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Inquinamento aria indoor: gli effetti dell’ozono sulla salute

Tra gli agenti inquinanti dell’aria indoor è presente l’ozono, un gas la cui composizione chimica è molto simile a quella dell’ossigeno che respiriamo, sebbene si tratti di un gas altamente tossico.

L’ozono si trova in concentrazioni rilevanti negli strati alti dell’atmosfera terrestre (da 15 a 60 Km di altezza), dove costituisce una fascia protettiva nei confronti della radiazione ultravioletta del sole; negli strati bassi dell’atmosfera, invece, è presente in basse concentrazioni, tranne nelle aree in cui la presenza di alcuni inquinanti chimici può indurne la formazione con conseguente aumento della concentrazione.

Nella bassa atmosfera, quindi, l’ozono è un agente inquinante che non è prodotto direttamente dall’attività dell’uomo, ma è originato dalle reazioni fotochimiche di inquinanti primari. In particolare, le concentrazioni di ozono sono influenzate da diverse variabili meteorologiche come l’intensità della radiazione solare, la temperatura, la direzione e la velocità del vento.

In questo articolo proponiamo l’opuscolo del Ministero della salute che descrive cos’è l’ozono, gli effetti sulla salute e le misure per prevenirne egli effetti.

Ozono, cos’è
L’ozono è un gas formato da tre atomi di ossigeno, di colore bluastro e di odore caratteristico pungente ed irritante. Viene prodotto in atmosfera dalla reazione tra ossidi di azoto, composti organici volatili e raggi solari.

In un ambiente confinato la presenza di azoto è data principalmente da:
• aria esterna;
• sistemi di combustione;
• fumo di tabacco;
• strumenti elettrici ad alto voltaggio (es. motori elettrici, stampanti laser e fax);
• apparecchi che producono raggi ultravioletti;
• filtri elettronici per pulire l’aria (se non correttamente installati e mantenuti);
• spray;
• fumi di alimenti cotti;
• polveri e fibre nell’aria interna è legata anche al grado di usura dei prodotti (es. pavimentazioni, tappezzerie, intonaci, pitturazioni);
• materiali fibrosi che entrano in contatto con l’aria interna.

Effetti sulla salute
La presenza di elevati livelli di ozono danneggia la salute umana, quella degli animali e delle piante (ne influenza la fotosintesi e la crescita) e produce il deterioramento dei materiali.

Gli effetti principali che ha sull’uomo sono:
• irritazioni agli occhi, al naso, alla gola e all’apparato respiratorio;
• senso di pressione sul torace e la tosse (forte azione irritante nei confronti delle mucose).

I rischi dipendono dalla concentrazione di ozono presente e dalla durata dell’esposizione. Studi condotti su popolazioni urbane esposte ad ozono hanno rilevato sintomi irritativi sulle mucose oculari e sulle prime vie respiratorie per esposizioni di alcune ore a livelli di ozono a partire da 0,2 mg/m3 (media oraria). In bambini ed in giovani adulti sono state osservate riduzioni transitorie della funzionalità respiratoria, a livelli inferiori di ozono, a partire da 0,12 mg/m3 (media oraria).

Misure per ridurre l’esposizione

Per ridurre l’esposizione e gli eventuali effetti dannosi sulla salute è necessario:
• limitare l’uso di fonti indoor, quali strumenti elettrici ad alto voltaggio, apparecchi che producono raggi ultravioletti e filtri elettronici per pulire l’aria;
• assicurare una corretta localizzazione e manutenzione delle fonti indoor;
• mantenere una buona ventilazione degli ambienti;
• utilizzare un sistema di ventilazione meccanica dotato di filtri speciali al carbone attivo o charcoal in grado di convertire l’ozono in ossigeno.

Clicca qui per scaricare l’opuscolo sull’ozono


Agenti inquinanti aria indoor: ossido e biossido di azoto

L’ossido e il biossido di azoto sono sostanze chimiche inquinanti presenti in aria che destano maggiori preoccupazioni in termini di inquinamento atmosferico.
Il biossido di azoto (NO2) , che ha anche rilevanza tossicologica, è un inquinante che viene normalmente generato a seguito di processi di combustione; si forma dall’ossidazione dell’ossido nitrico (NO).
In questo articolo proponiamo l’opuscolo “Ossido e biossido di azoto (NOx e NO2)” del Ministero della Salute che, in maniera semplice e sintetica, spiega cos’è, gli effetti sulla salute e le misure per ridurne l’esposizione.

Biossido di azoto: cos’è
Il biossido di azoto è un gas di colore bruno-rossastro, poco solubile in acqua, tossico, dall’odore forte e pungente e con forte potere irritante delle vie aeree.
Le maggiori sorgenti emissive sono i gas di scarico degli autoveicoli (soprattutto i motori diesel), le centrali termoelettriche, gli impianti di riscaldamento, e, negli ambienti chiusi, le cucine a gas, le stufe e il fumo di tabacco.
Generalmente nelle abitazioni non si riscontrano concentrazioni di biossido eccessive, tuttavia livelli più elevati si possono verificare durante la cottura di cibi con stufe a gas o durante l’uso di stufe a cherosene.

Biossido di azoto: effetti sulla salute
Il biossido di azoto è un gas tossico irritante per le mucose e responsabile di specifiche patologie a carico dell’apparato respiratorio (bronchiti, allergie, irritazioni) e, a causa dell’odore pungente, può provocare irritazione anche a livello oculare e nasale.
Diversi studi condotti in Italia e in Europa hanno dimostrato che aumenti di concentrazione di biossido in atmosfera sono associati a incrementi delle morti per cause naturali, cardiovascolari e respiratorie.
Una più frequente alterazione delle funzionalità respiratorie si verifica in soggetti più esposti quali bambini, persone asmatiche o affette da bronchite cronica, a partire da concentrazioni pari a 0,2 mg/m3.

Biossido di azoto: misure per ridurre l’esposizione
Ecco una serie di consigli del Ministero per ridurre l’esposizione al biossido:
• controllare regolarmente i dispositivi a gas;
• ventilare in maniera adeguata il locale cucina;
• usare l’estrattore d’aria con scarico all’esterno quando si cucina;
• far controllare e pulire regolarmente da personale esperto di sistemi di riscaldamento caldaie, canne fumarie e camini;
• non fumare negli ambienti chiusi;
• far eseguire periodicamente da tecnici specializzati la manutenzione dei sistemi di ventilazione.

Clicca qui per scaricare l’opuscolo “Ossido e biossido di azoto (NOx e NO2)”


Amianto, cos'è e come si smaltisce. Ecco una interessante guida su rischi, interventi di bonifica e smaltimento

L'amianto è un insieme di minerali del gruppo dei silicati molto comune in natura. La sua estrema resistenza al calore, all’azione di agenti chimici e biologici, all’abrasione e all’usura lo hanno reso un ottimo materiale per tessuti a prova di fuoco, per la coibentazione di edifici e per manufatti in cemento-amianto (eternit) quali tubazioni o lastre.
Tuttavia, l’inalazione delle sue polveri o delle sue fibre è nociva in quanto provoca malattie al sistema respiratorio di natura cancerogena.
L'amianto rappresenta un pericolo per la salute; il suo utilizzo è vietato dalla legge.

A tal proposito, a seguito di alcune richieste da parte dei propri lettori, si propone un interessante opuscolo sull'amianto negli edifici a cura dell'ARPA Piemonte (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale).

La pubblicazione si propone come una guida per tutelarsi da eventuali rischi legati alla presenza di amianto negli edifici e fornisce risposte chiare a domande quali:
- Cos’è l’amianto?
- Quali sono i rischi di esposizione alle polveri di amianto?
- Dove si trova l’amianto negli edifici e quali sono i materiali che possono contenerlo?
- Quali sono gli interventi di bonifica e quando sono necessari?
- Come smaltire i materiali contenenti amianto?
- Quali sono le leggi di riferimento?

Clicca qui per scaricare la guida sull'amianto negli edifici



RIFIUTI: al via il nuovo sistema di tracciabilità (SISTRI)


E' stato pubblicato sulla G.U. del 13 gennaio 2010 n. 9 il Decreto del Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare 17 dicembre 2009, recante l'istituzione del sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (SISTRI), ai sensi dell'art. 189 del D.Lgs. 152/2006 e dell'art. 14-bis del DL 78/2009.

Dal 14 gennaio 2010, è stato quindi istituito il sistema informatico di controllo della tracciabilità dei rifiuti; tale sistema, predisposto dall'esecutivo per fronteggiare il fenomeno delle eco-mafie, porterà dunque alla sostituzione di tutta la modulistica cartacea attualmente utilizzata dai soggetti coinvolti nel ciclo di gestione dei rifiuti (MUD, registri C/S, FIR) con apposite schede su supporto informatico.

Soggetti obbligati
Il decreto individua, in ragione della dimensione aziendale e dell'attività svolta, due macro-gruppi distinti di soggetti obbligati ad aderire al sistema SISTRI entro i termini previsti dal decreto (come modificati dal DM 15.02.2010), più un terzo gruppodi soggetti che, in ragione della natura non pericolosa dei rifiuti prodotti, nonché della tipologia e della dimensione dell'attività esercitata, potranno aderirvi su base volontaria.

Più precisamente, ai sensi dell'art. 3 comma 1, entro il 30 marzo 2010, dovranno aderire:
- i produttori iniziali di rifiuti pericolosi (ivi compresi i produttori che trasportano i propri rifiuti) con più di 50 dipendenti;
- le imprese e gli enti produttori ininziali di rifiuti non pericolosi, di cui all'art. 184 comma 3 lett.
c), d), g) del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i. (rifiuti derivanti da attività industriali, artigianali, di smaltimento e recupero rifiuti e fanghi derivanti da potabilizzazione e altri trattamenti delle acque) con più di 50 dipendenti;
- commercianti ed intermediari di rifiuti;
- concorzi di recupero e riciclaggio di particolari tipologie di rifiuti;
- soggetti che raccolgono e trasportano rifiuti speciali (art. 212 comma 5 D.Lgs. 152/2006 e s.m.i.);
- imprese ed enti che effettuano smaltimento e recupero;
- soggetti coinvolti nei trasporti intermodali di rifiuti (art. 5 comma 10 DM 17.12.2009).

Per tali soggetti, il decreto prevede l'operatività del SISTRI a partire dal 13.07.2010 (art. 1 comma 1 lett.
a).

Da tale data, pertanto, non potranno più utilizzarsi, in formato cartaceo, i registri di carico e scarico, i formulari di identificazione rifiuto e il MUD.

Il decreto ricomprende poi in un secondo gruppo, per il quale l'obbligo di adesione va ottemperato fino al 30.04.2010, i seguenti soggetti:
- produttori iniziali di rifiuti pericolosi (ivi compresi i produttori che trasportano i propri rifiuti) che hanno fino a 50 dipendenti;
- le imprese e gli enti produttori ininziali di rifiuti non pericolosi, di cui all'art. 184 comma 3 lett.
c), d), g) del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i. (rifiuti derivanti da attività industriali, artigianali, di smaltimento e recupero rifiuti e fanghi derivanti da potabilizzazione e altri trattamenti delle acque) che hanno tra i 50 e gli 11 dipendenti;

Per tali soggetti il decreto sposta il termine di operatività al 12.08.2010 (art 1 comma 1 lett.
b).

Soggetti non obbligati
Come accennato al punto precedente, l'art. 1 comma 4, individua una serie di soggetti che possono aderire su base volontaria al SISTRI a partire dal 12.08.2010, più precisamente:
- le imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti non pericolosi di cui all'art. 184 comma 3 lett.
c), d) (rifiuti derivanti da attività industriali, artigianali) che non hanno più di 10 dipendenti;
- le imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti non pericolosi costituiti da fanghi derivanti da potabilizzazione e altri trattamenti delle acque che non hanno più di 10 dipendenti (art. 184 comma 3 lett.
g) D.Lgs. 152/2006 e s.m.i.);
- le imprese che raccolgono e trasportano i propri rifiuti non pericolosi (art. 212 comma 8 D.Lgs. 152/2006 e s.m.i.);
- imprenditori agricoli di cui all'art. 2135 c.c. produttori di rifiuti non pericolosi;
- produttori iniziali di rifiuti non pericolosi derivanti da attività diverse da quelle di cui all'art. 184 comma 3 lett.
c), d), g) D.Lgs. 152/2006 e s.m.i. (es: attività commerciali, attività di demolizione e costruzione).

Soggetti che producono rifiuti da attività di recupero e smaltimento
E' opportuno svolgere una breve considerazione sui soggetti che producono rifiuti da attività di recupero e smaltimento (art. 184 comma 3 lett.
g) D.Lgs. 152/2006 e s.m.i.), anch'essi ricompresi dal DM 17.12.2009 tra i soggetti che possono aderire o meno al SISTRI se produttori iniziali di rifiuti non pericolosi con meno di dieci dipendenti, ma che, in ragione di una modifica intercorsa a seguito del DM 15.02.2010, potrebbero non beneficiare più di tale regime di favore.

Il decreto correttivo ha infatti previsto, per le imprese e gli enti che effettuano operazioni di recupero o smaltimento e producono rifiuti, l'iscrizione anche come produttori a prescindere dal numero dei dipendenti (art. 3); in sostanza, con tale previsione, sarebbe venuta meno l'esenzione basata sulla natura del rifiuto prodotto (non pericoloso) e sulla dimensione dell'impresa (meno di 10 dipendenti).

A ben riflettere, tuttavia, l'esenzione potrebbe continuare ad essere efficace, nel rispetto delle condizioni previste dalla legge per la sua applicazione, per tutti quei rifiuti per la cui produzione il soggetto debba essere qualificato "produttore iniziale", piuttosto che produttore a seguito dell'effettuazione di operazioni incidenti sulle caratteristiche chimico-fisiche del rifiuto (secondo la duplice definizione di produttore di cui all'art. 183 comma 1 lett.
b) del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i.).

Così, esemplificando, un impianto di incenerimento può essere considerato produttore iniziale delle ceneri (così come una discarica del percolato), ossia di tutti quei rifiuti che originano direttamente dall'attività propria dell'impianto e non dalle attività effettuate sui rifiuti in funzione del recupero ovvero dello smaltimento.

Modalità di adesione
Per aderire al SISTRI, i soggetti sopra individuati dovranno seguire le apposite procedure previste dal decreto ministeriale che, al tal fine, lascia facoltà di adempiere all'obbligo di iscrizione mediante tre alternative modalità descritte all'Allegato IA, e più precisamente:
- on line: utilizzando tale procedura, l'utente, una volta collegato al sito www.sistri.it, potrà iscriversi cliccando sul link "Iscriviti ora" e seguire le istruzioni indicate a schermo;
- via fax: in alternativa, l'utente potrà comunicare i dati indicati nel modulo di iscrizione via fax, al numero 800 05 08 63; il servizio di ricezione fax è attivo 24 ore su 24 per sette giorni alla settimana;
- via telefono: l'utente potrà comunicare i dati telefonando al numero verde 800 00 38 36: il call center è attivo da lunedì a sabato dalle 6.00 alle 22.00, sino alla scadenza del termine di iscrizione; in seguito sarà attivo dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 17.30 e il sabato dalle 8.30 alle 12.30.

Al momento dell'iscrizione l'utente dovrà anche specificare le modalità (e-mail, fax o telefono) con le quali desidera ricevere comunicazione dal SISTRI, nonché i recapiti e la persona da contattare.

La procedura di iscrizione si perfezionerà con la comunicazione all'utente dell'avvenuta ricezione dei dati e del numero di pratica assegnato.

I dati comunicati saranno verificati dal SISTRI con quelli presenti nelle banche dati delle Camere di Commercio e delle Sezioni Regionali dell'Albo Gestori Ambientali ed andranno a costituire il data-base necessario, a regime, a rendere pienamente operante la tracciabilità dei rifiuti attraverso il monitoraggio in tempo reale dei dati inseriti nelle schede da parte dei soggetti coinvolti nel ciclo di gestione dei rifiuti.

A tali modalità è stata aggiunta anche la trasmissione via mail di un modello da scaricare preventivamente dal portale SISTRI; ciò è stato previsto a seguito di problemi riscontrati dagli utenti nella procedura online che, dopo un lasso di tempo di circa dieci minuti, tende a bloccare il sistema, costringendo l'utente a cominciare daccapo l'iscrizione; di tale modalità da' ora conto anche l'art. 6 del DM 15.02.2010, indicando espressamente l'indirizzo di posta elettronica a cui inviare il modello di iscrizione debitamente compilato.

Consegna dei dispositivi
Una volta effettuata la verifica da parte del Sistema, il decreto contiene disposizioni in ordine alla seconda fase applicativa del SISTRI, ossia, ai sensi dell'art. 3, comma 6, la consegna agli iscritti di appositi dispositivi USB da parte di taluni soggetti, identificati dal decreto come "siti di distribuzione", vale a dire:
- la Camera di Commercio territorialmente competente, per tutte le imprese non tenute all'iscrizione all'Albo Gestori Ambientali;
- la Sezione Regionale Albo Gestori, per tutte le imprese iscritte all'Albo;
- le Associazioni di categoria o loro società di servizi, solo se delegate dalle Camere di Commercio sulla base di apposita Convenzione.

I siti di distribuzione, come sopra individuati, contatteranno gli utenti per comunicare luogo e data di consegna dei dispositivi; in particolare saranno consegnati:
- dispositivo USB, con firma digitale; è necessario dotarsi di un dispositivo per ciascuna attività di gestione rifiuti svolta all'interno della stessa; quindi, interpretando correttamente quanto previsto dal decreto, se un'impresa svolge all'interno dell'unità locale sia un'attività di smaltimento che di recupero rifiuti, la stessa dovrà dotarsi di 2 dispositivi; è peraltro prevista la possibilità di chiedere un'unica chiavetta USB, anche in presenza di più attività esercitate, qualora l'impresa individui un unico soggetto delegato.

Se all'interno dell'unità locale sono presenti più unità operative da cui originano in maniera autonoma rifiuti, l'utente può chiedere un dispositivo USB per ciascuna unità operativa.

Per ciascun dispositivo USB: l'identificativo utente (username), una password di accesso, una password di sblocco del dispositivo (PIN), un codice di sblocco personale (PUK).

Un dispositivo elettronico, con collegamento satellitare GPRS, da installarsi su ogni veicolo che trasporta rifiuti (c.d. black-box).

La consegna e l'installazione della black-box avviene presso officine autorizzate, il cui elenco viene fornito al momento della consegna dei dispositivi ed è comunque disponibile sul sito www.sistri.it; i costi per la carta SIM dati GPRS sono a carico dell'utente.

Contributo di iscrizione
Entro la scadenza del termine per l'iscrizione, l'utente è tenuto a versare un contributo per la copertura dei costi ed il funzionamento del sistema; a partire dal prossimo anno, tale contributo andrà versato entro il 31 gennaio.

Il contributo viene calcolato secondo la tabella di cui all'allegato II del decreto, è dovuto per ciascuna attività di gestione svolta all'interno dell'unità locale e viene parametrato alla tipologia a al quantitativo di rifiuti prodotti (o, più in generale, gestiti).

Se l'utente ha fatto richiesta di dispositivi aggiuntivi per ogni unità operativa, il contributo andrà versato per ciascun sispositivo.

Le imprese che raccolgono e trasportano rifiuti, versano il contributo per la sede legale e per ogni veicolo utilizzato.

I soggetti che trasportano i propri rifiuti (art. 212 comma 8, Testo Unico Ambientale) versano il contributo per la categoria di produttori di appartenenza e per ogni veicolo utilizzato.

Il decreto correttivo ha previsto all'art. 5 alcune integrazioni all'Allegato II del DM 17.12.2009 relativo al pagamento dei contributi, riprendendo nella sostanza quanto già indicato dal Ministero in una nota esplicativa sui costi disponibile sul sito www.sistri.it.

Concetto di delegato
Il decreto correttivo modifica la precedente nozione, che aveva suscitato molte difficoltà interpretative tra gli operatori, in particolare, l'Allegato IA del DM 17.12.2009, stabiliva che per delegato si intendesse "
il soggetto, al quale, nell'ambito dell'organizzazione aziendale, sono stati delegati i compiti e le responsabilità relative alla gestione dei rifiuti per ciascuna unità locale", con ciò non chiarendo se fosse obbligo o meno dell'azienza identificare il delegato SISTRI necessariamente con il soggetto già individuato come responsabile della gestione dei rifiuti.

Secondo la nuova definizione di cui all'art. 12 del decreto correttivo, per delegato s'intende ora il soggetto che, nell'ambito dell'organizzazione aziendale, è delegato all'utilizzo e alla custodia del dispositivo USB e al quale sono associate le credenziali di accesso al sistema mediante certificato per la firma elettronica; resta confermato che, in mancanza di indicazione, il certificato elettronico viene automaticamente attribuito al rappresentante legale dell'impresa.

Nulla il decreto dispone, invece, in ordine al tipo di responsabilità del delegato per la veridicità dei dati immessi, trattandosi di materia che andrà disciplinata con atto legislativo.

Operatività del sistema
Il complesso sistema di tracciabilità delineato dal DM 17.12.2009 verrà gestito dal Comitato Carabinieri per la Tutela dell'Ambiente e sarà interponnesso per via telematica con l'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e con il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare per lo scambio dei dati inseriti dai soggetti nella schede SISTRI; l'ISPRA e il Ministero comunicheranno, a loro volta, le informazioni ricevute rispettivamente alle ARPA Regionali ed all'Albo Nazionale Gestori Ambientali.

L'Allegato III del decreto suddivide le schede SISTRI a seconda dell'attività esercitata (es: produzione di rifiuti speciali, trasporto rifiuti, gestione impianto di smaltimento, e cosi via); ogni scheda SISTRI è suddivisa poi in varie sottosezioni che dovranno essere compilate dai diversi soggetti nel momento in cui gli stessi intervengono con la loro attività nel ciclo di gestione del rifiuto.

In altri termini, prendendo come esempio una semplice gestione produttore-trasportatore-destinatario, la sezione "Registro Cronologico", che sostituirà i registri di carico e scarico, andrà compilata dal produttore del rifiuto entro 10 giorni dalla produzione, mentra la sezione "Area Movimentazione" (corrispondente a quello che oggi è il FIR) andrà compilata in un secondo momento, ossia dal produttore e dal trasportatore entro il termine previsto dal decreto.

Il ciclo di gestione avrà termine una volta che il trasportatore abbia riversato sul computer del destinatario, attraverso il dispositivo USB, i dati memorizzati dalla black-box durante il trasporto; dell'avvenuta consegna ed accettazione del carico da parte del sito di destinazione sarà infine data comunicazione al produttore mediante l'invio di una mail all'indirizzo di posta elettronica attribuitogli automaticamente dal sistema (art. 5 comma 14 del DM 17.12.2009).

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