione, Arpa Lombardia ha predisposto un modello di Dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà da compilare per rispondere alle richieste normative.

Clicca qui per scaricare le Linee guida su terre e rocce da scavo
Clicca qui per scaricare il modello di Dichiarazione


Schemi di procedure e documenti per avere le detrazioni fiscali per interventi su serramenti, caldaie e isolamento delle pareti

L’Enea, ente preposto alla promozione delle politiche di efficienza energetica, ha pubblicato i vademecum contenenti schemi e procedure per la presentazione della documentazione relativa ai lavori di riqualificazione energetica per usufruire delle detrazioni fiscali del 65%.

Per ogni intervento sono descritti i requisiti generali e tecnici, le opere agevolabili, la documentazione richiesta, le modalità di compilazione e trasmissione, per chi vuole realizzare uno dei seguenti lavori agevolati:
- serramenti
- caldaie a condensazione
- caldaie a biomasse
- pannelli solari
- pompe di calore
- coibentazione pareti
- riqualificazione globale

In allegato a questa notizia si propone la raccolta in formato “zip” contenente i vademecum aggiornati a novembre 2013 relativi agli interventi di riqualificazione energetica.

Clicca qui per scaricare i vademecum aggiornati sui lavori di riqualificazione, novembre 2013


Procedure e semplificazioni in edilizia: ecco il quadro completo delle misure adottate dal 2009 ad oggi!

Nel corso degli ultimi anni sono state adottate una serie di misure volte a semplificare le procedure amministrative riguardanti l’edilizia, finalizzate a“sburocratizzare” e rendere più rapida ed efficace l'azione amministrativa di disciplina dell'attività edilizia, paesaggistica ed ambientale.

L’ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili) ha presentato un dossier contenente la mappa delle semplificazioni legislative riguardanti l’edilizia, dal 2009 ad oggi.

All’interno del dossier, ANCE analizza gli interventi relativi alla riforma del Testo Unico dell’Edilizia (D.P.R. 380/2001) sino a giungere alle novità del Decreto del Fare.

Il dossier fornisce per ogni singolo provvedimento legato all’edilizia, al paesaggio ed all’ambiente, un prospetto riepilogativo e le modifiche apportate alla norma di riferimento.

In particolare, nel documento vengono sintetizzate le semplificazioni introdotte dai seguenti interventi normativi:
- Legge 69/2009, recante modifiche alla Legge 241/90 in materia di procedimento amministrativo, con riduzione dei tempi procedimentali, nuove responsabilità per omissione della p.a. e modifiche alla Conferenza dei Servizi;
- D.P.R. 139/2010, che introduce la procedura semplificata per l’autorizzazione paesaggistica;
- D.L. 40/2010 ("Decreto Incentivi"), che apporta modifiche al D.P.R. 380/2001 ampliando la categoria degli interventi edilizi soggetti ad attività edilizia libera e che introduce la Comunicazione di Inizio Lavori (CIL);
- D.L. 78/2010, che introduce la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA);
-D.L. 70/2011 (Decreto Sviluppo), che fornisce chiarimenti sulla SCIA, introduce il silenzio assenso sul Permesso di Costruire, regolarizza le difformità rispetto al progetto assentito nel limite del 2%, introduce semplificazioni sull’autorizzazione paesaggistica;
- D.L. 201/2011 (Decreto salva-Italia);
- D.L. 5/2012 (Decreto Semplificazioni), che introduce la cedibilità dei parcheggi pertinenziali e alcune semplificazioni nelle procedure amministrative mediante SCIA;
- D.L. 83/2012 (Decreto Sviluppo e Crescita), che introduce modifiche allo Sportello Unico per l’Edilizia e semplifica il procedimento di rilascio del Permesso di Costruire;
- D.P.R . 59/2013, che definisce l’Autorizzazione Unica Ambientale;
- D.Lgs. 33/2013 sulla trasparenza nelle Pubbliche Amministrazioni;
- D.L. 69/2013, (Decreto del Fare), che introduce deroghe in materia di limiti di distanza tra i fabbricati, elimina il vincolo del rispetto della sagoma, elimina l’obbligo della dichiarazione di indipendenza nei rapporti lavorativi tra progettista e committente o impresa, introduce semplificazioni in tema di agibilità, proroga i termini di scadenza dei titoli abilitativi, proroga le convenzioni urbanistiche.

Clicca qui per scaricare la mappa delle semplificazioni in edilizia, dal 2009 al 2013


Autorizzazioni, impianti, sicurezza. Ecco la guida per realizzare immobili rispondenti alle norme tecniche e legislative

L'Ordine degli Ingegneri di Verona ha pubblicato una pratica guida utile sia a professionisti ed imprese ma anche ai cittadini per la progettazione, realizzazione e acquisto di immobili conformi alle norme.

Il vademecum definisce tutto quanto concorre ad avere come risultato un progetto certificato: dalla fase progettuale a quella esecutiva, dalla documentazione necessaria e obbligatoria alle figure professionali che intervengono.

Vengono illustrate in maniera schematica
- autorizzazioni, progetti e ruoli (dal certificato di agibilità, alla dichiarazione di conformità, al certificato di collaudo);
- caratteristiche delle strutture;
- tipologie di impianti termici e elettrici;
- requisiti acustici;
- requisiti antincendio;
- procedure e norme di sicurezza in edilizia.

Nel documento, inoltre, sono analizzati gli elementi che l’acquirente deve approfondire sotto il profilo della sicurezza e del risparmio energetico (ad esempio: la constatazione di avere impianti a norma con le disposizioni di legge relative alla sicurezza antincendio, la realizzazione dell’involucro edilizio nell’ottica dell’efficienza energetica, etc.) per conoscere la qualità dell’immobile che sta per acquistare e le spese che dovrà sostenere per la gestione energetica.

Clicca qui per scaricare il vademecum “L’acquisto certificato di un immobile”



Linee guida alla progettazione, installazione ed esercizio di impianti solari termici

Il solare termico è una tecnologia finalizzata a catturare l’energia del sole ed impiegarla come fonte alternativa ai combustibili fossili.

A differenza degli impianti fotovoltaici, usati per generare energia elettrica, gli impianti solari termici producono acqua calda da impiegare ad uso sanitario o ad integrazione negli impianti di riscaldamento.
PerSIL (Performance Solari e Industria Locale) ha pubblicato le linee guida alla progettazione, installazione ed esercizio degli impianti solari termici.
Il manuale, proposto in allegato a questo articolo, contiene numerose immagini e schemi ed è certamente utile sia ai progettisti che agli installatori.

Gli argomenti trattati sono:
- Principi generali e tipologie di impianti solari termici
- Progettazione di impianti solari termici
- Installazione di impianti solari termici
- Collaudo e manutenzione di impianti solari termici

Clicca qui per scaricare la guida al solare termico PerSIL



Dall’ENEA i vademecum aggiornati sui lavori di riqualificazione: serramenti, caldaie, pannelli solari, pompe di calore, etc.

L’Enea, ente preposto alla promozione delle politiche di efficienza energetica, ha aggiornato a maggio 2012 i vademecum per la presentazione della documentazione relativa ai lavori di riqualificazione energetica, al fine di ottenere le detrazioni fiscali previste.

I vademecum indicano cosa fare a chi effettua lavori di riqualificazione energetica, fornendo informazioni utili circa la documentazione necessaria e le modalità di compilazione e trasmissione.

In allegato a questa notizia proponiamo la raccolta in formato “zip” contenente i manuali relativi a:
- serramenti e infissi
- caldaie a condensazione
- caldaie a biomassa
- pannelli solari
- pompe di calore
- coibentazione pareti e coperture
- riqualificazione globale

Clicca qui per scaricare i vademecum per l’uso: serramenti e infissi, caldaie a condensazione, caldaie a biomasse, pannelli solari, pompe di calore, coibentazione pareti e coperture, riqualificazione globale


Indagini e interventi su terreni ed edifici colpiti dal sisma: ecco la guida definitiva!

Nel panorama edilizio odierno capita spesso di dover intervenire su edifici danneggiati da calamità naturali, con la necessità di verificare l’agibilità statica di tali edifici.

Il Consorzio della Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica (ReLUIS) ha pubblicato la versione definitiva delle “Linee guida da seguire per modalità di indagine sulle strutture e sui terreni per i progetti di riparazione, miglioramento e ricostruzione di edifici inagibili”.

Le linee guida delineano gli elementi fondamentali per la progettazione di un piano di indagini strutturali e geotecniche e per la successiva interpretazione dei risultati.
Vengono definite in dettaglio le prove relative alle varie strutture e indicati i principi, le modalità di esecuzione, le annotazioni e le raccomandazioni.
È così strutturato:
prove per strutture in calcestruzzo armato:
- indagini distruttive
- indagini non distruttive
prove per strutture in muratura:
- indagini debolmente distruttive
- indagini non distruttive
prove sui terreni

Clicca qui per scaricare le linee guida relative a prove e interventi sugli edifici esistenti



Come proteggere gli impianti antincendio in caso di sisma: dai VV. F. la guida per la progettazione e l’installazione

A seguito dei recenti eventi sismici, verificatisi sia sul territorio nazionale che all’estero, si è spesso verificato che l’inagibilità degli edifici colpiti sia dovuta al danneggiamento di elementi non strutturali (impianti di vario tipo) piuttosto che di elementi strutturali.

Nelle infrastrutture e negli edifici strategici è fondamentale garantire un’adeguata protezione sismica agli impianti principali, quali:
- impianti antincendio
- impianti elettrici
- impianti idrici e sanitari
al fine di consentire le operazioni di soccorso in caso di sisma.

Il Dipartimento dei Vigili del Fuoco ha pubblicato una pratica guida in cui vengono individuati gli interventi da adottare in fase di progettazione e realizzazione di impianti antincendio, al fine di garantire la protezione sismica degli impianti.
In particolare, il documento contiene le “linee di indirizzo per la riduzione della vulnerabilità sismica dell’impiantistica antincendio” ed è così strutturato:
- requisiti minimi di sicurezza
- requisiti minimi di sicurezza sismica degli impianti antincendio
- criteri generali di progettazione antisismica

Clicca qui per scaricare la guida dei Vigili del Fuoco sugli impianti antincendio



Dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici le procedure da seguire nell’impiego di ancoraggi in fune, barriere fermaneve e pannelli per versanti

Il D. M. 14 gennaio 2008 (Norme Tecniche per le costruzioni) prevede che i materiali e i prodotti per uso strutturale, impiegati nelle opere soggette alle attuali NTC, debbano essere:
- identificati dal Produttore;
- qualificati sotto la responsabilità del Produttore;
- accettati dal Direttore dei Lavori.

Per la qualificazione e l’accettazione sono possibili i seguenti casi:
A. materiali e prodotti per i quali sia disponibile una norma europea, al termine del periodo di coesistenza il loro impiego è legato alla Marcatura CE;
B. materiali e prodotti per i quali sia disponibile una norma armonizzata, per i quali attuali norme tecniche hanno previsto le modalità e le procedure di qualificazione;
C. materiali e prodotti non citati dalle NTC e non ricadenti nelle tipologie A e B.

Per i materiali e i prodotti ricadenti nella lettera C il produttore può ottenere la Marcatura CE in conformità a Benestare Tecnici Europei (ETA) o essere in possesso di un Certificato di Idoneità Tecnica all’Impiego rilasciato dal Servizio Tecnico Centrale.
Qualora i materiali e i prodotti non siano in possesso della Marcatura CE è necessario che essi siano conformi ad altre specifiche tecniche, garantendo un grado di sicurezza equivalente a quello delle presenti norme.

Il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha reso disponibili le procedure da seguire per ottenere la certificazione per i definiti tre prodotti:
- ancoraggi in fune
- barriere fermaneve
- pannelli per versanti
Infine si precisa che la certificazione è relativa al prodotto e non al suo utilizzo, l’intervento in cui viene inserito e la sua posa in opera.

Clicca qui per scaricare le procedure per la certificazione del C.S.LL.PP.



Pericolo incendio per edifici in legno: ecco una pratica guida dei Vigili del Fuoco

Nella realizzazione di edifici in legno occorre prestare particolare attenzione alla sicurezza antincendio.
L’incendio di edifici realizzati in legno è un evento che può provocare gravi conseguenze se non si presta la giusta attenzione al rischio incendio in fase di progettazione.
Le cause scatenanti l’incendio sono dovute per lo più ad un’errata realizzazione delle strutture in legno e ad una loro inadeguata manutenzione.

La Provincia Autonoma di Trento, con l’intento di favorire la cultura alla realizzazione di strutture in legno residenziali e non (ad es. scuole, uffici, alberghi, etc.), ha pubblicato una pratica guida in cui vengono fornite precise indicazioni normative in materia di sicurezza (D.Lgs. 81/2008).
La guida è stata realizzata dai Vigili del Fuoco e dagli addetti del settore; fornisce utili indicazioni sia di tipo tecnico che normativo, per opportune scelte progettuali, soprattutto nella realizzazione di edifici ad uso collettivo.
Particolare attenzione viene posta ai particolari costruttivi degli impianti e ad un’opportuna scelta dei materiali per ridurre il rischio incendio.

Clicca qui per scaricare la Guida antincendio edifici in legno



Linee guida per gli interventi di riparazione e rafforzamento su elementi strutturali, tamponamenti e partizioni. Ecco un utile documento

La Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica (ReLUIS) è un consorzio interuniversitario che ha lo scopo di fornire supporto scientifico, organizzativo e tecnico alle Università consorziate.
Il consorzio ha pubblicato le “Linee guida per riparazione e rafforzamento di elementi strutturali”, con lo scopo di fornire un supporto alla progettazione degli interventi sulle strutture colpite dal sisma dell’Abruzzo del 6 aprile 2009.

Il documento propone una serie di soluzioni per l’esecuzione di interventi ricadenti nelle seguenti categorie:
- riparazione di elementi non strutturali danneggiati
- riparazione locale di elementi strutturali
- interventi su tamponature e paramenti esterni non danneggiati volti a prevenire crolli pericolosi per l’incolumità delle persone
- interventi di rafforzamento locale di singole parti e/o elementi di strutture in cemento armato e muratura, ai sensi dell’art. 8.4.3 del DM 14.01.08 e della relativa Circolare n. 617 del 2 febbraio 2009

Rispetto alla bozza precedente, nella versione definitiva sono presenti le “lavorazioni per interventi con sistema CAM” ed esempi di calcolo relativi al rafforzamento locale di nodi con materiale composito e con sistema CAM.

Clicca qui per scaricare le linee guida relative agli interventi su elementi strutturali, tamponature e partizioni



Dal Comitato Termotecnico Italiano le Linee guida sui Camini

Linee guida camino nasce dalla collaborazione tra CTI (Comitato Termotecnico Italiano), WIT (Wöhler Institute of Technology) e Sezione degli spazzacamini (LVH - APA), per fare chiarezza nella moltitudine di norme su come installare, manutenere e controllare le canne fumarie.

Nel documento sono riportate tabelle esplicative per ogni tipo di combustibile, con informazioni relative alla classe di resistenza al fuoco, al tipo di materiale da costruzione previsto dalle norme e agli spessori minimi dei camini.
La linea guida è corredata da disegni e schemi di installazione tratti dalle norme UNI, che descrivono il posizionamento dei terminali e le relative zone di rispetto in presenza di abbaini e lucernari apribili o in presenza di ostacoli.
Particolare attenzione viene data agli elementi che compongono un sistema fumario e alla scelta dei materiali da utilizzare.

Sono presenti, inoltre, alcuni particolari costruttivi a colori con chiara descrizione degli attraversamenti di pareti e solai.
Infine, viene ribadito che l'impianto deve essere realizzato da imprese specializzate in possesso dei requisiti previsti dal D.M. 37/08, al fine di garantire la sicurezza pubblica.

Clicca qui per scaricare la linea guida camino


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